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Stephen Norman (Fiat): 'dalle agenzie pochi stimoli al cambiamento'

Una voce fuori dal coro quella del global marketing director della casa automobilistica torinese che accusa i centri media di lavorare spesso secondo standard predefiniti.

Venezia, 16 aprile. Una voce fuori dal coro quella del global marketing director della casa automobilistica torinese che accusa i centri media di lavorare spesso secondo standard predefiniti.

La prima giornata di lavori del Festival di Venezia è stata chiusa da Stephen Norman, global marketing director di Fiat. Il suo un intervento è stato un sasso tirato in piccionaia, con un'analisi dura, a tratti spietata, del mondo delle agenzie media. La colpa attribuita è quella di non avere fatto abbastanza per cambiare le cose. "Tra il '92 e il 2002 la Fiat era sull'orlo del baratro. Certo, a causa di un management non adeguato o prodotti non sempre all'altezza delle esigenze del mercato. Ma in questo scenario le agenzie media non sono state propositive, non hanno offerto soluzioni per cambiare il corso degli eventi. Più o meno i piani media sono stati sempre uguali, e le agenzie lavorano spesso secondo standard predefiniti. In sostanza, pur amministrando ingenti quantità di denaro, nel 2007 ben 350 milioni netti di cui 90 investiti in Italia, non si sono prese le proprie responsabilità. Il vero cambiamento in Fiat lo ha dato l'avvento di Sergio Marchionne, ma dall'esterno non è arrivato alcuno stimolo".


Avvicinato da ADVexpress alla fine del proprio intervento, Norman tiene a sottolineare che la critica da lui rivolta non è indirizzata direttamente alle tre strutture di cui Fiat si avvale internazionalemente (Mc2, Starcom e Carat) e che non sembrano destinate a cambiare, ma a tutto il comparto dei centri media.