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Die Zeit fa il pieno di investimenti adv italiani: +124% in tre anni

Cresce la fiducia degli spender italiani nei confronti del settimanale tedesco. Negli ultimi tre anni, la spesa pubblicitaria di aziende made in Italy, sul sistema editoriale Die Zeit, è aumentata del 124%. Nel solo 2012, gli investimenti italiani hanno superato quota 2 milioni di euro (+59% rispetto all’anno scorso). Si tratta, prevalentemente, di brand del settore moda e lusso come Armani, Dolce & Gabbana, Tod’s, Prada, Zegna, ma anche del comparto design, come Minotti, B&B Italia e Flexform.
Chi lo ha detto che gli investimenti pubblicitari sulla carta stampata sono in crisi? Il settimanale tedesco Die Zeit fa il pieno di raccolta made in Italy, attirando sulle sue pagine, nel solo 2012, investimenti tricolore per oltre 2 milioni di euro (+59% rispetto all’anno precedente).

Se si considera l’ultimo triennio, dunque dal 2010 al 2012, il trend di crescita risulta ancora più netto, con un aumento del fatturato pubblicitario proveniente da aziende del Belpaese del 124%.

Si conferma così l’aumento di fiducia delle aziende italiane nei confronti sia del settimanale Die Zeit sia del mercato tedesco nel suo complesso, percepito come un terreno fertile per comunicare e vendere i prodotti italiani, in virtù del buon andamento dell’economia tedesca.

Precisiamo tuttavia, per dovere di cronaca, che i dati appena presentati si riferiscono al sistema editoriale Die Zeit nel suo complesso, coinvolgendo dunque, oltre al famoso settimanale cartaceo, anche il supplemento Zeit Magazin, anch’esso cartaceo, e le rispettive versioni online.

A fornire i numeri, nell’ambito del periodico appuntamento annuale che Die Zeit organizza nel nostro Paese, svoltosi quest’oggi a Milano presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, è proprio Bernard Kedzierski (foto sopra), direttore generale di K.Media, la concessionaria di Die Zeit per l’Italia da circa un decennio. Accompagnato, per l’occasione, anche dal direttore editoriale del settimanale tedesco, Giovanni Di Lorenzo (foto sotto).

Quanto al profilo delle aziende italiane che più investono sul sistema editoriale di Die Zeit, possiamo dire che si tratta di società di alto livello, appartenenti, soprattutto, al settore ‘moda e lusso’ come Armani, Dolce & Gabbana, Tod’s, Prada, Zegna, ma anche appartenenti al comparto ‘design’, come Minotti, B&B Italia e Flexform, giusto per fare alcuni nomi.

I dati degli investimenti pubblicitari made in Italy si inscrivono in un contesto complessivo di espansione per il settimanale Die Zeit che, come precisato da Kedzierski, vende in Germania circa 500mila copie per numero (+1,2% rispetto all’anno precedente), raggiungendo, su base settimanale, 2 milioni e 340mila lettori (+8% sul 2011). In crescita anche gli abbonamenti, che aumentano del 3,8% rispetto allo scorso anno. Infine, come aggiunto da Di Lorenzo, non vanno trascurate le buone performance di Die Zeit tra i giovani e le donne, con il supplemento Zeit Magazin che vanta un rilevante 43% di lettrici donne.

Non male, soprattutto se si tiene conto delle difficoltà strutturali che la carta stampata sta vivendo in tutto il continente, e che hanno colpito anche un colosso come il Financial Times, che ha, giusto oggi, annunciato la chiusura della sua edizione in Germania.

Mario Garaffa