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Ottavio Nava (We Are Social) candidato al Direttivo di UNA. "Quattro parole chiave: valore, sostenibilità, gare, presidio delle nuove dimensioni del settore"

Il co-founder & CEO dell'agenzia in Italia e Spagna rinnova la propria candidatura al Consiglio dell'Associazione in vista delle elezioni del 30 marzo.

 

In vista delle elezioni del Consiglio Direttivo di UNA, il 30 marzo, che poteranno alla nomina del nuovo presidente, ecco il programma con cui Ottavio Nava,  co-founder & CEO di We Are Social,  rinnova la propria candidatura come consigliere.

 

Non serve UNA grande ma una grande UNA

Il nostro settore è costantemente coinvolto da un processo di evoluzione e trasformazione. Gli ultimi due anni, e tutti gli eventi che si sono verificati, non hanno fatto altro che confermare e velocizzare, ancora di più, questo fenomeno. È inutile ormai pensare che si tratti di una fase, penso che questa sia la nuova normalità del settore. Per questo l’esistenza di un’associazione come UNA è fondamentale. In uno stato di costante trasformazione e cambiamento, c’è bisogno di punti di riferimento, di confronto, di comunità. Questo deve rappresentare UNA per il mondo del marketing e della comunicazione.

Negli ultimi anni, sotto la presidenza Nenna, abbiamo lavorato per rendere l’associazione ancora più forte e rappresentativa, grazie alla fusione con Unicom e grazie ad una serie di iniziative come il programma di formazione, UNA+, il nuovo corso del Centro Studi, il libro “Le Buone Gare”, il rafforzamento e allargamento degli Hub, per citare solo alcune delle iniziative che sono state realizzate. Ma, come dice Marianna Ghirlanda, è ora che siamo tutti insieme che viene il bello.

Ci sono alcuni temi che ho particolarmente a cuore e che mi piacerebbe presidiare durante i prossimi anni se avrò il piacere di essere rieletto nel Consiglio.

Il primo riguarda il valore del nostro settore. Troppo spesso abbiamo visto nel tempo una progressiva perdita di valore economico da parte delle imprese del settore per una serie di fattori, uno su tutti: gare sbagliate da un punto di vista di presupposti e di criteri decisionali, a volte esclusivamente basate sul prezzo. Io penso che questo sia dovuto anche ad una progressiva perdita della percezione del valore del nostro lavoro, da parte dei clienti e dei loro reparti acquisti. È su questo elemento che dobbiamo lavorare per tornare a rendere tangibile il valore del nostro lavoro e quindi la sua corretta remunerazione.

Il secondo è la sostenibilità. Non solo intesa come l’impatto che le nostre imprese hanno sull’ambiente ma anche sulla comunità nella quale operano, nei confronti delle audience alle quali parlano, per conto della marche, e soprattutto dei propri lavoratori. Ormai ogni studio ci dice che persone più contente e più motivate, non solo al lavoro ma anche nella vita privata, sono più produttive e più efficaci. Dobbiamo lavorare perché gli standard del settore e dei nostri associati siano ai massimi possibili nel nostro Paese.

Il terzo sono le gare. Le gare, quando impostate e condotte bene, possono essere uno strumento di confronto, uno stimolo al cambiamento e al miglioramento. Quando però sono indette per i motivi sbagliati, impostate male a livello di criteri e di numero e tipologia di partecipanti, quando diventano solo una leva per negoziare con gli incumbent, sono una causa di distruzione di valore. Dobbiamo impegnarci al massimo per dialogare sempre di più con i clienti e le loro associazioni e lavorare sui nostri associati per promuovere pratiche di gara sane.

Il quarto e ultimo sono quelle che definirei le nuove dimensioni del settore. Fenomeni come influencer e creator, gaming, crypto e web3, cambieranno letteralmente la tassonomia degli investimenti che oggi definiamo “pubblicitari” e di conseguenza realtà che oggi non riterremmo operatori del nostro settore, lo saranno, e magari avranno anche dimensioni molto rilevanti. Dobbiamo presidiare queste dimensioni; intanto per aiutare i nostri associati ad orientarsi e trarne tutti i vantaggi possibili e poi per assicurarci di includere e rappresentare anche questi nuovi segmenti del nostro settore.

Questi sono i temi che mi propongo di rappresentare, per tutti voi, se verrò rieletto.