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Marie Claire: Antonella Bussi firma il suo primo numero da direttore. In edicola dal 16 dicembre
«Ora tocca a me. Marie Claire manterrà tutta la sua ricchezza e bellezza, lo stile e la moda inconfondibili, la sensibilità e la consapevolezza, lo sguardo laterale sul mondo, la voglia di scoprire persone e personaggi che ispirano. Ma si rinnoverà, semplicemente perché non diventiamo vecchi con gli anni, ma più nuovi ogni giorno». Con queste parole Antonella Bussi firma il suo primo numero da direttore di Marie Claire, in edicola da sabato 16 dicembre, al centro di una conferenza stampa in programma domani a Milano.
Antonella Bussi ritorna a Marie Claire, dove era stata condirettore fino a novembre del 2012: «C’è qualcosa di romantico nel ritrovare Marie Claire, dove ho trascorso 14 anni della mia vita professionale, eppure la sensazione è quella di un vero inizio: è una nuova relazione, più matura, più consapevole, e dunque emozionante. Per questa opportunità ringrazio Giacomo Moletto, il nostro editore. Siamo entrambi ottimisti sul ruolo dell’informazione e della stampa periodica in un momento di grande disorientamento. Un ottimismo che si fonda sulla qualità”.
Il primo numero a firma Bussi si apre con un inno all'ottimismo, non solo ispirato dal Natale. La gentilezza è davvero il nuovo punk? - è la domanda dell’articolo principale del numero di gennaio – il gesto capace di cambiare il mondo? Sembrerebbe proprio di sì e Marie Claire racconta come oggi compiere piccoli atti di generosità senza senso, per trasformare la rabbia in meraviglia, sia sovversivo. Il tema è più che mai attuale. Ad insegnarlo sono i film, i manuali, i libri dove si rimedia ai danni di una società dove tutto è visibile con grazia e forza altruista.
Per rafforzare il messaggio Marie Claire correda il servizio con le immagini del fotografo statunitense Richard Renaldi, che fanno parte del libro-progetto Touching Strangers. Il fotografo ha chiesto a persone del tutto estranee di farsi ritrarre nelle pose che avrebbero usato con partner e familiari: abbracci, gesti di affetto e complicità per promuovere la connessione fra le persone. Abituati alla discriminazione silenziosa prodotta dalla tecnologia, all’illusione di una società priva di un luogo fisico e perciò insensibile, gli uomini sentono ora il bisogno di adottare pratiche che considerino i loro comportamenti reali, di trovare l’energia per compiere gesti liberi e sensibili e non obbedienti ad una norma.
EC

