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Silvestri (Gruppo Il Sole 24 Ore): “I risultati migliori nascono dal lavoro collettivo”
Il riconoscimento ‘Media Person of the Year’ assegnato a Federico Silvestri in occasione degli NC Awards 2026 premia il percorso di trasformazione strategica e multimediale che sta vivendo il Gruppo Il Sole 24 ORE sotto la sua guida. In questa intervista, l’amministratore delegato ripercorre le tappe di un progetto che ha consolidato il Gruppo come primo polo informativo integrato in Italia, tra carta, digitale, radio, agenzia di stampa e Tv. Dalla centralità del capitale umano al recente lancio di 24 ORE AI, Silvestri illustra la visione di una media company capace di coniugare 160 anni di autorevolezza editoriale con l’innovazione tecnologica.
In occasione degli NC Awards 2026 le è stato assegnato il riconoscimento ‘Media Person of the Year’. Cosa rappresenta per lei questo premio?

Ricevere questo premio è per me un grande onore. Lo considero soprattutto la conferma che il profondo percorso di trasformazione che ho avviato al Gruppo Il Sole 24 ORE sta producendo risultati concreti, valorizzando un progetto industriale ed editoriale fondato sulla qualità dell’informazione, sulla forza dei nostri marchi e dei nostri asset e sulla capacità di innovare senza perdere la nostra identità. Abbiamo lavorato per costruire una piattaforma multimediale sempre più completa, ca- pace di presidiare quotidiano, digitale, radio, agenzia di stampa e televisione, diventando il primo polo d’informazione in Italia presente su tutti i mezzi con un ecosistema integrato e sinergico. Attorno al cuore editoriale abbia- mo sviluppato un sistema di eccellenze che rende il Gruppo un interlocutore unico per imprese, business community, professionisti, pubblica amministrazione, istituzioni e cittadini, dall’area professionale agli eventi fino alla cultura. Infine, abbiamo spinto sulle progettualità innovative nate dalla sinergia di saperi e competenze del Gruppo: dai podcast alla salute fino a 24 ORE NextMed. Questo riconoscimento testimonia che è possibile coniugare tradizione e innovazione guardando al futuro con ambizione e responsabilità.
Quanto di questo successo sente di dover spartire con la squadra e il capitale umano del Gruppo su cui ha investito così tanto?
Direi quasi tutto. Se c’è una lezione che ho imparato in questi anni è che i risultati migliori nascono sempre dal lavoro collettivo. Quando sono tornato nel Gruppo nel 2018 ho trovato una realtà che stava affrontando sfide particolarmente complesse, ma ho trovato anche un patrimonio straordinario di competenze e professionalità, ac- compagnate da passione ed entusiasmo. Il talento dei colleghi è stato il motore della trasformazione. Ho sempre creduto che il compito di un manager sia creare le condizioni affinché le persone possano esprimere al meglio il proprio potenziale. Per questo considero questo premio il riconoscimento di una squadra coesa che ogni giorno affronta il cambiamento e le nuove sfide che si presentano vivendole sempre con energia, coraggio e senso di appartenenza.
Il 2025 e il 2026 hanno segnato tappe storiche per il Gruppo, in particolare con il grande rebranding. Qual è stata la sfida strategica più complessa nel fondere una storia di 160 anni con un posizionamento così moderno e integrato?

Il rebranding che abbiamo introdotto a inizio 2026 ha rappresentato il culmine delle iniziative ideate nel 2025 per festeggiare i 160 anni del quotidiano, permettendoci di riaffermare in maniera forte i nostri valori. Abbiamo avuto chiaro fin da subito che la nostra forza sta proprio nel connubio tra identità più profonda e capacità di proiezione verso il futuro. Non abbiamo quindi voluto realizzare un semplice restyling grafico, ma un percorso di ascolto interno e di riflessione sul modo in cui il Gruppo viene percepito da dipendenti, lettori e stakeholder. Riportare il ‘Sole’ al centro del nome significava recuperare un elemento che appartiene all’immaginario collettivo e alla nostra storia, mentre il recupero del rosa come codice colore identificativo e l’introduzione del nuovo simbolo volevano rappresentare l’incontro tra la nostra tradizione editoriale e il cuore tecnologico che oggi sostiene il Gruppo. Un cuore tecnologico che affonda le sue radici nel passato, perché abbiamo scelto di attualizzare un simbolo che era stato molto apprezzato negli anni ‘90, il foglio di carta che disvela un elemento tecnologico: in passato era una telescrivente, oggi sono i pixel del digitale che, parallelamente, rappresentano anche tutte le anime e verticalità che compongono il nostro universo. Il risultato è un prezioso mosaico interattivo, dinamico e coerente, dove tutti gli elementi si ricompongono in un’immagine unitaria, capace di trasformare la pluralità in un ecosistema integrato, organizzato e riconoscibile. In sintesi, abbiamo voluto raccontare chi siamo sempre stati, chi siamo oggi e, allo stesso tempo, chi vogliamo essere nei prossimi decenni: un gruppo editoriale autorevole e affidabile, con l’attitudine all’innovazione continua e piena- mente presente al futuro.
Sotto la sua guida, Il Sole 24 ORE è diventato l’unico gruppo editoriale italiano attivo contemporaneamente su quotidiano, digital, radio, agenzia di stampa e ora anche sulla Tv. Come si riesce a mantenere l’autorevolezza e l’identità del brand declinandola su così tanti mezzi diversi?

