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Tim, via libera del CdA allo scorporo della rete e al piano strategico di Genish. Focus su maggiore convergenza e digitalizzazione

Lo scorporo della rete fissa prevede la creazione di un’entità legale separata (Netco) controllata al 100% da Tim. Il piano strategico al 2020 prevede la digitalizzazione di tutti i processi e mira a promuovere "un modello di relazione digitale" con il cliente, "incentrato sull'utilizzo di big data e advanced analytics". Tim punta a triplicare i clienti TimVision (1,3 milioni nel comparto Fisso a fine 2017) e a raddoppiare la clientela convergente Fisso/Mobile grazie a contenuti di intrattenimento disponibili attraverso accordi di partnership e produzioni e coproduzioni di opere inedite.

Il consiglio di amministrazione di Tim, riunitosi oggi, ha approvato il progetto di separazione legale della rete di accesso fissa, il piano strategico al 2020 e i conti del 2017.  (Nella foto l' a.d. Amos Genish).
In merito al primo punto, il progetto prevede la creazione di un’entità legale separata (Netco) controllata al 100% da Tim, proprietaria della rete di accesso e di tutta l’infrastruttura e dotata del personale necessario per fornire servizi all’ingrosso in maniera indipendente. La creazione della Netco manterrà invariato il perimetro del gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

Il progetto, secondo il management della company, “rappresenta una svolta epocale e darà vita al modello di separazione della rete più avanzato in Europa” creando un punto di accesso “one stop shop” per i servizi wholesale regolati e non regolati per tutti gli operatori, inclusa Tim, secondo un modello interamente neutrale a garanzia dell’assoluta parità di trattamento. La Netco avrà le risorse per mantenere un' altissima qualità della rete e sostenere il Paese nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale europea al 2025 sulla banda ultra larga. L’iniziativa darà un contributo significativo al processo di digitalizzazione dell’Italia, contribuendo all’evoluzione dell’attuale quadro regolatorio".

La creazione della Netco manterrà invariato il perimetro del Gruppo, ed avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power.

Nei prossimi giorni inizierà il processo formale con l'Agcom per l'operazione di separazione della rete.

Sull'ingresso del fondo attivista Elliott, che ha comunicato di avere una quota inferiore al 5% di Tim e ha chiesto un miglioramento della governance e consiglieri più indipendenti, l'AD Genish ha dichiarato che "ogni azionista che decide di investire nella società è benvenuto, come lo è un dialogo costruttivo. Chiaramente utilizzeremo ogni input da parte dei nostri azionisti finalizzato a incrementare il valore".

Il board ha approvato anche il piano strategico al 2020 che prevede la digitalizzazione di tutti i processi e mira a promuovere "un modello di relazione digitale" con il cliente, "incentrato sull'utilizzo di big data e advanced analytics".
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La società intende instaurare con i clienti un modello di relazione interamente digitale, incentrato sull’utilizzo di Big Data e advanced analytics per supportare la customer base e cogliere nuove opportunità di crescita, contribuendo a consolidare la leadership di Tim nel segmento Fisso e Mobile. L’obiettivo  è di “aumentare significativamente l’engagement digitale con il cliente, aumentando l’utilizzo della App di self care all’85% e riducendo del 30% l’interazione da parte di addetti al call center”.

L’offerta commerciale punta su maggiore convergenza. L’obiettivo dichiarato nell’arco di Piano è di raggiungere nel segmento Consumer oltre 5 milioni di nuovi clienti Fibra grazie a nuovi contenuti video, musica e gaming, di cui molti esclusivi. Sul Mobile, la penetrazione Lte salirà dall’attuale 76% a oltre il 95%.

Tim punta inoltre a triplicare i clienti TimVision (1,3 milioni nel comparto Fisso a fine 2017) e a raddoppiare la clientela convergente Fisso/Mobile grazie a contenuti di intrattenimento disponibili attraverso importanti accordi di partnership con player nazionali e internazionali e produzioni e coproduzioni di opere inedite.

Nel segmento Business, il focus su convergenza Fisso/Mobile/IT, banda ultralarga e brand heritage, riporta  la nota, farà evolvere il gruppo in una ict company con un posizionamento distintivo nei servizi it e consolidando i ricavi tradizionali.

Entro il 2020, i ricavi ict e Cloud rappresenteranno il 25% del totale dei ricavi del segmento e il numero di clienti Fibra sarà triplicato. Il comparto Wholesale tornerà a crescere, migliorando l’efficienza attraverso nuovi strumenti digitali e di automazione. Le linee ubb con altri operatori cresceranno da circa uno a circa tre milioni.

La strategia DigiTIM punterà poi a incrementare la generazione di cassa e a creare valore attraverso “un’attenta disciplina finanziaria basata su controllo dei costi e ottimizzazione degli investimenti”.

Tim si è posta tra gli obiettivi raggiungere con la fibra l’80% delle unità abitative e 100 città con tecnologia Ftth, grazie a un programma di investimenti cumulati in Italia di nove miliardi di euro, di cui oltre il 50% serviranno per ampliare l’infrastruttura di rete e portare ulteriore innovazione.

In Brasile, gli investimenti previsti nell’arco di Piano ammontano a circa 12 miliardi di reais e saranno dedicati al’ulteriore espansione dell’ultra broadband. A fine 2019 il rapporto Capex/vendite sarà inferiore al 20% in Italia e pari a circa il 20% in Brasile entro il 2020. Sempre in Brasile, i driver di crescita saranno la migrazione verso mobile post-paid, oggi 17,8 milioni pari al 30% della clientela totale; la rapida crescita dei clienti residenziali in fibra a circa 1 milione; il rapido sviluppo della rete 4G, che al 2020 raggiungerà oltre 4.000 città (il 96% dell’intera popolazione urbana).

La controllata Inwit, dovrà rafforzare la leadership attraverso la crescita della base clienti, raggiungendo una tenancy di 2,1x clienti per sito.

Sparkle si focalizzerà poi sui servizi dati, sfruttando i trend di crescita del mercato attraverso l’integrazione del portafoglio con soluzioni Cloud, Data Center, sicurezza delle reti e disaster recovery, oltre a consolidare l’offerta di servizi Voce e Mobile. Dovrà inoltre proseguire nell’ampliamento geografico dell’infrastruttura estendendo nell’arco di Piano la presenza a 11 nuovi Paesi (+25 Ip pop).

Il 30% degli investimenti sarà dedicato allo sviluppo dell’infrastruttura e alla virtualizzazione e digitalizzazione della rete.

Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo per le azioni di risparmio di 2,75 euro cent.