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Alzetta (Kai Group): “Squadra, sfide e successo: così nasce l’innovazione”
Squadra, sfide e successo. È da queste tre parole che Edoardo Alzetta, general manager di Kai Group, parte per raccontare il significato del Premio dell’Editore ‘Innovazione nel BC&E’, assegnato all’agenzia per la capacità di introdurre nuovi approcci strategici e tecnologici nel branded content. Un riconoscimento che va oltre il valore simbolico del premio e che certifica la validità di una visione costruita attorno a un concetto preciso: superare il modello tradizionale di agenzia per diventare un ecosistema integrato in grado di accompagnare i brand lungo l’intero percorso di relazione con consumatori e community: dalla pianificazione all’attivazione delle campagne, dall’engagement con gli utenti all’uso avanzato di dati e analytics per comprendere davvero i comportamenti di fan e consumatori.

Per questo Kai Group non è una semplice agenzia, ma una piattaforma di servizi a 360 gradi. Nata sotto l’egida di Aser Ventures, Kai Group si è affermata come una piattaforma capace di connettere media, marketing, tecnologia e talent, mettendo in relazione mondi differenti come sport, musica e intrattenimento. Un approccio che ha convinto la giuria grazie alla capacità di interpretare il branded content con rigore editoriale, visione strategica e una distribuzione multipiattaforma in grado di generare valore, reach e posizionamento per i brand, sempre in contesti caratterizzati da qualità, profondità dei contenuti e brand safety. Alla base di questa strategia c’è una convinzione forte: il branded content deve essere prima di tutto un contenuto rilevante per le persone, capace di generare conversazioni autentiche e costruire relazioni durature. Un principio che guida ogni progetto, dall’analisi dei dati alla produzione editoriale, fino alle nuove opportunità offerte dalla Connected TV e dal TV-commerce. In questa intervista Alzetta racconta il percorso che ha portato Kai Group a conquistare il premio, le sfide che stanno trasformando il mercato e la visione con cui l’agenzia guarda al futuro della comunicazione.
Cosa significa per Kai Media aver vinto il Premio dell’editore ‘Innovazione nel BC&E’ e in che modo ritenete di aver dato un contributo innovativo al settore del branded content?

Tre sono le parole chiave per rispondere a questa domanda: squadra, sfide e successo. Ogni riconoscimento è un tributo al lavoro fatto da tutta la squadra, e per chi come noi vive di sfide e competizioni sportive è un misuratore del successo del progetto, è sugellare i nostri valori e la nostra missione.
Nella motivazione dell’assegnazione del premio si afferma che Kai Group è nata con l’obiettivo di ‘superare il concetto tradizionale di agenzia’. Che cosa significa e cosa comporta nella vostra offerta e approccio?
Il nostro è un ecosistema integrato, tra sport, musica, tecnologia, innovazione e cultura. A noi piace usare l’espressione ‘One Stop Shop’: fermati da noi e troverai ciò che ti serve!
Un approccio integrato che va oltre le differenze generazionali e di settore, realizzando una ‘cross fertilization’ che andrà a beneficiare tutte le attività che gestiamo, avendo sempre come obiettivo finale quello di creare community, generando relazioni autentiche, che vanno oltre i contenuti generati. Vogliamo presentarci all’esterno come un partner con cui costruire una relazione rilevante e unica in termini di contenuti, di tecnologia e media e dove ogni singolo touchpoint sia una possibile fonte di valore e crescita, oltre che di engagement. Media, marketing, tech e talents sono i pilastri del nostro ecosistema integrato. E dove il fare parte della ‘galassia Aser Ventures’, ci consente di poter accedere ad una grande expertise nel mondo dello sport e dell’intrattenimento.
Il premio vi è stato assegnato anche per la capacità di interpretate il branded content con rigore editoriale e visione strategica, grazie alla capacità di distribuire i progetti attraverso le diverse piattaforme, con amplificazioni che generano reach media, posizionamento e valore ai brand, in contesti safety e di profondità e qualità dei contenuti. Ci spiega meglio questo approccio?

Dobbiamo partire sempre da una domanda semplice, ma cruciale: questo contenuto sarebbe rilevante anche senza il logo del brand? Se la risposta è no, dobbiamo ripensarlo. Dobbiamo costruire uno storytelling che abbia senso per il marchio che stiamo gestendo e per il suo target, rispettando il linguaggio della piattaforma in cui vive e che sia capace di generare una ‘conversazione’ autentica. Se il contenuto è rilevante e forte, la distribuzione su multipiattaforma è un’evoluzione naturale: ogni asset verrà declinato su ogni singola piattaforma in base al target di riferimento, dalle Connected TV ai pa- nelli bordocampo di uno stadio e così via. Avete detto giusto: per fare branded content serve visione e serve rigore, in termini di posizionamento del marchio, in termini di contenuto e di engagement. Il resto seguirà in modo molto naturale e con relativi Kpi di successo.
L’uso avanzato di dati e analytics è uno dei vostri pilastri per comprendere i comportamenti di fan e consumatori: in che modo queste metriche influenzano la nascita e lo sviluppo di un vostro progetto di branded content?

