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Domus: con Mendini 'la nuova utopia' debutta su tutti i canali

Alessandro Mendini torna a dirigere il mensile, che si rinnova con l'obiettivo di rilanciare una visione progressiva e ottimistica, per uscire dalla crisi globale del progetto, della produzione e del mercato. Rivista, sito e applicazione per iPhone daranno vita a una piattaforma integrata di approfondimento sul mondo dell'architettura e del design. On air campagna radio e affissione.
Alessandro Mendini, come anticipato da ADVexpress (vedi notizia correlata) torna alla direzione di Domus con l'obiettivo di rivendicare alla testata più antica di questo settore la capacità di proporre un nuovo progetto editoriale, senza rinunciare all’ autorevolezza che storicamente la contraddistingue.

Da sempre conosciuta e riconosciuta per saper anticipare modi e tendenze, per l’importanza dei testi e dei contributi progettuali, per l’alta qualità delle immagini, Domus recupera tutte queste qualità e torna ad esercitare una forte attrattiva sul lettore, riducendo il numero complessivo dei servizi, aumentando la forza comunicativa dell’immagine, migliorando la leggibilità di testi e contenuti.

Tutto il nuovo progetto della rivista, curato da Alessandro Mendini con Stefano Casciani e l’art direction di Giuseppe Basile, punta a recuperare la comunicazione con il lettore esperto, il professionista, lo studente o il neolaureato, ma anche il semplice appassionato, attraverso un’impaginazione nitida e 'spettacolare'.

Particolare attenzione verrà posta alla situazione dell’architettura e del design in Italia dove si va da tempo affermando una nuova generazione di architetti e designer, con realizzazioni e interventi di grande qualità. A questa attenzione per il nuovo si aggiunge l’ampio spazio dedicato all’analisi critica e storica: in generale, il contenuto della rivista si allontanerà dall’ansia dell’informazione di attualità, per indagare aspetti psicologici, filosofici e sociali di esperienze anche passate, ma che possono fornire indicazioni e strumenti di lavoro anche nella presente, difficile condizione di vuoto ideale ed etico.

In questo senso assume un significato di vero e proprio 'manifesto' delle intenzioni della nuova Direzione, il sottotitolo La nuova utopia che compare nella testata della rivista: utopia come rilancio di una visione progressiva e, per quanto possibile, ottimistica per uscire dalla crisi globale del progetto, della produzione e del mercato. "In un momento in cui tutto, compresi arte e design, è animato dalla fattualità - ha spiegato ad ADVexpress il vicedirettore Stefano Casciani - abbiamo voluto rinnovare Domus per comunicare che non si tratta di una testata che guarda solo all'immediato ma piuttosto di una rivista in grado di indicare nuove strade e nuove prospettive. Proprio per questo cercheremo quegli autori che, con la loro attività, si legano a questa nostra vision".

Le copertine della direzione Mendini di Domus presentano ciascuna una personalità che nel corso del tempo si sia profilata nel campo dell’architettura, delle arti o del design come autore di utopie, immaginarie o realizzate, che hanno contribuito all’evoluzione della cultura del progetto. Lorenzo Mattotti, celebre illustratore, sarà l’autore di tutti i ritratti di copertina.
Nel primo numero di aprile il protagonista della cover story sarà Tomàs Maldonado, già pittore d’avanguardia, poi direttore della mitica 'Scuola di Ulm' e ancora designer per Olivetti, professore universitario ma soprattutto 'filosofo' e teorico del design.

Da sempre al centro delle tematiche affrontate da Domus, l’Architettura torna con il nuovo progetto editoriale ad essere analizzata in profondità, nei suoi aspetti teorici, storici ma anche di estrema attualità, con un’attenzione particolare alle tematiche del progetto nelle aree più problematiche del pianeta. Così, ad esempio, nel primo numero a firma di Mendini il servizio di apertura è un reportage, secco e al tempo stesso struggente, sui barrios di Caracas, l’equivalente delle favelas brasiliane, dove vivono in condizioni drammatiche circa seicentomila persone. Qui il gruppo Urban Think Tank (Hubert Klumpner e Alfredo Brillembourg) ha immaginato e realizzato il progetto di un’infrastruttura di trasporto, Metro Cable, che mette in comunicazione diverse aree del Barrio di San Agustìn, uno dei più popolati di Caracas.

Obiettivo della sezione Arte è principalmente riportare l’attenzione su come il progetto artistico può svilupparsi direttamente in relazione con lo spazio, gli spazi, cui è destinato o in cui nasce. Nel numero di aprile l’intera sezione è dedicata al lavoro di Dennis Oppenheim, recentemente presentato in Italia con una grande personale al M.A.R.C.A. di Catanzaro.

