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Huddle/1. Cairo: "L'assenza dell'Italia dai Mondiali? Non mi preoccupa più di tanto. Per RCS in Italia a ottobre raccolta a +4%, a novembre a +7%. Investiamo nel digitale. L'anno prossimo la Spagna ci regalerà grandi soddisfazioni"

Il Presidente di Cairo Communication e RCS MediaGroup, intervenuto all'evento di Mindshare, si è detto soddisfatto anche dei risultati raggiunti da La7, il cui palinsesto a novembre è entrato a pieno regime. Sul fronte digital, per RCS forte accelerazione sulla marginalità.

Dagli albori come venditore di spazi pubblicitari alla nascita della concessionaria Cairo Pubblicità nel 1996 dopo i quattro anni a Mondadori Pubblicità, dall'acquisto di Telepiù Pubblicità per l'importante cifra di 18 miliardi di vecchie lire alla quotazione in Borsa nel 2000, passando per l'acquisto della Giorgio Mondadori Editore, e poi il lancio di Di Più, Di Più Tv, Diva e Donna, l'avventura con La7 e infine l'OPS per RCS.

Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication e di RCS MediaGroup, ospite di Huddle, l'evento di Mindshare andato in scena questa mattina a Milano, ha ripercorso tutte le tappe più importanti del suo percorso professionale, senza dimenticare l'esperienza calcistica con il Torino.

Un racconto volto a spronare i presenti, invitandoli a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, perché possono esserci sempre buone opportunità da cogliere. Certo, non tutti sono come Cairo, una sorta di Re Mida che nel corso della sua lunga carriera ha trasformato in attività di successo business su cui in pochi avrebbero scommesso. Basti pensare al grande lavoro fatto a La7, che al momento dell'acquisto da 10 anni era costretta a fare i conti con perdite pari a 10 milioni all'anno, o alla stessa RCS, che nel quinquennio precedente all'interesse dimostrato da Cairo aveva perso ben 1,3 miliardi e ora, come anticipato da lui stesso, chiuderà l'anno con EBITDA positivo lordo per 135 milioni di euro.  

Il segreto? "Ottimizzare i processi analizzandoli nel dettaglio, rivedere i conti ed eliminare gli sprechi. Un esempio? Quando ho comprato La7 ho notato che venivano spesi 2,7 milioni all'anno per le luci e 600 mila euro in taxi. Costi che potevano essere tranquillamente ridotti, senza dover ricorrere al taglio dei dipendenti per risparmiare". 

Venendo a RCS, il Gruppo sta investendo molto sull'online, ambito in cui si registra una forte accelerazione anche in termini di marginalità. "Possiamo contare su 40 milioni di browser unici al mese per Corriere.it e su 30 milioni per Gazzetta.it - ha spiegato Cairo - . Una base importante a cui dobbiamo garantire prodotti di qualità: per questo motivo stiamo sviluppando nuove idee, ad esempio in ambito video, sempre tenendo d'occhio i costi". 

Per quanto riguarda la raccolta totale di RCS in Italia, l'andamento degli ultimi mesi fa ben sperare in una chiusura d'anno positiva. "Ottobre si è chiuso a +4% e novembre a +7% - ha affermato Cairo - . In Italia le performance sono molto positive e superiori alle aspettative".

Dalla Spagna, invece, il Gruppo si aspetta grandi soddisfazioni nel 2018, anche grazie al rafforzamento del team in loco. 

Cairo non sembra essere molto preoccupato dell'assenza dell'Italia dai Mondiali. "Nel 2014 i Mondiali hanno portato a RCS 7 milioni di euro di raccolta e nel 2018 a mio parere raggiungeremo comunque i 5/6 milioni, perché verrà realizzata comunque una copertura ad hoc". 

Andamento positivo anche per La7, il cui palinsesto è entrato a pieno regime da novembre. "La7 e La7D raggiungono nell'intera giornata uno share pari al 3,7/3,8% e in prime time La7 si attesta al 4,3% e La7D allo 0,50%. La raccolta nel periodo luglio-ottobre si è attestata in pareggio e abbiamo buone prospettive per la fine dell'anno, forti dell'interesse che stanno dimostrando gli inserzionisti".

Serena Piazzi