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Binaghi: adv in positivo nel secondo semestre 2013
Dopo un 2012 chiuso col -12,6%, gli investimenti pubblicitari caleranno anche per l’anno in corso. La stima di GroupM è che il 2013 registri il -4,9%, con un valore complessivo di 7.394 milioni di euro. Tuttavia, come affermato quest’oggi dal ceo Mindshare, nel corso del convegno promosso da Millward Brown (vedi notizia correlata in alto a destra), il secondo semestre dovrebbe regalare al mercato il segno più, se non altro per effetto di un rimbalzo tecnico.
La nottata non è ancora passata, il trend negativo è ancora in corso, ma qualche segnale positivo inizia a vedersi. Dopo un 2011 chiuso a quota 8.889 milioni di euro (-3,1% rispetto all’anno precedente) e un 2012 siderale fermatosi a 7.773 mln di euro (-12,6%) anche il 2013 si concluderà in territorio negativo, fermandosi a 7.394 milioni, che rappresentano un -4,9% rispetto al 2012 (stime GroupM). Tuttavia, come affermato questo oggi da Roberti Binaghi (in foto), ceo Mindshare, nel corso del convegno promosso da Millward Brown (vedi notizia correla in altro a destra), il secondo semestre dovrebbe regalare al mercato il segno più, se non altro per effetto di un rimbalzo tecnico.
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Nella sua analisi Binaghi si è inoltre soffermato sull'andamento dei principali media nel corso 2013. Vediamoli uno a uno.
Televisione, nonostante sia in evidente sofferenza, il mezzo continua a rappresentare più della metà del totale del mercato pubblicitario italiano. Si segnala il terzo anno consecutivo in negativo per i canali generalisti.
Radio, dopo l’andamento negativo del 2012, è atteso un ulteriore calo nel 2013, pur mantenendo il mezzo un ruolo importante in uno scenario di riduzione dei budget adv. La sua forza è soprattutto nei contesti di fruizione out of home.
Stampa, ancora in negativo anche se in misura minore rispetto al 2012, grazie al probabile impatto delle elezioni politiche sulla raccolta dei quotidiani.
Out of home, le elezioni politiche potrebbero portare risorse aggiuntive al mezzo.
Internet, prevista una crescita appena sopra la doppia cifra, da attribuirsi a una penetrazione in aumento e a un peso crescente del mezzo nel mix degli investitori.
Cinema, ancora in sofferenza stante il macroscenario e l’accresciuta aggressività dell’offerta.
Mario Garaffa

