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Grazia e Veuve Clicquot insieme per indagare il rapporto tra donne e lavoro

Sul nuovo numero del settimanale Mondadori , in edicola dal 16 giugno, i risultati dell'inchiesta volta a mettere in luce i vari aspetti del rapporto dell'universo femminile con il mondo del lavoro: dalle 8.000 risposte pervenute, è emerso che la professione è parte integrante dell'identità delle italiane e le fa sentire realizzate.

Per le italiane la carriera è importante, è parte integrante della loro identità anche se, per orari e impegni personali, non sempre è facile conciliare famiglia e lavoro. Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari, in edicola da martedì 16 giugno, pubblica i risultati di una nuova grande inchiesta, 'Tu e il lavoro', realizzata in collaborazione con Veuve Clicquot Ponsardin .

Dopo il successo delle precedenti inchieste (sesso, moda, bellezza, ecologia), 8.000 lettrici hanno risposto in rete e via posta al questionario in 60 domande dedicato al rapporto che le donne italiane hanno oggi con la professionalità. Ciò che è emerso è stato presentato in anteprima questa mattina, 15 giugno, a Milano, in un incontro a cui hanno partecipato, oltre al direttore di Grazia, Francesca Terragni, brand director Italia Veuve Clicquot Ponsardin, e Francesco Morace, sociologo e presidente di Future Concept Lab .

Le italiane lavorano per necessità: lo rivela il 64,35% delle donne che hanno risposto al questionario, mentre solo il 25% lo fa per piacere. Emancipate, indipendenti e intraprendenti (qualità che il 26% reputa fondamentale in questo momento di crisi), sentono comunque che la carriera è parte integrante della loro identità (il 68,3%) e, lavorando, ben il 47% riesce anche a divertirsi. Sempre più ambiziose e desiderose di autonomia, al 74% delle lettrici piace lavorare fuori casa. Smettere, potendoselo permettere? Dipende per fare cosa, risponde più del 55% del campione, mentre il 21% risponde: subito, indipendentemente da che cosa le aspetti dopo.

La flessibilità d'orario è un obiettivo irrinunciabile, anche se non sempre facile da ottenere (dichiara il 53,8% delle donne). Dovendo conciliare il lavoro con esigenze familiari e personali, a volte affiorano i sensi di colpa, per il fatto di trascurare o l'uno o l'altro. Ben il 23% dichiara inoltre di provare anche molti sensi di colpa verso se stessa. Sicure che la famiglia rappresenti un punto saldo nella loro vita, le italiane credono che affetti e carriera possano andare d'accordo, ma eviterebbero volentieri di lavorare con un membro della propria famiglia (60,6% ).

In caso di gravidanza? Le donne userebbero tutte le possibilità che la legge può offrir loro, sarebbero disposte anche a scegliere un part time (41,5%) e, se potessero, all'interno della loro azienda, vorrebbero ci fosse un asilo (35% ) per essere agevolate nella gestione della famiglia e del bebè.

Pragmatiche organizzatrici del proprio spazio e tempo lavorativo, le intervistate più che lavorare in team, preferirebbero lavorare autonomamente (49,6%); con i colleghi (che frequentano tendenzialmente solo nell'orario d'ufficio) hanno rapporti cordiali (45,7%). In merito agli amori in ufficio, il 23,1% ammette di aver avuto una storia sul lavoro, anche se il rapporto sentimentale tra colleghi è complicato (per il 43,1%, e destabilizzante per il 29,3%).

Dall'indagine di Grazia emerge che le donne hanno rispetto e riconoscono competenza alle colleghe (55,2%). Reputano i capi donna altrettanto validi dei capi uomini (36,4%), anche se per conquistare un posto di prestigio le italiane devono dimostrare di essere brave molto più degli uomini (è il pensiero del 55,14% del campione).

Il look è senz'altro un aspetto da non sottovalutare, ma per più del 48,2% delle intervistate non è un aspetto fondamentale all'interno della propria struttura lavorativa. Solo il 17,4% si veste alla moda, mentre una percentuale più significativa (45,1%) pensa che ci si debba vestire in modo formale, adatte al proprio ruolo.

Veuve Clicquot ha deciso di partecipare alla realizzazione di questa indagine perchè è da sempre particolarmente sensibile al tema del lavoro delle donne. Basti pensare che uno dei capisaldi dell'attività di comunicazione del marchio è costituito dal Premio Veuve Clicquot, nato nel 1972 proprio per celebrare le donne di tutto il mondo che esprimono al meglio con il proprio lavoro e il proprio carattere la personalità e i valori della Maison. Quest'anno il premio è stato assegnato a Lavinia Biagiotti , figlia della celebre stilista Laura e nipote di Delia, fondatrice dell'azienda.  

A margine della presentazione, ADVexpress ha fatto il punto con Francesca Terragni, brand director Italia Veuve Clicquot Ponsardin, in merito alle attività di comunicazione del brand: "Come la maggior parte dei marchi di champagne - ha spiegato Terragni - non utilizziamo molto l'above the line ma preferiamo attività di below the line. Ad esempio, in estate organizziamo delle feste in alcuni locali selezionati per il ciclo 'Yellow Summer', che prevedono allestimenti a tema, animazione e la presenza di ragazze immagine (per i dettagli vai su www.e20express.it ) . L'agenzia che cura la realizzazione di questi appuntamenti è Addicta. Organizziamo inoltre eventi nelle enoteche e, in autunno, Veuve Clicquot sarà protagonista ad Halloween con la serata 'Yelloween'. Per promuovere l'aperitivo abbiamo poi pensato all'iniziativa 'Yellow Sunset' .

SP