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Oggi a Milano l’assemblea delle Industrie dei Beni di Consumo. Focus sul contesto di riferimento e le prospettive per il Largo Consumo

Ferretti, presidente Ibc: “Bene il tavolo di filiera al Mimit. Ora servono politiche per la competitività e la crescita. E interventi per l’efficienza e l’efficacia della logistica”.

Da una parte la volatilità dei costi dovuta all’incertezza del quadro geopolitico economico e la debolezza del potere d’acquisto delle famiglie. Dall’altra la difesa dei margini e l’esigenza  di continuare a investire nella digitalizzazione e nello sviluppo sostenibile. È uno scenario non facile quello  in cui operano le oltre 35mila industrie aderenti ad Ibc, l’Associazione Industrie beni di Consumo che  questa mattina ha richiamato a Milano imprenditori e manager provenienti da tutta Italia in occasione  dell’incontro Il contesto di riferimento e le prospettive per il largo consumo.  

“In un quadro congiunturale complesso difesa della qualità, attenzione ai costi, tutela della marginalità e  mantenimento dei livelli occupazionali sono fondamentali per la tenuta del tessuto produttivo”, ha rilevato  il presidente di Ibc, Flavio Ferretti (nella foto). “La politica restrittiva della Banca Centrale Europea penalizza i piani  d’investimento delle nostre aziende. La discesa rapida dei tassi non è rinviabile e deve essere accompagnata  da politiche industriali che favoriscano la crescita della produttività, lo sviluppo dimensionale delle aziende,  gli investimenti nel digital e per la sostenibilità. In parallelo va sostenuta la domanda: per questo siamo  nettamente contrari a plastic e sugar tax e a nuove forme di tassazione dei consumi. Abbiamo apprezzato  la convocazione da parte del ministero delle Imprese e del Made in Italy del tavolo di filiera creato lo scorso  autunno; tuttavia, è indispensabile entrare rapidamente nel merito dei problemi, analizzando le dinamiche  e individuando le soluzioni migliori per sostenere e rafforzare la competitività delle nostre imprese a  beneficio della crescita e della creazione di benessere nel Paese”. 

Nel corso dei lavori Ibc ha delineato alcune linee di intervento per migliorare l’efficienza e l’efficacia della  movimentazione delle merci in Italia. “Interventi mirati che potrebbero contribuire alla riduzione dei costi  a beneficio dell’intera filiera”, ha sottolineato Ferretti. Le azioni, individuate sulla base di una gap analysis svolta dal Politecnico di Milano e condivise con Assologistica, sono ripartite in tre ampi capitoli d’intervento: 

Normative. In quest’area rientrano: la semplificazione urgente degli iter autorizzativi per la  realizzazione di nuove infrastrutture logistiche, l’armonizzazione delle normative locali e la  semplificazione dei processi doganali. I contratti di lavoro dovrebbero evolvere per favorire la  flessibilità, le assunzioni e garantire il pieno rispetto delle regole a tutela dei lavoratori. 

Digitale. La digitalizzazione avrebbe effetti positivi sulla trasparenza della filiera, sulla  concorrenza, sul dialogo telematico tra imprese e sullo svolgimento dei controlli delle autorità  competenti. La dematerializzazione dei documenti è considerata un fattore decisivo per la  riduzione dei costi. Oggi il 30% delle aziende è concentrato sulla digitalizzazione dei processi  e delle documentazioni, manca ancora, tuttavia, un commitment pubblico che acceleri il  cambiamento. Per esempio, promuovendo l’automazione dei centri distributivi. 

Filiera. Ibc sta intensificando la sua azione sugli associati per favorire l’adozione su vasta scala  delle soluzioni e dei progetti messi a punto congiuntamente dalle imprese industriali e  distributive nell’ambito di GS1 Italy ed Ecr Italia. Negli ultimi dieci anni l’impegno delle  imprese del largo consumo nell’ottimizzare e migliorare la logistica ha prodotto: miglioramenti  per un valore di circa 160 milioni di euro; 450.000 viaggi evitati ogni anno grazie  all’incremento delle unità di carico intere, della saturazione dei mezzi e della percentuale di  bilici usati; una riduzione di 97.000 tonnellate di CO2 l’anno. Tra gli obiettivi prioritari GS1  Italy ha identificato l’ottimizzazione delle consegne attraverso attività che vanno dall’adozione  di un servizio di Digital Proof of Delivery e della consegna certificata, all’allargamento delle  finestre di carico e scarico, alla revisione dei sistemi di prenotazione. 

“Abbiamo condiviso le nostre proposte con le associazioni della filiera del largo consumo”, ha rimarcato  Ferretti, “con l’obiettivo di definire una posizione comune da trasferire ai dicasteri competenti per avviare  una fase concreta di cambiamento”.

Nel corso dell’incontro promosso da Ibc Marta Dassù, senior advisor  for European affairs di The Aspen Institute e Veronica De Romanis, docente di European Economics  all’Università Luiss hanno proposto approfondimenti sul quadro geopolitico ed economico. La dinamica  della domanda interna è stata focalizzata da Angelo Massaro, amministratore delegato di CircanaDamiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, si è soffermato  sui trend e sui fronti di intervento per il rafforzamento del settore logistico. La parte finale dei lavori è stata  dedicato a un dibattito con la partecipazione del presidente Ferretti, di Mauro Lusetti presidente di Adm  - Associazione distribuzione moderna e di Renzo Sartori vicepresidente di Assologistica. Per le  conclusioni è intervenuto Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy.