Digital
Voto, l’influenza dei social network
I social network sono entrati appieno nella vita politica del nostro Paese. Una importante prova l’abbiamo avuta nel caso delle recenti elezioni amministrative, con una massiccia serie di mobilitazioni e iniziative a favore di un candidato come Giuliano Pisapia. Ora, nel caso del raggiungimento del quorum nel voto referendario, ne abbiamo avuto la conferma.
Molto più di uno spot televisivo, radiofonico o di un annuncio stampa, a far la differenza è sempre più il messaggio veicolato attraverso internet e i social media, a cominciare da Facebook. Anche nel caso della politica, come dimostrato dalle massicce mobilitazioni online sia in occasione delle recenti consultazioni amministrative che hanno portato alla vittoria di Pisapia a Milano e de Magistris a Napoli, sia nel caso del raggiungimento del quorum nel voto referendario su nucleare, acqua e legittimo impedimento di oggi e di ieri.
Internet si sta dimostrando come la piazza ideale per informare e far passare il proprio messaggio politico, perché fondato su dinamiche orizzontali, che valorizzano la natura dialogica e bidirezionale della comunicazione. In poche parole, i social network funzionano perché basati sul passa-parola e sulla condivisione di passioni, interessi, obiettivi e ideali tra persone che appartengono a una stessa rete sociale; persone che, tendenzialmente, si fidano le une delle altre, perché si sono scelte reciprocamente.
La questione è tanto rilevante che ormai se ne discute non solo sulla stampa specializzata, ma anche sui principali quotidiani nazionali e all'interno di svariate trasmissioni televisive e radiofoniche 'generaliste'. Stiamo vivendo un vero e proprio cambio di paradigma delle regole della comunicazione fin qui valide e riconosciute come efficaci.
Nell’epoca dell’infedeltà, in cui utenti informati e critici sono sempre più diffidenti nei confronti dei ‘messaggi push’ che li bombardano dall’alto attraverso ogni mezzo disponibile e in ogni luogo possibile, internet e le sue piazze social stanno conquistando potere e autorevolezza proprio in virtù della fiducia che si nutre nei confronti del mezzo (i social media), delle persone che lo animano (che sono esse stesse a scegliere) e dei ‘contenuti pull’, che gli utenti comunicano dal basso.
Se la tv (e la sua pubblicità) è sempre più vista come il canale della persuasione unidirezionale, internet e i social media sono percepiti come i mezzi della condivisione e della partecipazione. Il luogo ideale per diventare attori protagonisti delle scelte e dei cambiamenti che stanno caratterizzando la nostra società, in Italia come all’estero. Il ruolo determimante svolto dai social network nelle rivoluzioni nordafricane di questi ultimi mesi ne è un ulteriore esempio, così come la vittoria di Obama nel 2008. È internet che informa, racconta, coinvolge e smuove.
Mario Garaffa
Internet si sta dimostrando come la piazza ideale per informare e far passare il proprio messaggio politico, perché fondato su dinamiche orizzontali, che valorizzano la natura dialogica e bidirezionale della comunicazione. In poche parole, i social network funzionano perché basati sul passa-parola e sulla condivisione di passioni, interessi, obiettivi e ideali tra persone che appartengono a una stessa rete sociale; persone che, tendenzialmente, si fidano le une delle altre, perché si sono scelte reciprocamente.
La questione è tanto rilevante che ormai se ne discute non solo sulla stampa specializzata, ma anche sui principali quotidiani nazionali e all'interno di svariate trasmissioni televisive e radiofoniche 'generaliste'. Stiamo vivendo un vero e proprio cambio di paradigma delle regole della comunicazione fin qui valide e riconosciute come efficaci.
Nell’epoca dell’infedeltà, in cui utenti informati e critici sono sempre più diffidenti nei confronti dei ‘messaggi push’ che li bombardano dall’alto attraverso ogni mezzo disponibile e in ogni luogo possibile, internet e le sue piazze social stanno conquistando potere e autorevolezza proprio in virtù della fiducia che si nutre nei confronti del mezzo (i social media), delle persone che lo animano (che sono esse stesse a scegliere) e dei ‘contenuti pull’, che gli utenti comunicano dal basso.
Se la tv (e la sua pubblicità) è sempre più vista come il canale della persuasione unidirezionale, internet e i social media sono percepiti come i mezzi della condivisione e della partecipazione. Il luogo ideale per diventare attori protagonisti delle scelte e dei cambiamenti che stanno caratterizzando la nostra società, in Italia come all’estero. Il ruolo determimante svolto dai social network nelle rivoluzioni nordafricane di questi ultimi mesi ne è un ulteriore esempio, così come la vittoria di Obama nel 2008. È internet che informa, racconta, coinvolge e smuove.
Mario Garaffa

