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Sorrell sul caso Facebook/Cambridge Analytica: "Le persone devono essere informate in merito a che cosa vanno incontro quando utilizzano FB o Google"

Come riporta la stampa internazionale, il chairman e Ceo di WPP ha commentato il recente scandalo che ha coinvolto il social network. "Google e Facebook sono di fatto media company, non possono affermare di non essere responsabili dei contenuti che veicolano", ha affermato il manager.

Sul caso Facebook-Cambridge Analytica, intorno al quale si è acceso il dibattito nei giorni scorsi, si è pronunciato anche Sir Martin Sorrell, Chairman e Ceo di WPP.

Come riporta la stampa internazionale, il manager giudica assolutamente necessario che i consumatori vengano resi consapevoli di come le azioni compiute in rete e le loro informazioni possano essere registrate e rivendute a terzi

"Non si può andare avanti così", dichiara Sorrell, giudicando "inaccettabile" il fatto che gli utenti vengano ingannati. 

Tuttavia il Chairman e Ceo di WPP si è detto anche preoccupato per l'orientamento più restrittivo che ora prenderà piede presso tutte le istituzioni regolatorie e di tutela della privacy, a livello globale, regionale e locale.

In generale, Sorrell si augura che l'attenzione generata da questo caso sul problema della tutela dei dati obblighi i colossi del web a comportarsi in modo più trasparente, migliorando anche il dialogo con i grandi player del mondo della comunicazione come appunto WPP. 

D'altra parte, Facebook e Google, come ha affermato il manager, devono essere considerate ormai delle vere e proprie media company e pertanto non possono dichiarare di non essere responsabili dei contenuti che veicolano affermando di essere solo delle piattaforme tecnologiche

Circa il 30% dell'advertising a livello globale passa dalle nuove media company e Facebook e Google insieme detengono una quota pari al 75% di questo mercato. La loro importanza rende le due aziende ancora più in dovere di essere corrette con gli utenti. 

Su un aspetto Sorrell è invece concorde con il comportamento di Facebook. "I manager hanno fatto bene a prendere tempo prima di rispondere, il caso era complesso e è stato corretto documentarsi adeguatamente prima di dare risposte avventate", ha affermato il manager.

SP