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Linkontro/Un'Europa senza Euro? Rischio possibile
Intervento molto applaudito e stimolante quello di Andrea Boltho, docente italiano presso il Magdalene College di Oxford. Sulla base dell'analisi di quello che è accaduto in Europa prima e dopo l'introduzione della moneta unica, lo studioso ha posto un dubbio sulla tenuta, nei prossimi anni, dell'Unione europea e, soprattutto, dell'Euro. Senza vere politiche monetarie, e senza un governo centrale si va verso la disgregazione dell'Europa e, quindi, dell'Euro.
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Boltho ha preconizzato come la zona Euro sarà suddivisa in 2 parti: Zona Euro Nord - con Germania, Benelux, Austria e Finlandia - e Zona Euro Sud - con Italia, Spagna, Grecia e Portogallo -. La Francia non viene inclusa da Boltho nell’area Nord in quanto non è completamente 'nordica' e l’Irlanda viene esclusa dal sud in quanto non è 'mediterranea'.
Il docente ha ricordato come le premesse dell’Euro erano: l’ulteriore integrazione economica e quindi maggiore trasparenza nei prezzi, un aumento degli scambi, un mercato di capitali più ampi e aperti, un’ulteriore convergenza economica tra paesi ricchi e poveri.
Abbiamo quindi un Euro forte e solido e quasi tutte le premesse si sono avverate salvo una, ha sottolineato Boltho: il differenziale dei redditi nella zona Euro.
Ma la colpa è dell’Euro? Oppure - per il docente- la colpa è di politiche o, meglio, di comportamenti sbagliati?
Boltho ha ricordato come “abbiamo fatto troppa austerità”, confermando la tesi di Fitoussi, e i motivi di opposizione per un cambio di passo su questo fronte - in particolare dalla Germania - sono la paura dell’inflazione. In questo caso il docente ha indicato come questo timore “non è per niente giustificato. Anzi, se serve stampare moneta si stampi come ha fatto Ben Bernanke, Governatore della Federal Reserve perché oggi stampare moneta non è un pericolo considerando che per alcuni c’è deflazione in Grecia e Portogallo”.
Il vero timore - giustificato per Boltho - riguarda le possibili, future indiscipline e sperperi nei paesi 'deboli'. Su questo aspetto il docente ha ricordato il caso Irlanda.
A seguire Boltho ha avviato un elenco degli attuali squilibri: il debito Pil/Famiglia nei Paesi del Sud è esploso dopo l’Euro; la produttività in Germania e Francia è cresciuta mentre in Italia è diminuita. Ma il dato piùpreoccupante riguarda la disoccupazione: per i Paesi del Nord il tasso è rimasto praticamente identico - 5%- mentre quello del Sud Europa ha raggiunto percentuali del 20%. “Con questi divari si può avere un’unione monetaria?”, si è domandato il Docente di Oxford.
Gli ulteriori divari tra Nord e Sud Europa che stridono - per Boltho - sono il sommerso, la corruzione e la presenza/assenza di Stato di Diritto.
Per questo - per Boltho “temo che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba” e ne viene quindi il rischio che tra 10 anni non ci sia più l’Euro.
Salvatore Sagone