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Architettura e sicurezza al centro di 'Domus' di marzo

Il numero di marzo di Domus punta su due temi principali: la sicurezza, argomento di grande attualità, e la presentazione dei lavori più interessanti di alcuni giovani designer a livello internazionale.

Il tema della sicurezza è introdotto da Flavio Albanese, direttore di Domus, attraverso queste riflessioni: "Come si sta evolvendo il meccanismo sociale della 'richiesta di sicurezza' nel XXI secolo? Come si comportano l'architettura e l'urbanistica, discipline di organizzazione dello spazio, rispetto all'efficienza di quel meccanismo?". Criminologi, architetti e intellettuali hanno cercato rispondere a questi interrogativi.

Il secondo grande argomento del numero di marzo di Domus è il lavoro di alcuni tra i più promettenti giovani designer a livello internazionale. Una selezione di questi nuovi e giovani designer è raccolta in un unico articolo che propone alcuni dei loro lavori.

Tra le idee riportate in queste pagine un cuscino che non ha bisogno di imbottitura, un bicchiere che si trasforma in trappola innocua per topolini, un berretto che diventa sciarpa, un tavolo che si apre mettendo a disposizione un vano/sacca, e tante altre piccole invenzioni d'uso e formali.

Domus dedicata poi spazio all'interno del numero ad altri giovani progettisti ed artisti. Tra questi Elisabetta Terragni e Christian Kerez.

Elisabetta Terragni racconta sulle pagine della rivista il suo progetto per la scuola Leonardo da Vinci di Altavilla Vicentina, che ospita un asilo per 120 bambini, una scuola elementare per 150 alunni e un piccolo teatro da 140 posti aperto alla città.

Il secondo giovane architetto protagonista sulle pagine di Domus di marzo è Christian Kerez, con il progetto di una casa bifamiliare a Witikon, nella periferia sud-ovest di Zurigo. il volume dell'abitazione si alza su due piani fuori terra per consentire ai suoi abitanti di vedere in lontananza, nella vallata, il lago.

Kerez ha diviso inoltre la casa con un lungo muro longitudinale, consentendo così alle due famiglie di osservare il paesaggio lacustre in modo paritario.