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Ideal. Alla scoperta di modelli editoriali innovativi con Wired e della realtà virtuale, driver del futuro della comunicazione

Innovazione e futuro. Il ‘gioco del cambiamento’ vede una profonda evoluzione dei modelli editoriali e l’utilizzo della tecnologia – realtà virtuale in primis – come motore di una comunicazione efficace e impattante. Ne parlano nella Sala Giochi di Ideal Marco Savojardo, Head of Digital and Tech Innovation Ideal Comunicazione, Omar Schillaci, Caporedattore Wired Italia e Annalisa Procopio, Marketing Manager Wired Italia.

(Torino. Dalla nostra inviata Serena Roberti). Nell’ultima giornata di incontri che ha chiuso una ‘tre giorni’ di networking e sharing creativo presso la 'Sala Giochi' inaugurata da Ideal Comunicazione a Torino, Marco Savojardo, Head of Digital and Tech Innovation Ideal Comunicazione ha aperto i lavori con Omar Schillaci, Caporedattore Wired Italia e Annalisa Procopio, Marketing Manager Wired Italia (da sinistra a destra nella foto).

Tema dell’incontro, “Il gioco è cambiato. Wired: un modello editoriale unico. Come la tecnologia diventa un vantaggio”.

Per superare la crisi che coinvolge e sconvolge l’editoria, infatti, Wired si è evoluto diventando un ecosistema fatto da un magazine, un sito e un evento.

“Tutto parte da un nuovo pay-off, ‘Un mondo nuovo, un mondo migliore, ogni giorno’, - racconta Schillaci -. Wired vuole raccontare l’innovazione, tutto ciò che spinge la società ‘in avanti’, con autorevolezza ma anche con ironia. Il cuore del progetto è il sito web, affiancato dal digital (social network & affini), dal mobile e da un evento chiave, il Wired Next Fest. A essi si aggiunge l’evoluzione del magazine, che oggi è trimestrale e si articola come un bookzine”.

Entriamo più nel dettaglio.

Il sito abbraccia l’attualità. “Ormai tutto è Wired, non solo la scienza, il web e la tecnologia ma anche i diritti, il cinema, la musica, il business…tutto ciò che guarda al futuro. “I contenuti di wired.it devono generare (o essere parte di) una conversazione. Stimoliamo l’interazione o anche le polemiche con i nostri lettori nell’ottica di uno scambio continuo. Wired.it è diventato il luogo dove tutti i giorni cerchiamo di raccontare che cos’è Wired”, spiega Schillaci.

“Ciò ci ha portato a crescere in maniera esponenziale nel 2016, tanto che ora contiamo una fanbase di 1.200.000 di account (+42%). Basti pensare che nella prima ora di pubblicazione di un post raggiungiamo circa 77.000 persone. Il target? 56% uomini e 44% donne”, commenta Procopio.

Il magazine è il luogo metafisico del pensiero. Wired è diventato trimestrale, con un format completamente rivoluzionato. “C’è stato un momento in cui l’esistenza di Wired in versione cartacea era stata messa in dubbio. Anche perché, in fondo, Wired proprio per la sua ‘anima’ supera il concetto della carta. Ma poi abbiamo pensato che la rivista resta un oggetto bello e amato. Abbiamo quindi ideato un un bookmag (libro + magazine) dedicato a chi ha voglia di prendersi del tempo per approfondire certi temi, di spingersi in una lettura più ricca e complessa… una sorta di libro che vuole ispirare ed elevare il lettore. Tant’è vero che l’abbiamo diviso in capitoli”, spiega Schillaci.

Una nota importante. Wired non è solo giornalismo. “Siamo stati tra i primi a fare native advertising in Italia - spiega Procopio -. Un esempio? Per Novartis abbiamo ideato un gioco, Train your brain, attraverso il quale veicolare una campagna di sensibilizzazione per mantenere attivo il cervello. O, ancora, abbiamo creato una sezione – Wired Jobs – dedicata al lavoro con due partner, Modis ed Euro Engineering. Ancora, realizziamo comics per i nostri partner, strisce ironiche e divertenti ma molto efficaci negli obiettivi. Perfino le bufale diventano oggetto di operazioni di brand activation”.

Infine, l’evento - Wired Next Fest - è luogo fisico di incontro e scambio. Format partito da Milano e che sarà esportato in tutta Italia, il Wired Next Fest è giunto quest’anno alla sua quarta edizione con un appuntamento doppio, a Milano (27-29 maggio) e a Firenze (17-18 settembre).

“Si tratta di un grande evento gratuito, un regalo culturale che facciamo alla città. Il format si declina in tre punti: gli incontri con ospiti prestigiosi, che parlano di innovazione a 360°, i workshop – da quelli più ludici a veri e propri workshop lavorativi – e la festa, con musica live e concerti”, racconta Schillaci.

Un evento puramente culturale - per quanto fatto in maniera pop – che la gente vive con entusiasmo e partecipazione.

“All’ultima edizione abbiamo registrato quasi 200.000 partecipanti, oltre 1,22 milioni di utenti hanno seguito il festival on line, abbiamo avuto 32 sponsor e una crescita di fatturato del +113%, con un margine cresciuto del 40% rispetto a quello dell’anno passato”, spiega Procopio.

Gli argomenti? Innovazione, innovazione e innovazione. Proprio in quest’ambito rientra un focus affrontato nel dibattito sulla realtà virtuale, il cui impego oggi può spaziare dagli eventi, all'online video, all’adv.

“Una delle frontiere della comunicazione è il video 360° e la realtà virtuale per ‘giocare’ con l'audience – spiega Savojardo -. Qui in agenzia ci piace giocare, ma seriamente. Siamo sempre molto attenti alle innovazioni per poter offrire al cliente un servizio all’avanguardia, qualcosa di diverso che dia valore aggiunto alla proposta. Anche per questo abbiamo aperto la nuova Sala Giochi, casa di produzione digital e video: secondo dei dati forniti da Cisco, nel 2019 il traffico video on line coprirà l’80% di tutto il traffico on line. Un dato incredibile!”.

Questo significa che sul fronte video sono molte le innovazioni in campo, dall’Oculus Rift alla Sony PlayStation VR, dal Samsung Gear VR ad HTC Live, Google JUMP e Cardboard.

Anche i social non restano indifferenti a questo fenomeno. Uno su tutti, Facebook a settembre 2015 ha introdotto il video 360° sulla timeline. Su Youtube a oggi sono circa 258.000 i video 360° caricati, in un range di argomenti infinito. Presto tutti i possessori di smartphone potranno creare video a 360°.

“La realtà virtuale è molto interessante per noi che facciamo comunicazione – aggiunge Jacopo Gottlieb, Managing Director The Virtual Lab -, intervenuto sull’argomento. Si tratta di un incredibile veicolo per trasferire i messaggi al consumatore, anche se il terreno è ancora ‘di frontiera’, dobbiamo capire che linguaggi utilizzare, in che modo far presa sul target e, soprattutto, esiste ancora una barriera non indifferente a livello di hardware. Ma credo che in futuro il settore sarà una bomba”.

Coerente con questa visione ‘futuristica’ del processo creativo, Ideal ha già esplorato il mondo dei video 360° lanciando per Siemens e Finish una campagna innovativa. “Ci siamo chiesti cosa succede in una lavastoviglie – spiega Savojardo – e abbiamo pensato di creare uno storytelling con un vero e proprio commercial a 360° che ricrei ciò che accade. Idea molto apprezzata dal cliente. E questo è solo l’inizio, siamo pronti a stupirvi”.