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Bea Expo Festival, Birch ex cathedra

Lectio magistralis di Rich Birch al Bea Expo Festival di Torino. Il producer delle Cerimonie Olimpiche ha raccontato storie, aneddoti e curiosità dei più grandi eventi mondiali. Il tutto all’insegna dell’emozione e dello spettacolo ai massimi livelli.
birch_ric.JPGDa Los Angeles a Pechino, passando da Barcellona, Sidney e Torino. Rich Birch (nella foto), director producer di alcune delle più spettacolari Cerimonie Olimpiche ha tenuto oggi una lectio magistralis dal palco del Bea Expo Festival, presso il Palasport Olimpico.

La parola più ricorrente nella sua testimonianza? 'Emotions': le cerimonie, di apertura e di chiusura, trasmettono sempre una grande emozione, perché in esse si condensa il meglio della creatività e della tecnologia.

“Sono eventi di portata mondiale che non si possono comparare tra loro – ha dichiarato Birch -, perché ciascuno è un frammento della storia, della cultura e delle tradizioni di un Paese. Così, se per Pechino si può parlare di pura coreografia e pura precisione, Torino è stata l’emblema della Passione, Sydney dell’umanità e Barcellona il Rinascimento delle Olimpiadi. Allo stesso modo, Londra sarà ancora diversa e sorprendente”.

Attraverso immagini e contributi video, Birch ha ripercorso la propria esperienza professionale raccontando i ‘dietro le quinte’ delle cerimonie, i tempi di preparazione e l’idea creativa sottostante a ciascun evento. Dai cinque cerchi metallici che a Barcellona si ruppero poco prima dell’inizio della Cerimonia, ai problemi di accensione del braciere olimpico in Australia, fino alla rinomata quanto verificata efficienza dei cinesi, capaci di sopportare ritmi di lavoro massacranti per raggiungere gli obiettivi prepostisi.

In particolare, parlando delle ultime Olimpiadi di Pechino, Birch ha tenuto a sottolineare il proprio contributo nel mettere in scena un’immagine della Cina lontana dagli stereotipi fatti di dragoni e lanterne: “Il fil rouge – ha precisato – sono state le invenzioni che il Paese ha portato all’umanità. Abbiamo voluto rappresentare una Cina moderna, senza però distaccarci dalle sue lontane e imprescindibili tradizioni, con un occhio di riguardo per la sensibilità culturale del luogo”.

La lectio magistralis, durata circa un’ora, ha visto un pubblico nutrito di persone provenienti da tutta Europa, tra agenzie di eventi, aziende ed anche studenti di scuole di comunicazione.