I dati e gli analytics sono sicuramente un punto di partenza per ogni nostra attività: misuriamo i risultati, attraverso l’identificazione preventiva dei Kpi di successo. Ogni singolo progetto deve nascere da un’analisi dettagliata dei comportamenti della nostra audience e del relativo contesto geografico, sociale e culturale in cui opera. Per ogni attività è altrettanto significativo definire la rilevanza che definisce quanto quel nostro contenuto sia attrattivo, tanto da meritare di essere considerato e condiviso. In un momento come quello che stiamo vivendo, ognuno di noi riceve stimoli da device diversi in contemporanea e l’attenzione del nostro pubblico diventa assolu- tamente il nostro primo e vero obiettivo da considerare.
Avete recentemente siglato una partnership strategica con la piattaforma globale V per rivoluzionare l’adv sulle Connected TV. In che modo questa sinergia e l’accesso a dati proprietari trasformeranno concretamente i vostri progetti di branded content e le opportunità di TV-commerce per i brand?
La partnership con V ci consente di con- tribuire a una svolta epocale nel modo in cui viene concepita la pubblicità sul grande schermo. Siamo passati da un modello in cui la televisione era un canale di comunicazione e di intrattenimento di massa a uno in cui la Ctv diventa uno spazio di interazione personalizzata e customizzabile. Oggi, possiamo costruire delle vere e proprie esperienze pubblicitarie e di branded content su sport, musica e intrattenimento che non erano pensabili fino a qualche anno fà, creando una vera e propria estensione del nostro spazio vitale, reale e/o virtuale che sia, del nostro tempo libero, del nostro ambiente familiare e sociale.

È un cambio di paradigma, a cui dobbiamo prepararci e Kai Group diventa il partner di riferimento per i brand che vogliono cogliere questa sfida. La Ctv è lo strumento ideale per costruire un dialogo con milioni di utenti in Italia, per- mettendo di abbinare contenuti editoriali customizzati, rilevanti e geolocalizzati, e fruibili dal proprio schermo domestico, dove l’attenzione della audience è statisticamente sempre molto più alta e il contenuto viene selezionato spontaneamente dall’utente, generando un livello di brand safety e di profondità di engagement che i canali social al momento non riescono ancora a garantire. Le opportunità di TV-commerce sono la naturale evoluzione di questo modello e abbiamo già portato a V una prima soluzione non solo in Italia, ma a livello globale. Tutto ciò ci consente di parlare di ecosistema integrato e controllato, dove brand awareness e conversion sono due ‘espressioni’ di questa esperienza pubblicitaria e di branded content.
Kai crede in un ecosistema integrato tra sport, musica e tecnologia in grado di connettere diverse generazioni. Facendo parte della galassia Aser Ventures, in che modo riuscite a sfruttare questa forte expertise nel mondo dello sport e dell’intrattenimento per generare community e relazioni autentiche nei vostri contenuti?
Il nostro logo parla proprio del concetto di connessione tra generazioni, Kai Connecting generations: ci rivolgiamo a generazioni molto diverse, provenienti da mondi diversi, sport, musica, advertising, intrattenimento e li mettiamo in collegamento in un ecosistema integrato perché è ciò di cui il nostro cliente necessita, perché è cio che ognuno di noi oggi cerca. E per fare ciò ci avvaliamo di un network di partner forti e strategici che ci consentono di diventare il riferimento in quel concetto di one stop shop con competenze e networking consolidati!

Chiudiamo questa intervista con un progetto recente che secondo lei rappresenta al meglio il vostro approccio strategico e innovativo al branded content.
‘Valori in Campo’ è un branded vodcast in nove puntate: un progetto itinerante con una forte vocazione educativa, che posiziona Banca Ifis, il nostro partner in questa attività, come attore chiave.

La narrazione combina l’analisi finanziaria da un lato, al racconto emotivo-emozionale dello sport, dall’altro, adottando un linguaggio contemporaneo e accessibile. L’innovazione risiede nella capacità di trasformare temi complessi, dalla transizione Esg alla valorizzazione dei talenti, fino al ruolo degli sponsor, in contenuti dinamici e coinvolgenti. Una forte identità visiva e l’integrazione di infografiche basate sui dati dell’Ufficio Studi attraverso la divisione Ifis Sport, rafforzano autorevolezza e chiarezza. La conduzione di Davide Bernardi, affiancato da ospiti di rilievo, garantisce credibilità e pluralità di prospettive. La partnership con Starting Finance amplifica la portata digitale del format insieme alla distribuzione multipiat- taforma tra Dazn e social media.

