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La web tax passa dal 6% al 3% e non riguarderà l'e-commerce
La web tax, l’imposta sulle transazioni digitali che verrà introdotta nel 2019 è stata ridimensionata, passando dal 6% fissato al Senato al 3%.
Inoltre, diversamente da quanto ipotizzato all’inizio, non viene allargata all'e-commerce. Tra le altre novità più recenti, anche la soppressione del credito di imposta inizialmente previsto per evitare il rischio di doppia imposizione.
E’ quanto prevede un pacchetto di emendamenti alla Manovra depositato in commissione Bilancio dal relatore Francesco Boccia (Pd).
Come riporta Rainews, nella versione dell'emendamento alla manovra approvata in commissione salta il meccanismo del credito d'imposta: la nuova imposta sulle transazioni digitali sarà prelevata con l'applicazione di una ritenuta, E' prevista anche una misura 'salva' Pmi e start up, perché l'obbligo di versamento delle imposte scatta quando in un anno solare sono state effettuate almeno 3000 transazioni digitali.
Tra le novità in arrivo con la manovra anche un accordo per limitare al 2018 il bonus bebè, in cambio, c'è il progetto di finanziare il raddoppio della soglia che consente di mantenere i figli a carico anche quando fanno piccoli lavoretti.
La base imponibile, si legge nella relazione tecnica, è stata valutata in 6,34 miliardi, tre volte la sola base imponibile (oltre 2 miliardi) della pubblicità online, in trend di crescita medio dell'8%.
L’entrata in vigore resta fissata al 1° gennaio 2019.
La web tax rivisitata alla Camera sarà votata oggi dalla commissione Bilancio.