L’autorevolezza non dipende dal mezzo, ma dalla qualità dei contenuti e dalla credibilità dei marchi che li producono. Una credibilità che ci viene riconosciuta anche dal News Digital Reports di Reuters Institute, che per il nono anno consecutivo ci ha decretato il quotidiano italiano più affidabile. In questo contesto il nostro principio guida è molto semplice: al centro ci sono sempre i contenuti, mentre le piattaforme sono i contenitori più adatti a valorizzarli. Il Sole 24 ORE resta l’architrave della nostra identità editoriale, ma oggi quell’identità vive anche attraverso Radio 24, Radiocor, il digitale, la televisione, gli eventi. Ogni piattaforma ha linguaggi differenti, ma tutte condividono gli stessi valori: rigore, affidabilità, indipendenza e capacità di interpretare i cambiamenti economici, sociali e culturali. La Tv, con il canale 63 del digitale terrestre presente anche sulle Ctv e su tutte le piattaforme fast e sulle app dei produttori di tv, rappresenta l’ultimo tassello di una piattaforma multimediale che ci consente di dialogare con pubblici diversi mantenendo una narrazione coerente e riconoscibile.
L’evoluzione multimediale del Gruppo ha visto anche l’integrazione dell’IA. Come si bilancia l’innovazione tecnologica con la centralità e l’etica del lavoro giornalistico umano?
L’IA rappresenta una straordinaria opportunità, ma anche una responsabilità, non va demonizzata ma governata all’interno di un percorso ineluttabile che pone l’urgenza di adeguarsi. La nostra posizione è molto chiara: l’AI deve essere uno strumento di supporto e mai un sostituto dell’intelligenza umana. Nel campo dell’informazione la qualità, la verifica delle fonti, il giudizio editoriale e la responsabilità professionale restano prerogative delle persone. Noi stiamo investendo nell’IA come leva per migliorare l’esperienza degli utenti, rendere più semplice l’accesso alle informazioni e aumentare l’efficacia dei nostri servizi, sempre partendo da contenuti certificati e autorevoli.

Al tempo stesso adottiamo un approccio prudente e respon- sabile, consapevoli che la tecnologia vada governata con regole chiare, competenze adeguate e una forte attenzione agli aspetti etici. Con questo spirito abbiamo appena inaugurato sul sito del Sole 24 ORE, in occasione dei 30 anni dalla nascita, 24 ORE AI, un vero e proprio assistente conversazionale che permette di dialogare con i contenuti del sito ricevendo risposte elaborate sulla knowledge base proprietaria del Sole 24 ORE costruita sull’affidabilità, la qualità e l’autorevolezza delle fonti.
La motivazione del premio sottolinea la sua grande attenzione al benessere aziendale attraverso formazione, inclusione e welfare sostenibile. Quanto conta per lei la cura della ‘comunità aziendale’?

Guardando al futuro economico e culturale del Paese, quale crede debba essere oggi il ruolo primario di una media company nel guidare il dibattito pubblico e istituzionale?
Credo sia quello di offrire strumenti di comprensione della complessità, con chiavi di lettura affidabili e autorevoli. Viviamo in un’epoca caratterizzata da cambiamenti geopolitici, innovazione tecnologica accelerata e sovrabbondanza informativa, che porta sempre più spesso a derive di disinformazione e fake news. In questo contesto il compito di un editore responsabile non è soltanto raccontare i fatti con competenza, profondità e trasparenza, ma aiutare cittadini, imprese e istituzioni a interpretarli, contribuendo così a costruire ogni giorno una società più informata e più consapevole.

Il Sole 24 ORE ha sempre avuto la vocazione a favorire il dialogo tra mondi diversi: economia, imprese, professioni, istituzioni e società civile. Oggi, questa missione assume un valore ancora più importante. Vogliamo essere una piattaforma di connessione, di approfondimento e di confronto qualificato, contribuendo a costruire una cultura del futuro basata sui dati, sulla conoscenza e sulla qualità dell’informazione. Perché un’informazione di qualità non si limita a spiegare il presente: crea le condizioni per immaginare e costruire il futuro. Così interpretiamo il nostro motto ‘Presenti al futuro’.
Per concludere: cosa consiglierebbe oggi a un giovane che vuole iniziare una car- riera come la sua? Gli direi di coltivare tre qualità: curiosità, competenza e capacità di adattamento. La industry dei media sta cambiando rapidamente e continuerà a farlo. Per questo è fondamentale mantenere una grande apertura verso l’innovazione non solo tecnologica ma anche nei modelli di business, senza perdere di vista le competenze universali quali la capacità di verificare le informazioni, costruire relazioni e sviluppare pensiero critico. Aggiungo un ulteriore consiglio ovvero quella di guardare oltre il proprio perimetro, non avere paura dei cambiamenti e di affrontare le sfide con entusiasmo, perché ogni trasformazione por- ta con sé nuove opportunità. Infine, suggerirei di lavorare sempre con passione. È un me- stiere impegnativo, ma straordinariamente stimolante. Se dopo tanti anni continuo a svolgerlo con entusiasmo è perché credo profondamente nel valore dell’informazione e nel contributo che può dare alla crescita delle persone e del Paese.

