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Linkontro/Un'Europa senza Euro? Rischio possibile

Intervento molto applaudito e stimolante quello di Andrea Boltho, docente italiano  presso il Magdalene College di Oxford. Sulla base dell'analisi di quello che è accaduto in Europa prima e dopo l'introduzione della moneta unica, lo studioso ha posto un dubbio sulla tenuta, nei prossimi anni, dell'Unione europea e, soprattutto, dell'Euro. Senza vere politiche monetarie, e senza un governo centrale si va verso la disgregazione dell'Europa e, quindi, dell'Euro.
Santa Margherita di Pula (Ca). “Fra 10 anni non sarei sorpreso se l’Euro non ci fosse più”, con queste parole Andrea Boltho (nella foto) -docente italiano presso il Magdalene College di Oxford - ha concluso il suo intervento dal titolo: 'Europa: troppi divari, troppi squilibri. Può l’Euro sopravvivere?' tenuto in occasione della 30esima edizione de Linkontro, l’appuntamento organizzato da Nielsen presso Forte Village Sardegna.

Boltho ha preconizzato come la zona Euro sarà suddivisa in 2 parti: Zona Euro Nord - con Germania, Benelux, Austria e Finlandia - e Zona Euro Sud - con Italia, Spagna, Grecia e Portogallo -. La Francia non viene inclusa da Boltho nell’area Nord in quanto non è completamente 'nordica' e l’Irlanda viene esclusa dal sud in quanto non è 'mediterranea'.

Il docente ha ricordato come le premesse dell’Euro erano: l’ulteriore integrazione economica e quindi maggiore trasparenza nei prezzi, un aumento degli scambi, un mercato di capitali più ampi e aperti, un’ulteriore convergenza economica tra paesi ricchi e poveri.

Abbiamo quindi un Euro forte e solido e quasi tutte le premesse si sono avverate salvo una, ha sottolineato Boltho: il differenziale dei redditi nella zona Euro.

Ma la colpa è dell’Euro? Oppure - per il docente- la colpa è di politiche o, meglio, di comportamenti sbagliati?

Boltho ha ricordato come “abbiamo fatto troppa austerità”, confermando la tesi di Fitoussi, e i motivi di opposizione per un cambio di passo su questo fronte - in particolare dalla Germania - sono la paura dell’inflazione. In questo caso il docente ha indicato come questo timore “non è per niente giustificato. Anzi, se serve stampare moneta si stampi come ha fatto Ben Bernanke, Governatore della Federal Reserve perché oggi stampare moneta non è un pericolo considerando che per alcuni c’è deflazione in Grecia e Portogallo”.

Il vero timore - giustificato per Boltho - riguarda le possibili, future indiscipline e sperperi nei paesi 'deboli'. Su questo aspetto il docente ha ricordato il caso Irlanda.

A seguire Boltho ha avviato un elenco degli attuali squilibri: il debito Pil/Famiglia nei Paesi del Sud è esploso dopo l’Euro; la produttività in Germania e Francia è cresciuta mentre in Italia è diminuita. Ma il dato piùpreoccupante riguarda la disoccupazione: per i Paesi del Nord il tasso è rimasto praticamente identico - 5%- mentre quello del Sud Europa ha raggiunto percentuali del 20%. “Con questi divari si può avere un’unione monetaria?”, si è domandato il Docente di Oxford.

Gli ulteriori divari tra Nord e Sud Europa che stridono - per Boltho - sono il sommerso, la corruzione e la presenza/assenza di Stato di Diritto.

Per questo - per Boltho “temo che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba” e ne viene quindi il rischio che tra 10 anni non ci sia più l’Euro.

Salvatore Sagone