Editoriale

Milano Cortina, l’Italia che si accende

In questo editoriale il commento del presidente di ADC Group Salvatore Sagone, sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 andata in scena allo stadio di San Siro venerdì 6 febbraio con la creatività di Balich Wonder Studio

Non lo dico soltanto io, lo affermano le più importanti testate internazionali - dalla CNN alla BBC dal New York Times al The Guardia (leggi news) - letteralmente conquistate dallo show di venerdì sera. La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina ha lasciato un segno profondo e positivo, non solo per ciò che ha mostrato, ma per ciò che ha rappresentato. È stata molto più di uno spettacolo: un manifesto identitario, una dichiarazione di intenti, la prova che l’Italia sa ancora sorprendere il mondo quando decide di raccontarsi con coraggio e visione.

Le prime Olimpiadi diffuse della storia hanno trovato fin dall’inizio una traduzione scenica chiara e potente. La scelta – inedita – di accendere due bracieri olimpici ha dato forma concreta all’idea di un evento policentrico, capace di tenere insieme Milano e Cortina, la metropoli e la montagna, l’innovazione e la tradizione. I collegamenti in tempo reale con le altre località olimpiche, Cortina in primo luogo, non sono stati semplici inserti televisivi, ma tasselli coerenti di una narrazione unitaria, fluida, moderna.

Al centro di tutto, i valori. Unità, rispetto e Armonia (titolo dello spettacolo): parole spesso abusate, ma che in questa occasione hanno trovato una spiegazione limpida e una messa in scena credibile. Nel suo discorso Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, ha avuto il merito di chiarire il senso profondo del tema scelto, accompagnando lo spettatore dentro una cerimonia che non voleva stupire fine a sé stessa, ma costruire significato. E lo ha fatto con un linguaggio comprensibile, inclusivo, mai retorico.

Determinanti anche i ritmi televisivi, calibrati con intelligenza per un pubblico globale abituato a immagini veloci ma esigente sul piano emotivo. San Siro, trasformato per una sera in un grande teatro olimpico (da non confondere con l’Olimpico di Roma, cit.), ha risposto con un coinvolgimento straordinario: un pubblico partecipe, caloroso, autentico, capace di amplificare l’energia dello show e di trasmetterla oltre lo schermo.

Tra i momenti più toccanti, la performance che ha visto dialogare mondi solo apparentemente lontani: Ghali, purtroppo penalizzato dalla regia della Rai, Lang Lang e il grande soprano italiano Cecilia Bartoli, hanno dato vita a un incontro musicale di rara intensità, simbolo perfetto dell’armonia evocata dalla cerimonia. Un linguaggio universale, capace di unire generazioni, culture e sensibilità diverse, che ha emozionato lo stadio e il pubblico a casa senza bisogno di spiegazioni.

Destinato a restare nella memoria collettiva anche l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a bordo di un tram guidato da Valentino Rossi: un’immagine potente, capace di tenere insieme istituzione e popolarità, sobrietà e passione, restituendo il ritratto di un’Italia contemporanea, sicura di sé ma mai distante. Così come l’accensione dei cerchi olimpici, le coreografie corali, le musiche e le luci hanno composto un racconto emozionante, mai sopra le righe, ma profondamente evocativo.

Questa cerimonia ha dato lustro allo spirito italiano nel mondo: creativo ma concreto, elegante ma accessibile, capace di coniugare bellezza e organizzazione. Un risultato tutt’altro che scontato, reso possibile dal lavoro dell’agenzia di Marco Balich, direttore creativo e chairman di Balich Woonder Studio, da una filiera ampia e complessa di partner e fornitori tecnici che hanno contribuito in modo decisivo alla riuscita dello spettacolo. Professionisti, aziende, maestranze che hanno trasformato un’idea in realtà e che, purtroppo, non hanno trovato spazio nel racconto dei media televisivi. Peccato. Perché anche dietro le quinte si è espresso, con forza, il meglio del saper fare italiano.

Milano Cortina si è aperta così: con due bracieri disegnati dallo stesso Balich ispirandosi ai nodi vinciani, molte emozioni, un solo messaggio e un Paese che, per una sera, si è riconosciuto e si è mostrato al mondo nella sua versione migliore.

Salvatore Sagone, Presidente ADC Group