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La nuova Agi è mobile first e lancia AgiFactory, divisione di storytelling transmediale e giornalismo di marca che crea valore per le aziende strizzando l'occhio a contenuti Data Driven
Che senso ha un'agenzia di stampa nell'epoca di internet e dei social network? "Ha senso potendo vincere la battaglia della qualità rispetto al flusso indistinto di informazioni che arrivano dalla rete ad una velocità supersonica. Le fake News non sono nate con internet, sono sempre esistite. La rete con la sua viralità ne ha amplificato e velocizzato la diffusione. Da qui il ruolo centrale del giornalismo di qualità di riportare la verità in primo piano". Così il direttore di Agi Riccardo Luna giustifica la mission più che mai attuale dello storico player italiano dell'informazione in occasione della presentazione del nuovo piano strategico che ne rilancia il ruolo nel mondo digitale e della creazione di contenuti, su cui è stato incentrato il lavoro dei primi 7 mesi del neo AD Salvatore Ippolito (leggi news).
Agi cambia pelle e da agenzia di stampa tradizionale si trasforma nella prima agenzia italiana mobile first per giornalisti e utenti, guidata dal direttore Riccardo Luna e dal condirettore Marco Pratellesi. La promessa è quella di coniugare innovazione e velocità con le regole deontologiche ed etiche dell’informazione per rimettere al centro, e alla base di qualsiasi modello di business, il giornalismo.
Il nuovo sistema editoriale, Kolumbus, consentirà a tutti i giornalisti di Agi di operare in mobilità e ai clienti e fruitori dell’agenzia di ricevere su app per mobile tutto il notiziario con possibilità di alert personalizzati sulle notizie; la app Agi permetterà loro di editare i testi multimediali da inviare immediatamente alla testata per cui scrivono, consentendo un flusso di lavoro ininterrotto anche in mobilità e, davvero, in tempo reale.

"Il nostro è l'investimento tecnologico maggiore fatto da un editore quest'anno" ha chiosato Luna, aggiungendo che "Ci siamo dotati anche di un nuovo web site, online da due mesi, che non vuole essere un sito di notizie ma di spiegazioni, attraverso il materiale di altri editori. Un prodotto che ha trovato ampio consenso sul mercato, crescendo del +162%."
Accanto a questa svolta tecnologica Agi da un anno ha intrapreso una svolta editoriale che risponde allo slogan "la verità conta".
Perché come sottolineato dal CCO del Gruppo Ogilvy & Mather Italia Paolo Iabichino, sul palco della presentazione milanese della nuova Agi, "Le persone non sono più disposte ad accettare le seduzioni manipolatorie pubblicitarie, e non solo, ma cercano una relazione con la marca. E noi dobbiamo aiutare l'azienda nella costruzione di contenuti adeguati ma soprattutto veri, autentici. Perché per me la verità non solo conta, ma canta".