Come afferma anche Maldonado nella sua intervista in questo numero, il design deve tornare ad occuparsi di questioni e ambiti diversi da quelli convenzionali dell’arredamento, del lifestyle e delle merci di lusso. In questa direzione si propongono i nuovi contenuti della rivista riferiti al mondo degli oggetti progettati, che verranno analizzati non più come status symbol o come rappresentazioni narcisistiche dei designer stessi, ma come possibili mezzi per l’uso e l’interpretazione del mondo delle cose.

Significativi quindi i due temi principali di aprile per la sezione Design: un’analisi approfondita del progetto di strumenti didattici per non vedenti realizzati a Milano presso lo storico Istituto dei Ciechi di Via Vivaio, e una prima introduzione alla terza edizione del Museo del Design presso la Triennale, una vasta rassegna di oggetti tra artigianato, arte e disegno industriale, presentata con il titolo simbolico Quali cose siamo.

La nuova Domus vuole non solo analizzare, approfondire, discutere ma anche informare, divertire, incuriosire, con seria leggerezza. Così i principali contenuti della rivista sono anticipati e intervallati da rubriche, dove si alternano informazioni semplicemente visive e grandi esperti e opinion leader che intervengono su tematiche di attualità e di critica: in questo numero, tra gli altri, Carlo Guglielmi e Rosario Messina parlano della crisi e delle prospettive dell’industria dell’arredamento, Emilio Ambasz riflette sul modernismo, Emilio Battisti interviene sui temi delicati del nuovo sviluppo urbano a Milano.

La sezione Belvedere presenta una ricca serie di notizie visive, su temi che vanno dal gioiello a piccole architetture residenziali. Tra le novità di rilievo sul mondo della produzione, la sezione Periscopio: Progetti e Prodotti, dove contemporaneamente appare un’informazione molto aggiornata e sintetica sulle ultime realizzazioni delle industrie ed esperimenti, progetti, ricerche di designer indipendenti ed aziende emergenti. Tutte le rubriche e le sezioni, nuove o ridisegnate, portano nomi italiani, in omaggio al recupero di quella capacità di vedere il mondo con gli occhi dell’Italia, per cui Domus è stata sempre internazionalmente riconosciuta e ammirata.

Per promuovere il nuovo corso della rivista è stata pianificata una campagna radio e affissione (statica e dinamica) che resterà on air per tutta la durata del Salone del Mobile. Il visual è costituito dalla copertina del numero di aprile del mensile. Inoltre, verrà inaugurata stasera al Museo Minguzzi (via Palermo 1) la mostra 'La casa dell’uomo: Domus, Rogers e i BBPR' a cura di Serena Maffioletti.

La testata non si è limitata a rinnovare i contenuti ma si è impegnata anche a diffonderli anche e soprattutto attraverso i canali offerti dalle nuove tecnologie, in modo che i diversi mezzi di comunicazione siano integrati fra loro e si completino a vicenda per fornire ai lettori un panorama unico dell’architettura e del design contemporaneo. "E' in fase di restyling il sito domusweb.it -ha spiegato Casciani ad ADVexpress - che diventerà uno strumento privilegiato per entrare in contatto diretto con i nostri lettori, con i quali già abbiamo uno scambio continuo, basti pensare che buona parte dei progetti che trovano spazio nella rivista ci vengono segnalati direttamente dagli architetti e designer che leggono Domus. Il sito, la rivista e la nuova serie di applicazioni per iPhone andranno a costituire un'unica piattaforma di approfondimento sui temi trattati".

Come annunciato, l’anno prossimo sarà Joseph Grima a raccogliere il testimone di Mendini alla direzione della testata e, già da ora, gli viene affidata la responsabilità dello sviluppo autonomo dei contenuti di Domus collegati al web e ai new media.

Il progetto di Domus non consiste soltanto nell'esportazione della tradizione di eccellenza della rivista cartacea sui mezzi elettronici, ma piuttosto nel varcare nuove frontiere, sondare nuovi terreni nelle modalità di comunicazione intorno al design e all’architettura; non si pone più l’enfasi su quale sia il supporto (carta, internet, iPhone, iPad, social media, etc.) ma sull’idea di Domus come piattaforma privilegiata di discussione che si esprime attraverso canali molteplici.

La prima espressione di questa nuova visione editoriale è Domus Architecture Selections: Milano. Si tratta di un’applicazione per iPhone, la prima di una collana di guide di architettura contemporanea delle città del mondo, che localizza intorno all’utente tutte le mete architettoniche più significative, offrendo immagini, note critiche ed approfondimenti storici, tra cui articoli pubblicati in Domus.


SP