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In USA abolita la Net Neutrality. Nicita (Agcom): a rischio anche in Europa
Con Neutralità della rete o Net Neutrality s'intende la possibilità per chiunque abbia acquistato un accesso a internet attraverso un qualsiasi fornitore di connettività, di potere navigare ovunque senza limitazioni né di contenuti né di velocità di rete.
Dopo che Obama due anni fa ne aveva regolamentato l'applicazione in USA obbligando i provider di internet a non discriminare il traffico, è di pochi giorni la notizia che la Federal Communication Commission (FCC) ha votato per la rimozione delle regole che garantivano la net neutrality. L’authority americana per le telecomunicazioni ha approvato con una maggioranza di tre voti (Repubblicani) a due (Democratici) la risoluzione proposta da Ajit Pai, presidente nominato da Donald Trump.
Secondo il nuovo regolamento americano i provider potranno incominciare a vendere pacchetti internet che comprendano solo alcuni servizi: solo Facebook e Google, ma non Netflix e Youtube, per esempio, a cui magari aggiungere pacchetti specializzati che comprendano anche i servizi esclusi da quello “base”.
Un po' come si legge in un annuncio commerciale che da qualche tempo circola in USA illustrando cosa accadrà in pratica (vedi foto in apertura news).
L'abolizione della net neutrality negli Stati Uniti "non è la fine di Internet" ma certo rischia di riaprire il dibattito in Europa sull'opportunità di mantenerla visto che "siamo rimasti solo noi". Lo spiega ad AGI il commissario di AgCom, Antonio Nicita, all'indomani della decisione della Fcc di ribaltare il principio sancito nel 2015 sotto il governo Obama.
"Per noi non cambia nulla - chiarisce Nicita - nell'Europa dei 27, ma anche il Regno Unito ha aderito, vige un regolamento, approvato dal Parlamento nel 2015 che è poi stato ulteriormente definito dalle linee guida approvate alla fine del 2016 dal board che riunisce tutte le 'autorità' europee".

Il principio fondamentale, dice Nicita, "stabilisce che gli operatori non possono in alcun modo discriminare il traffico se non su servizi speciali, come la salute e le auto che si guidano da sole, che arriveranno in futuro e che hanno bisogno di una altissima connettività".
La decisione della Commissione americana non sarà però senza conseguenze, secondo Nicita, anche per l'Europa.
Qualche giorno fa Tim Berners Lee, il creatore del world wide web, ha scritto che in questo modo gli Stati Uniti perdono il ruolo di 'chief innovation officer' del mondo. "Ha ragione", commenta a tal proposito Nicita, "ma adesso la partita si sposta in Europa, tenendo presente che anche da noi c'era molta resistenza sul tema e che il regolamento venne adottato solo dopo la decisione americana del 2015. Ora che gli Stati Uniti tornano indietro, c'è il rischio che gli avversari della net neutrality tornino alla carica formulando l'argomento che in questo momento sulla net neutrality siamo rimasti solo noi europei".
Secondo il sociologo Derrick de Kerckhove si tratta di "un altro schiaffo mondiale di Trump. Andare verso un mondo a due velocità non mi piace, conto che in Europa si proceda diversamente. Anzi il mio consiglio è di rimanere diversi in Europa. Nei Paesi, per esempio con pochi operatori gli utenti hanno sicuramente più problemi. Io ne so qualcosa in Canada."
MF

