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Foreign Office

Aegis: Bolloré perde ma guadagna punti

Respinti per la terza volta i consiglieri proposti dal patron di Havas nel CdA. Eppure, secondo un articolo del quotidiano francese Les Echos, i voti dell 3,1% delle azioni non dà il proprio consenso alla dirigenza della holding inglese. E una soluzione potrebbe essere vicina.

L'aspetto già noto della notizia dice che i due consiglieri indicati da Vincent Bolloré, il presidente di Havas, nelle persone di Roger Hatchuel, cofondatore del Festival della Pubblicità di Cannes, e Philippe Germond, ex direttore generale di SFR e di Alcatel sono stati bocciati per l'ennesima volta, la terza, dagli azionisti di Aegis: le due risoluzioni sono state respinte dal 56% dei presenti (a fronte del 74% degli aventi diritto presenti al voto). "Più del 90% degli azionisti indipendenti ha respinto questa proposta per tre volte in dieci mesi - ha dichiarato Colin Sharman, presidente del cda di Aegis, in una nota stampa diffusa dal gruppo – ritenendo che la rappresentanza in seno al CdA di un concorrente diretto costituisca un conflitto di interessi inaccettabile".

Nonostante questo, commenta oggi (5 aprile) il quotidiano francese Les Echos, Bollorè non sembra affatto disposto a mollare la presa: al momento della presentazione dei risultati annuali del suo gruppo, lo scorso marzo, si è infatti detto pronto ad attendere fino al 2022 - data in cui prevede di cedere le redini del suo gruppo - per sedere nel consiglio d'amministrazione di Aegis.
Il foglio francese pubblica un particolare interessante che può essere interpretato come un timido segnale di cambiamento. Immediatamente dopo l'assemblea, l'entourage di Bolloré ha sottolineato una "piccola evoluzione" favorevole del voto degli azionisti Havas: la differenza tra l'assemblea dello scorso novembre e quella di ieri ha infatti visto l'affarista bretone guadagnare ben 7 milioni di voti per azioni (anche se questo rappresenta in realtà solo lo 0,6% del capitale di Aegis). Al tempo stesso, i voti in favore della direzione di Aegis sono scesi, passando da 514 a 478 milioni, ossia 36 milioni in meno (equivalenti al 3,1% del capitale): un calo che si spiega con la mobilitazione in misura inferiore degli azionisti Aegis, indubbiamente stanchi di queste assemblee a ripetizione. Tanto più che un'ulteriore assemblea generale - che dovrà approvare il bilancio dell'esercizio 2006 - è prevista per il 25 maggio. Dove Vincent Bolloré, naturalmente, ripresenterà i suoi candidati.
A meno che prima di allora non si giunga davvero a una soluzione. Quale? E' ancora presto per dirlo, ma lo stesso Lord Sharman ha dichiarato ieri di voler mettere la parola fine alla questione: "Esamineremo tutto ciò che ci sarà proposto e ci applicheremo per trovare una soluzione" ha dichiarato all'agenzia Reuters. "E' evidente che vogliamo trovare una soluzione. Il che, oltretutto, ci permetterà di non dover convocare un'assemblea generale straordinaria ogni tre o quattro mesi". Successivamente, l'entourage di Aegis ha in parte ridimensionato la portata di tali dichiarazioni: "Se Vincent Bolloré proporrà una soluzione la esamineremo nel rispetto della corporate governance" hanno detto. "Ma da parte nostra non abbiamo alcuna proposta o suggerimento da fare a Bolloré".