Per far ciò, accanto al notiziario tradizionale che è stato rilanciato e rafforzato anche da una serie di reti verticali (Mobilità, Energia, Digitale, Africa, Mediterraneo), Agi ha attivato una serie di partnership con alcune delle realtà più innovative del panorama editoriale: da Pagella Politica a Formicablu, da YouTrend a Next New Media, da Tpi a Dshare e Vista.
Con questi partner Agi ha realizzato tanti nuovi prodotti multimediali: dal factchecking ai long form di approfondimento; dal data journalism per trasformare numeri in notizie verificate e verificabili al video journalism, per raccontare e visualizzare fenomeni complessi; dagli eventi live agli ebook, fino ai Quaderni dell’Agenzia Italia in collaborazione con il Censis per indagare la cultura dell’innovazione.
"Arriviamo in quasi 3000 terminali, di cui più di 580 della Pubblica Amministrazione" ha spiegato Ippolito, "Serviamo 50 redazioni di tv, radio e giornali, ma anche oltre 100 società e industrie, e oltre 2000 postazioni di enti vigilati PCM. Sono numeri importanti che giustificano 60 anni di storia di Agi, ma che implicano anche l'importante percorso di cambiamento che abbiamo innescato per arrivare ad essere coerenti e sempre più performanti in un mondo che si è trasformato. Un tempo i contenuti correvano verso l'audience sulla propria corsia. Oggi non basta più. Bisogna correre e saltare, un po' come nel parkour. Il percorso è fatto di piani differenti. Non esistono più corsie ne schemi o costrizioni. Il mercato dei contenuti (branded content e content marketing) è in grande crescita e vale 350 milioni di euro in Italia (750 milioni nel 2019) e 258 miliardi di dollari nel mondo. Nell'era dei contenuti saranno essi stessi a produrre valore economico. In uno scenario di questo tipo i tre concetti chiave di un modello di business di successo sono: informazione (disponibile ovunque), connessione (per mantenere un contatto continuo con le persone) e racconto (per intrattenere informando). Noi lo facciamo attraverso lo Story Facting, con cui raccontiamo le storie delle aziende attraverso i fatti."
Oltre alla profonda trasformazione tecnologica ed editoriale infatti, Agi cresce e innova grazie a una nuova divisione business: AgiFactory, la prima factory italiana di brand journalism, storytelling, content creation & publishing, dedicata ad aziende, enti, istituzioni, organizzazioni, Pubblica Amministrazione, a chiunque abbia la necessità di narrare e di narrarsi.
Una Factory pronta a ideare e realizzare contenuti data driven di alta qualità, narrazioni transmediali, content strategy, video stories, data visualization, graphic telling, social storytelling. Una factory che mira a diventare il punto di riferimento del mercato unendo la vision e l’innovazione di una nuova divisione con i 60 anni di professionalità nel selezionare e trattare fatti e scovare le notizie, nel verificarli, nel raccontarli che da sempre contraddistinguono Agi. Una factory che vuol essere anche un “hub dell’innovazione e della creatività” con una scuderia di giovani innovatori, designer, grafici, illustratori, videomaker, fotografi, storyteller e copywriter e collaborazioni con le agenzie emergenti StoryFactory, The Visual Agency e True Numbers.
"AgiFactory non è una redazione parallela" ha chiarito Daniele Chieffi, Head of Digital Communication Agi. "In un'epoca in cui le aziende sono costrette a costruire valore per i propri stakeholder, noi facciamo proprio quest. AgiFactory è un contenitore di competenze per costruire storytelling transmediale e giornalismo di marca, utilizzando tutta una serie di skill che la narrazione complessa come quella digitale oggi richiede. Il nostro modo di lavorare parte dai dati e attraverso le fasi di strategia, esecuzione, diffusione, si chiude nuovamente sui dati, per valutare performance, operare fine tuning e analizzare i risultati."

E proprio in tema di dati l'intervento del Ceo di Zenith Luca Cavalli ne ha illustrato l'importanza ponendo l'attenzione sul fatto che "i dati senza creatività non sono nemmeno informazione. Vanno interpretati e in un'economia, quella del dato, che vale 18 miliardi di dollari ed è fatta al 90% da dati in rete che non sono utilizzati (dark data), diventerà sempre più fondamentale la figura del data citizen. Una sorta di utilizzatore dati di secondo livello rispetto al data analyst. Nuove figure che si occuperanno di utilizzare il dato in modo creativo, intelligente, applicato. Un ruolo che sarà sempre più richiesto nel mondo del marketing e della comunicazione, in cui innovazione e ascolto dei consumatori saranno le leve del successo nei prossimi cinque anni."
Riccardo Luna e Marco Massarotto hanno infine annunciato le nomination della classifica i-Leader, la mappa della digital leadership realizzata da DOING in collaborazione con Agi, con oltre 200 player analizzati tra opinion leader e brand distribuiti in 5 panel: Business leader, Opinion leader, Brand, Sport star, Show biz, Web star. I risultati della prima ricerca verranno svelati il 6 dicembre a Roma.


