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PIL: vent’anni di creatività, visione strategica e sperimentazione

La società guidata da Carlo Boldrini Celebra 20 anni di crescita continua, evolvendosi da realtà indipendente a ‘full service agency’. Nel tempo ha integrato strategia, creatività, eventi, digital e Ai, lavorando con brand prestigiosi. Oggi conta circa 40 persone e punta a 3 milioni di fatturato. Il ventennale segna una nuova fase con rebranding, nuova sede a Milano e il premio NC Awards ‘Best Anniversary’.

Un percorso lungo vent’anni, vissuto crescendo passo dopo passo insieme alle persone e ai brand. Fondata nel 2006 come realtà indipendente da Carlo Boldrini, oggi ceo & founder, l’agenzia ha saputo preservare nel tempo un’anima curiosa, creativa e votata alla sperimentazione. Questa spinta l’ha portata a evolversi in una vera e propria full service agency, capace di far dialogare strategia, creatività, PR, contenuti, eventi, digital, tech e intelligenza artificiale all’interno di un unico, integrato, ecosistema di comunicazione. Un contributo concreto e costante alla crescita dell’intero settore che, proprio in occasione di questo importante ventennale, è stato coronato dal conferi- mento del premio ‘Best Anniversary’ agli NC Awards.

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 Nel corso delle due decadi di attività, la struttura ha firmato progetti per brand leader in molteplici settori - dal fashion al beauty, passando per lifestyle, design, food, entertainment e corporate - con l’obiettivo di andare oltre la semplice comunicazione per costruire relazioni autentiche e durature. Oggi Pil, proiettata verso un fatturato di 3 milioni di euro, conta un team di circa 40 dipendenti e cura il portfolio di clienti del calibro di Guess, Elisabetta Franchi, JD Sports e Philipp Plein. Lungi dall’essere un semplice traguardo celebrativo, questo anniversario segna l’inizio di una nuova fase evolutiva per l’agenzia.


Una metamorfosi che si concretizza in una nuova identità visiva, nel payoff ‘Pil. We design communication ecosystems’, in servizi inediti focalizzati su innovazione digitale e AI, nella ristrutturazione della sede nel cuore di Milano e in un grande evento ideato per condividere la svolta con clienti, partner e tutti coloro che hanno tracciato la strada finora. Ogni novità introdotta per i vent’anni risponde alla volontà di rendere Pil sempre più specchio della propria visione: una realtà multidisciplinare, contemporanea e in costante movimento, capace di interpretare il presente mantenendo intatte la propria identità e autenticità. A guidarci alla scoper- ta della storia dell’agenzia è il suo fondatore, affiancato dal general manager Federico Iurescia. Riconosciuto nel settore per il suo approccio imprenditoriale non convenzionale, raccolto anche nel libro ‘Reverse - Il Metodo Pil’, Boldrini ha sempre messo le persone al centro della strategia aziendale, traghettando l’agenzia da realtà indipendente locale a player di rilievo nazionale ed europeo. Iurescia è, invece, la figura chiave alla guida della gestione operativa e strategica di Pil. Rappresenta l’agenzia in tavoli di confronto istituzionali e di sviluppo territoriale, coordinando la complessa transizione di Pil verso modelli di business innovativi, digitali e orientati all’integrazione dell’intelligenza artificiale.


Se doveste sintetizzare le tappe più significative della storia di Pil, quali sono quelle che hanno segnato maggiormente la vostra evoluzione?

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Pil nasce nel 2006 a Civitanova Marche come realtà indipendente, con uno spirito creativo molto libero e una forte attitudine alla sperimentazione. Negli anni ab- biamo attraversato diverse fasi di crescita: dall’ampliamento delle competenze alla costruzione di un team strutturato e multidisciplinare, dall’ingresso in nuovi settori all’integrazione di servizi sempre più strategici e digitali. Tra le tappe più significative ci sono sicuramente l’apertura dell’ufficio e showroom in via Carlo Botta a Milano, la trasformazione da agenzia creativa a partner di comunicazione integrato, l’apertura verso mercati e brand internazionali con una sede temporanea di agenzia a Shangai e una sede galleggiante a Ibiza nel 2017 (l’iconica Pil Rouge) e, più recentemente, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoro. Ogni passaggio è stato guidato dalla stessa volontà: evolverci senza perdere la nostra identità.

 

In questi vent’anni avete lavorato con brand di settori molto diversi. Qual è il segreto per costruire relazioni solide e durature con clienti così eterogenei?

Crediamo che il segreto sia considerare ogni relazione non come un semplice rapporto cliente-fornitore, ma come una vera partnership. Per noi essere partner significa affiancare i brand in modo proattivo, comprenderne le esigenze anche prima che diventino richieste esplicite e seguirli in ogni fase del percorso: dalla strategia alla creatività, dall’operatività quotidiana alla visione di lungo periodo. Un altro elemento fondamentale è l’ascolto. Ogni brand ha una storia, una cultura, un pubblico e obiettivi specifici: prima di costruire una comunicazione efficace è necessario entrare nel suo mondo, capirne il contesto, i valori e le sfide. È questo approccio, basato su presenza, fiducia e comprensione profonda, che ci ha permesso negli anni di lavorare con realtà molto diverse tra loro, costruendo relazioni solide e durature.

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La vostra crescita è stata accompagnata da una costante attenzione all’innovazione e all’evoluzione tecnologica. Come riuscite a coniugare sperimentazione, creatività e visione strategica?

Per noi innovazione non significa inseguire le novità, ma capire quali strumenti possono generare valore reale per i brand. La sperimentazione è parte del nostro dna, ma viene sempre guidata da una visione strategica. La creatività resta il punto di partenza, mentre la tecnologia rappresenta un acceleratore che permette di esplorare nuove possibilità, ottimizzare i processi e ampliare il potenziale delle idee. Il nostro obiettivo è mantenere un equilibrio tra intuizione umana e innovazione tecnologica, senza perdere la qualità del pensiero progettuale.

 

Per i vostri 20 anni avete scelto di lanciare una nuova identità visiva, un nuovo payoff, nuovi servizi legati al digitale e all’AI e la ristrutturazione dei vostri spazi. Perché avete deciso di trasformare un anniversario in un momento di rilancio?

Perché non volevamo che questo anniversario fosse una celebrazione del passato, ma una dichiarazione di intenti verso il futuro. In questi vent’anni la Pil è cambiata profondamente: sono cambiate le persone, le competenze, il mercato e il modo in cui i brand comunicano. Sentivamo la necessità di raccontare questa evoluzione attraverso una nuova identità, una nuova visione e nuovi strumenti. L’anniversario è diventato quindi un’occasione per riallineare ciò che siamo oggi con il modo in cui ci presentiamo al mondo e per costruire le basi del prossimo capitolo della nostra storia.

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We design communication ecosystems’ racconta una visione precisa. Cosa significa oggi progettare ecosistemi di comunicazione per i brand?

Oggi, la comunicazione non può più essere pensata come una somma di attività separate. I brand vivono contemporaneamente su molteplici canali, piattaforme e punti di contatto, fisici e digitali.

Progettare ecosistemi di comunicazione significa creare connessioni coerenti tra strategia, contenuti, relazioni pubbliche, eventi, media, tecnologia e dati. Significa costruire sistemi capaci di evolvere nel tempo mantenendo una visione unitaria. Non ci interessa realizzare singole campagne isolate, ma progettare esperienze e relazioni che generino valore nel lungo periodo.

 

Pil Starter’ è un altro progetto che avete messo in campo da poco. Di cosa si tratta?

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È un progetto nato per supportare startup, giovani imprese e realtà in fase di crescita che desiderano costruire o consolidare la propria presenza sul mercato attraverso una comunicazione efficace. L’iniziativa nasce dalla volontà di rendere accessibili le nostre competenze e gli strumenti di relazioni pubbliche anche a realtà che, nelle prime fasi del loro percorso, spesso non hanno ancora la possibilità di investire in servizi strutturati. Un’opportunità concreta, sostenibile e completamente agevolata, pensata per aiutare nuovi progetti imprenditoriali a emergere e a raccontare il proprio valore. Le candidature sono aperte fino al 30 settembre e il progetto vincitore avrà la possibilità di ricevere un anno di attività di ufficio stampa, un supporto strategico pensato per aumentare la visibilità del brand, amplificarne la presenza sui media e accompagnarne la crescita.

 

Quali sono oggi le sfide e le opportunità più stimolanti per un’agenzia che vuole continuare a evolversi senza perdere la propria identità?

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La sfida più grande è probabilmente quella di mantenere una forte componente umana in un contesto sempre più automatizzato e accelerato. L’intelligenza artificiale, l’evoluzione dei media e la frammentazione delle audience stanno trasformando profondamente il settore. Allo stesso tempo, però, cresce il bisogno di visioni autentiche, pensiero strategico e capacità di interpretare la complessità e le richieste dei brand.

L’opportunità è utilizzare le nuove tecnologie per liberare tempo e risorse da dedicare alla parte più preziosa del nostro lavoro: immaginare, creare e costruire relazioni significative tra brand e persone.

 

Con una squadra di circa 40 persone e nuovi spazi ristrutturati nel cuore di Milano, come immaginate la Pil dei prossimi vent’anni?

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Immaginiamo una Pil sempre più internazionale, interdisciplinare e aperta alla contaminazione tra competenze e mercati diversi. Vorremmo continuare a crescere mantenendo quello spirito indipendente, curioso e non convenzionale che ci accompagna fin dall’inizio.

Tra vent’anni ci piacerebbe essere riconosciuti non soltanto per i progetti realizzati, ma per la capacità di aver costruito una cultura della comunicazione in cui relazioni umane e tecnologia convivono in modo equilibrato. Perché, al di là degli strumenti che cambieranno, crediamo che saranno sempre le persone a fare la differenza.

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