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UK, Sky al vertice della classifica dei maggiori inserzionisti con una spesa di 178,8 milioni di sterline nel 2019 (205,5 milioni di euro)

I dati Nielsen sui big spender del Regno Unito: il marchio pay-tv ha superato P&G (al terzo posto), con un investimento pubblicitario in aumento di 54,7 milioni di sterline (62,7 milioni di euro) rispetto al 2018. Sul secondo gradino del podio McDonald's.

Sky è tornato ai vertici della classifica dei più grandi inserzionisti tradizionali del Regno Unito nel 2019, dopo aver aumentato la spesa in advertising del 44% (+54,7 milioni di sterline pari a 62,7 milioni di euro) anno su anno raggiungendo un totale complessivo di 178,8 milioni di sterline (205,5 milioni di euro).  (Nella foto Jeremy Darroch, Ceo gruppo Sky Limited).

Secondo i dati Nielsen, diffusi da Campaign, Procter & Gamble (che l'anno scorso era al primo posto) ha ridotto la spesa di quasi lo stesso importo (50,3 milioni di sterline ovvero 57,7 milioni di euro) a quota 137,5 milioni di sterline (157,7 milioni di euro), equivalente a un -27%. P&G scende dunque al terzo posto dietro a McDonald's, che ha aumentato la sua spesa del 24% a 151,6 milioni di sterline (173,9 milioni di euro) e si piazza al secondo gradino del podio.

Nel frattempo, Amazon (che il mese scorso è stato nominato il più grande inserzionista al mondo, sorpassando P&G) ha aumentato la sua spesa nel Regno Unito del 29% pari a 113,9 milioni di sterline (130,6 milioni di euro), prendendo il quarto posto da BT, che ha registrato un calo del 20% a quota 87,3 milioni di euro (100,1 milioni di euro).

In totale i 10 migliori spender del 2019 - un elenco che comprende anche RB, Unilever, Tesco, Camelot (new entry in top ten) e Asda - hanno aumentato la loro spesa pubblicitaria del 6% a 1,05 miliardi di sterline (circa 1,2 miliardi di euro).

Nelle previsioni rilasciate a gennaio, Dentsu Aegis Network ha leggermente rivisto al ribasso la sua stima di crescita del mercato pubblicitario del Regno Unito per il 2020 (al 6%), mentre anche la Advertising Association e Warc hanno leggermente abbassato le loro previsioni al 5,2%.

Ancora da stimare l'impatto negativo dovuto all'epidemia di Coronavirus.