Poltrone

Massimo Tafi candidato al Consiglio Direttivo di UNA. Focus su un codice di comportamento collettivo per gare pubbliche e private e cultura della sostenibilità

L'ex presidente di Assorel, dopo due anni di attività nel Consiglio Direttivo dell'Associazione, ha deciso di ricandidarsi per affrontare una nuova fase dell'Organismo. Tra le iniziative che caratterizzano il mandato del professionista, la proposta che due volte all’anno UNA organizzi una giornata di incontro che coinvolga tutti gli associati per avere l’opportunità di conoscersi, fare business insieme, confrontarsi e scambiarsi idee, essere aggiornati in diretta sulle iniziative dell’Associazione.

Anche Massimo Tafi, già da  due anni presente nel Consiglio Direttivo di UNA, si ricandida in occasione delle elezioni in programma il 30 marzo con un programma con il quale intende affrontare le questioni prioritarie per l'industry della comunicazione

Di seguito il testo pubblicato dal professionista sul sito dell'associazione.

Sono stato l’ultimo e il “più breve” Presidente di Assorel, l’associazione che per trent’anni ha rappresentato le Agenzie di Relazioni Pubbliche in Italia. Dichiaro questo con orgoglio perché la mia presidenza aveva come obiettivo quello di contribuire alla unificazione delle diverse componenti del mondo della comunicazione in un’unica organizzazione: nei 4 mesi del mio mandato questo risultato è stato raggiunto, grazie alla volontà di tutti i colleghi soci di Assorel e all’intesa che abbiamo trovato e saputo costruire con Emanuele Nenna, Andrea Cornelli, Stefano Del Frate e tutti gli associati a UNA.

Da 40anni nel mondo della comunicazione sia in grandi aziende sia come imprenditore, 11 anni fa ho fondato Mediatyche Società benefit e B Corp, agenzia di consulenza e comunicazione specializzata nei temi della sostenibilità che da 5 anni ha dato vita all’Osservatorio Imprese Sostenibilità e Comunicazione.

Negli ultimi 2 anni ho fatto parte del Consiglio Direttivo di UNA e ho deciso di candidarmi per il prossimo. Se fino ad oggi si è trattato in particolare di lavorare all’ampliamento e al consolidamento di UNA (fase ben guidata da Emanuele), ora si tratta affrontare una fase nuova. Ecco, sinteticamente le iniziative e i tempi di cui – se eletto – mi farei portatore nel prossimo Consiglio.

Maggiore coinvolgimento di tutti

Proporrò che due volte all’anno UNA organizzi una giornata di incontro che coinvolga tutti gli associati: per avere l’opportunità di conoscersi, fare business insieme, confrontarsi e scambiarsi idee, essere aggiornati in diretta sulle iniziative dell’Associazione. Le belle e frequenti note informative non sono sufficienti e, soprattutto, non bastano per alimentare lo spirito associativo e la contaminazione tra professioni che è alla base dell’idea da cui è nata UNA.

2. Gare pubbliche e private: un codice di comportamento collettivo

Sulle gare pubbliche e private, in particolare sul fronte PR (di cui faccio parte professionalmente) mi adopererò per elaborare un “modello di comportamento competitivo” da discutere con le Associazioni dei nostri Clienti (Confindustria, UPA, Confcommercio, …) ma anche direttamente ad alcuni grandi aziende, abituali “consumatori” di PR perché lo sottoscrivano con noi, in modo da contrastare atti di concorrenza sleale, che turbano la correttezza e la trasparenza del mercato e portano alla de-valorizzazione progressiva della nostra professionalità, del valore delle nostre persone e delle nostre imprese. Sulle gare pubbliche un grande lavoro è già stato fatto e ha prodotto un documento che, con la preziosa collaborazione di Confindustria Intellect è già sui tavoli del Ministro competente, ma anche su quel fronte è importante accelerare il percorso. 

3. Cultura della sostenibilità

Se ne parla tantissimo, molte nostre imprese la pratica e guidano i clienti su questi percorsi, l’associazione invece ha ancora parecchia strada da percorrere. Propongo di avviare un processo – anche di informazione e formazione - che veda il coinvolgimento degli associati. Sostenibilità significa ambiente, ma anche governance e valore sociale. E soprattutto trasparenza e correttezza della comunicazione. Dei nostri clienti ma anche delle nostre aziende: il che vuol dire studiare modelli organizzativi e contrattuali nuovi, percorsi professionali rispettosi delle persone (stage strutturati e seri), modalità di mobilità non impattanti, e quanto altro si possa immaginare per creare valore per le persone, le aziende, il territorio, la società.