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Stati Generali degli Eventi 2026. Giuseppe De Martino (Unindustria): “L’event industry deve fare sistema e conquistare un ruolo istituzionale"

Agli Stati Generali degli Eventi di Roma, il presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero di Unindustria richiama il comparto a una maggiore rappresentanza: "Dobbiamo muoverci compatti"

L’industria degli eventi produce valore, attiva filiere e genera ricadute che vanno ben oltre il perimetro della manifestazione. Ora, però, quel valore deve essere riconosciuto anche sul piano istituzionale. Lo ha dichiarato ai nostri microfoni Giuseppe De Martino, presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero di Unindustria, in occasione degli Stati Generali degli Eventi, l'iniziativa promossa dal Club degli Eventi/ADC Group e powered by Plesh , andata in scena per la prima volta a Roma grazie alla collaborazione con il Convention Bureau Roma e Lazio.

"L’industria degli eventi deve avere un riconoscimento importante e dobbiamo muoverci compatti", ha sottolineato De Martino

Una posizione che nasce anche dalla sua esperienza diretta nel settore alberghiero. "Oltre ad essere presidente di Unindustria, sono anche direttore di due alberghi importantissimi a Roma e gli impatti degli eventi li vivo in prima persona".

Per De Martino, il vero valore dell’evento va letto nella capacità di attivare una filiera ampia e trasversale. A Roma, concerti, manifestazioni sportive, appuntamenti culturali e grandi eventi di brand internazionali producono effetti che interessano non soltanto hotel e organizzatori, ma una pluralità di attività economiche.

"Quando a Roma, nella capitale, ci sono degli eventi o sportivi o di brand internazionali o culturali o concerti, ne beneficiamo tutti come alberghi, ma anche tantissime altre categorie che magari sono inimmaginabili".

Dall’artigiano coinvolto nella realizzazione dell’evento alle diverse figure professionali e ai liberi professionisti, la ricaduta attraversa quindi comparti spesso lontani dall’immagine tradizionale della event industry.

Ed è proprio per questo che, secondo De Martino, serve una rappresentanza più forte e strutturata: "Dobbiamo muoverci compatti, dobbiamo uscire dall’Italia con una rappresentanza ben definita che porti eventi che in questo momento si svolgono in altre città internazionali".

La parola chiave è collaborazione. Un tema che ha attraversato gli Stati Generali e che De Martino individua come condizione necessaria per costruire una strategia nazionale.

Il modello indicato dal presidente della sezione Turismo e Tempo Libero di Unindustria mette insieme tre soggetti: associazioni, istituzioni e imprese.

"Essere partecipi nelle associazioni di categoria, dialogare con le istituzioni, in questo caso con il Ministero del Turismo, e anche come imprenditori sostenere questi progetti".

L’obiettivo è "creare una triangolazione tra associazioni, istituzioni e impresa per far capire alle istituzioni l’importanza che ha l’organizzazione degli eventi".

Un approccio che significa anche superare la frammentazione e lavorare sulla misurazione dell’impatto: "Non muoverci da singoli come categoria e mappare, e questo è un lavoro che bisogna fare, anche per far capire l’impatto che ha un evento".

Il punto, infatti, non è soltanto quanto vale un evento in sé, ma quanto valore riesce a generare intorno a sé.

"La maggior parte dei grandi eventi produce un impatto pazzesco sul territorio dove vengono realizzati e crea un indotto a volte anche di 4-5 volte il valore dell’evento", osserva De Martino.

Una ricaduta che coinvolge gli alberghi, ma anche ristorazione, commercio, trasporti, servizi, professionisti e artigiani. Un ecosistema che deve essere mappato e raccontato per rendere evidente il contributo dell’event industry all’economia dei territori.

Secondo quanto emerso anche nel confronto degli Stati Generali, il tema del riconoscimento passa infatti dalla capacità di trasformare i numeri e gli impatti in una rappresentazione più strutturata del comparto.

C’è poi un secondo livello: quello del rapporto con i cittadini.

Un grande evento può generare traffico, rumore e disagi nei quartieri che lo ospitano. Per De Martino, però, è necessario lavorare affinché la comunità possa percepire anche i benefici che un grande appuntamento può lasciare sul territorio.

"Dare anche dei benefici ai residenti di zone dove si svolgono gli eventi o in occasione di grandi eventi, far partecipare l’intera città".

Da qui l’importanza di comunicare anche gli interventi che possono accompagnare la manifestazione: "Viene ristrutturato un parco, vengono creati parcheggi, vengono migliorati i trasporti".

Il cittadino, dunque, non deve essere soltanto spettatore o destinatario degli eventuali disagi, ma deve poter comprendere quale valore l’evento può generare per la città.

"La comunicazione è fondamentale"

Ed è proprio qui che entra in gioco la comunicazione. Non soltanto come strumento per promuovere un appuntamento, ma come leva strategica per attrarre eventi e costruire consenso intorno ad essi.

Alla domanda sulla necessità di un piano strutturato di comunicazione, De Martino risponde senza esitazioni: "Assolutamente, la comunicazione è fondamentale".

E aggiunge: "È fondamentale nell’attrarre i grandi eventi, ma è fondamentale nella riuscita dei grandi eventi con il coinvolgimento di tutta la popolazione".

La direzione indicata agli Stati Generali è dunque quella di una filiera meno frammentata e più capace di parlare con una voce comune. Un obiettivo che si inserisce nel percorso avviato a Roma, dove il confronto tra operatori e istituzioni ha posto al centro proprio la necessità di trasformare il peso del comparto in regole, strumenti e azioni condivise.

Maria Ferrucci