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Al via la partnership tra GQ e Gucci per la seconda edizione della serie di cortometraggi 'The Performers'
GQ e Gucci hanno annunciato oggi, 19 marzo, la seconda edizione della serie di film in cinque episodi: 'The Performers' curata da Dylan Jones, direttore dell’edizione britannica di GQ. Nel 2017, GQ e Gucci hanno debuttato con il film, documentando il pellegrinaggio di cinque personaggi influenti in luoghi inattesi che hanno influenzato la loro vita interiore e la loro visione del mondo. La collaborazione creativa è stata rinnovata nel 2018 per altri cinque episodi, che continueranno a esplorare le influenze e l'ispirazione che stanno dietro ad alcune tra le figure creative più originali del mondo.
Dylan Jones, direttore dell’edizione britannica di GQ e produttore esecutivo della serie, commenta "La prosecuzione di questa nostra collaborazione ci offre l'opportunità di presentare ‘The Performers’, talenti rilevanti dal punto di vista culturale che ci offrono ispirazione, dei veri marcatori di gusto, classe e creatività. Quello di Michael Clark, che offre un saggio della sua creatività, è un debutto appropriato per Act VI".
Act VI, segna il ritorno della serie con la partecipazione del ballerino e coreografo scozzese, Michael Clark, che si esibisce in una serie di coinvolgenti performance negli hotel di Tokyo. Clark, che ha iniziato a ballare all'età di quattro anni, ha studiato per diventare ballerino professionista alla Royal Ballet School. Nel descrivere la sua esperienza, ricorda: "Non riuscivo a integrarmi. Non tanto per l’etica del lavoro, ma perché, beh, eravamo alla fine degli anni settanta, ed era esploso il movimento punk. Ero attratto alla sua energia, dal suo completo caos".
In linea con la sua visione personale, Clark fonda la sua compagnia di danza, la Michael Clark company, lavorando con alcuni dei più grandi outsider post punk britannici, dal performance artist Leigh Bowery a Mark E Smith di The Fall.
Clark ritorna in Giappone in occasione di questo viaggio, documentato dal regista Johnny Hardstaff, dopo aver stabilito un forte legame con il paese durante il tour del 1980 in compagnia della madre e di Bowery. "Penso che il Giappone mi abbia scoperto prima che io scoprissi me stesso. Hanno preso il mio lavoro molto sul serio e per me questo ha avuto un significato importante", sostiene.
Attraverso la sua estetica anti-establishment, Clark impersona Bowie in una rappresentazione trasgressiva, in cui lo styling è curato dal fashion director dell’edizione britannica di GQ, Luke Day.

