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Matera (Banca Investis): “La comunicazione? Un asset strategico per costruire fiducia e reputazione nel tempo
Il panorama della comunicazione finanziaria
sta vivendo una profonda evoluzione, spinto dalla necessità di intercettare un pubblico attento alla rilevanza sociale dei brand. In questo contesto, Banca Investis si è distinta come modello di eccellenza ai BC&E Awards 2026, aggiudicandosi il prestigioso Premio dell’editore ‘Branded Content Evolution’.
Il riconoscimento celebra la capacità dell’istituto di elevare la comunicazione bancaria da mero supporto tattico a pilastro strategico del business. La giuria ha premiato la lungimiranza di una visione che applica al contenuto la stessa disciplina rigorosa solitamente riservata alla gestione patrimoniale, dimostrando che la qualità e la coerenza editoriale sono oggi gli asset più preziosi per una branded company.

Questo ecosistema si fonda su tre pilastri: l’Asset Fisico, espresso attraverso la produzione culturale in contesti d’avanguardia come la Milano Design Week; il Capitale Intellettuale, consolidato grazie alla profondità narrativa dei podcast; e i Contenuti al servizio della tecnologia, integrati nell’App proprietaria Niwa, dove l’informazione evolve in servizio personalizzato. Per approfondire questo approccio rivoluzionario che unisce finanza e cultura, abbiamo intervistato Isabella Matera, head of brand management & corporate communication.
Che significato ha il riconoscimento ‘Branded Content Evolution’ per lei e per il team, e quale percorso di trasformazione della comunicazione aziendale ritiene venga premiato?
Questo riconoscimento ha per noi un valore particolarmente significativo perché premia una trasformazione culturale prima ancora che comunicativa. Negli ultimi anni abbiamo scelto di superare una concezione tradizionale della comunicazione bancaria, spesso focalizzata esclusivamente sui prodotti e sui servizi, per costruire un dialogo più ampio con le persone e con la società. Il premio riconosce un percorso fatto di coerenza, innovazione e capacità di produrre contenuti rilevanti. Abbiamo investito nella creazione di ecosistemi editoriali capaci di raccontare temi che generano valore nel tempo, come il passaggio generazionale, l’imprenditorialità, la cultura dell’innovazione e la sostenibilità delle scelte economiche.
È un risultato che premia il lavoro di tut- to il team e che conferma la validità di una visione: la comunicazione non come amplificazione del business, ma come leva strategica per costruire fiducia, relazioni e reputazione.

La comunicazione finanziaria è spesso percepita come uno strumento di supporto al business. Qual è stato il percorso che vi ha portato a considerarla invece un vero asset strategico per la crescita e il posizionamento di Banca Investis?
La fiducia è la materia prima dell’industria finanziaria. Per questo la comunicazione non può essere considerata un’attività accessoria, ma un asset strategico che contribuisce direttamente alla creazione di valore. Il nostro percorso è partito da una domanda semplice: come può una banca diventare rilevante per le persone anche quando non stanno scegliendo un prodotto finanziario? Da qui è nata la volontà di occupare spazi di conversazione più ampi, legati alle trasformazioni della società, delle famiglie imprenditoriali e delle nuove generazioni.
Oggi, la comunicazione contribuisce al posizionamento della banca, favorisce la relazione con clienti e stakeholder, supporta l’attrazione di talenti e rafforza la reputazione del brand. In questo senso è diventata una componente integrante della strategia aziendale.
Nella vostra strategia il branded content assume un ruolo centrale nel raccontare la missione della banca. Come avete costruito un sistema di contenuti capace di rappresentare in modo coerente identità, valori e visione nel tempo?
Abbiamo lavorato sulla costruzione di una piattaforma editoriale prima ancora che su singole iniziative. Ogni contenuto nasce da una visione chiara del ruolo che vogliamo avere come banca: accompagnare persone, imprenditori e famiglie nelle scelte che costruiscono il futuro. Per questo abbiamo individuato alcuni territori narrativi coerenti con la nostra identità e li abbiamo sviluppati attraverso linguaggi differenti: eventi, podcast, approfondimenti editoriali, contenuti digitali ed esperienze dal vivo. La coerenza non dipende dal formato, ma dalla capacità di mantenere una linea narrativa riconoscibile nel tempo. Quando i contenuti esprimono in modo au- tentico valori e competenze dell’azienda, diventano patrimonio del brand e contribuiscono a consolidarne la reputazione.

Avete scelto di essere presenti in contesti come la Milano Design Week non come semplici sponsor, ma come produttori di contenuti e cultura. Qual è il valore di questo approccio e che cosa vi permette di comunicare che altri strumenti non consentono?
Abbiamo scelto di partecipare a contesti come la Milano Design Week perché rappresentano luoghi in cui si incontrano visione, innovazione e capacità di immaginare il futuro, elementi che consideriamo centrali anche per il nostro lavoro.
Essere produttori di contenuti significa contribuire attivamente alla conversazione culturale, portando idee, punti di vista e occasioni di confronto. Questo approccio ci consente di creare esperienze memorabili e relazioni più profonde rispetto a quelle generate da una comunicazione tradizionale. Attraverso progetti come ‘Generation Week’ abbiamo affrontato temi di grande rilevanza economica e sociale, mettendo in primo piano le nuove generazioni, ascoltando il loro punto vista, anche scoprendo un po’ il delicatissimo nervo dell’equilibrio tra natura e tecnologia, tema che realmente preoccupa le giovani generazioni. È un modo per esprimere concretamente il nostro ruolo di banca vicina ai cambiamenti della società.

Tra i pilastri della vostra strategia ci sono anche i podcast. Perché avete investito in questo linguaggio?
Il podcast è uno dei linguaggi più efficaci per costruire attenzione e profondità. In un contesto dominato dalla velocità, offre la possibilità di ascoltare storie, idee ed esperienze con tempi diversi e maggiore coinvolgimento. Abbiamo scelto questo formato perché consente di affrontare temi complessi con autenticità e qualità narrativa, creando una relazione più personale con il pubblico. Non è uno strumento promozionale, ma un mezzo editoriale che permette di generare valore attraverso contenuti utili e interessanti. Quando un brand produce contenuti credibili e coerenti, rafforza la propria autorevolezza e costruisce fiducia con tutta la community. È proprio questa capacità di offrire conoscenza e non soltanto messaggi commerciali che rende il podcast uno strumento strategico.

L’innovazione passa anche attraverso gli strumenti digitali. In che modo la vostra App Niwa interpreta il contenuto non solo come informazione, ma come servizio e occasione di relazione continuativa con le persone?
Con Niwa abbiamo cercato di superare la distinzione tradizionale tra informazione e servizio. Oggi le persone si aspettano esperienze personalizzate, semplici e capaci di accompagnarle nelle decisioni quotidiane. I contenuti diventano così uno strumento di orientamento, supportando una maggiore consapevolezza sui temi economici e patrimoniali. La relazione non si esaurisce in un singolo contatto, ma si sviluppa nel tempo attraverso interazioni continue e pertinenti. In questa prospettiva, Niwa rappresenta un modello evoluto di comunicazione: non un canale unidirezionale, ma uno spazio dinamico in cui informazione, servizio e relazione si integrano per creare valore concreto per le persone.
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