
Poltrone
Massimiliano Gusmeo (Different) candidato al Consiglio Direttivo di UNA. "Per un'associazione più democratica, aperta al dialogo con altre associazioni e stakeholder e con uno statuto più attuale"
Massimiliano Gusmeo, Ceo e Co-Founder dell'agenzia Different, comunica di ricandidarsi al Consiglio Direttivo di UNA in vista delle elezioni del prossimo 30 marzo, che porteranno anche alla nomina del nuovo Presidente.
Di seguito il suo programma.
È mia convinta opinione che i giorni migliori per UNA siano proprio dinanzi a noi.
Da questo pensiero nasce la riflessione che sia necessario aggiustare il tiro nel percorso associativo, per fare in modo che questo accada davvero; ed è lo stesso pensiero che mi ha portato a riprendere in mano la decisione di non ricandidarmi come consigliere.
Credo infatti sia - da parte mia - più responsabile ed intellettualmente onesto continuare a contribuire direttamente a fare in modo che i giorni migliori ci attendano ancora.
Ci sono aspetti che ho sempre reputato fondamentali, sia nel mandato che sta per esaurirsi e soprattutto in quello che verrà: in primis, avere uno sguardo di prospettiva verso le tendenze future, come il lavoro che ho impostato per UNA sul Metaverso testimonia.
Ma anche la capacità di comunicare in modo efficace e coinvolgente; anche questo è stato un territorio che ho presidiato con tenacia nella prima parte, seppur con le difficoltà connesse alle complessità tipiche dei processi decisionali associativi. Però la soluzione a questo non è certo mollare il colpo, anzi! E questo è un motivo in più per tornare a mettermi a disposizione dell’associazione: non potrei accettare null’altro per UNA, la nostra casa condivisa.
E allora provo a tradurre in semplici punti quello che - di questo futuro - vorrei, e anche quello che non vorrei; perché il passato non si può cancellare, ma il futuro si può senz’altro costruire.
NO all’arrendevolezza sul tema delle gare; la soluzione va trovata, non possiamo più solo dire “tanto non c’è soluzione”. Dobbiamo cercare regole condivise con determinazione e fare proposte con il contributo di tutti gli associati, attraverso il dialogo con istituzioni e altre associazioni.
NO alla sindrome di Cenerentola e alla mancanza di coraggio, perché la comunicazione è uno dei fondamenti dell’umanità: il nostro è un lavoro troppo importante - anzi, determinante - per rischiare di abbassare lo sguardo; è ora di sedere ai tavoli decisionali a testa alta.
SÌ ad un'associazione più democratica, che faccia parlare davvero tutti gli associati e coinvolga tutti coloro che si sentono di dare un contributo.
SÌ ad un'associazione che possa far sedere al proprio tavolo le altre associazioni; che si confronti, che dialoghi quotidianamente e non si contrapponga, ma soprattutto che non si comporti come una sorella minore di altre, qualunque esse siano.
SÌ all'idea di maggiore confronto con le altre associazioni di settore internazionali, perché scambio, apertura mentale, esperienze possono solo arricchire la nostra associazione.
SÌ all'apertura dei rapporti con tutti gli stakeholder che ruotano attorno al mondo della comunicazione (Piattaforme, Social, e così via), smettendo di confrontarci solo con pochi, senza tenere conto della pluralità.
SÌ ad uno statuto più attuale, che possa meglio identificare coloro che possono associarsi a UNA; il mondo della comunicazione è cambiato, i player sono cambiati, le discipline sono mutate: a questo punto, anche l’associazione della comunicazione non può non adeguarsi al nuovo scenario.
SÌ ad una formazione che restituisca valore per tutti gli associati con un approccio trasversale e magari inaspettatamente pragmatico; un esempio? Formare i nostri giovani professionisti alla gestione della finanza personale: è un territorio che impatterebbe senza dubbio anche sulla qualità del lavoro delle giovani leve.