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Case history ed Eventi

Bea Expo Festival, la location è creatività

Non esiste la location perfetta. Esiste la creatività, capace di interpretare gli spazi secondo le esigenze di comunicazione. Un workshop, al Bea Expo Festival, ha affrontato il tema attraverso la testimonianza di grandi agenzie e il contributo di case history esemplari.

Gilles Morange_Workshop_Location.JPG‘La location giusta per l’evento giusto’. Questo il titolo del workshop tenutosi al Palasport Olimpico di Torino all’interno della kermesse Bea Expo Festival dedicata al mondo degli eventi.

La location come elemento indispensabile per dare valore e distintività al progetto creativo. Hanno partecipato in qualità di relatori Gilles Morange (foto 1), fondatore, amministratore delegato e direttore generale Promoconvention; Gianni Merenda, socio co-fondatore e direttore creativo Special e Paolo Bellino, direttore generale TOP-Torino Olympic Park.

Morange e Merenda, entrambi esponenti di due delle maggiori agenzie di eventi, si sono trovati concordi nell’affermare che non esiste la location ideale e perfetta in senso assoluto: esiste la location ‘adatta’, il luogo che, opportunamente interpretato e allestito, diventa parte integrante del progetto, a volte addirittura punto di partenza per lo sviluppo del concept.
Foto Promoconvention_workshop location.jpg
Nel corso della sua presentazione, Morange ha fatto una distinzione tra location neutre e location ‘che comunicano’, portando all’attenzione del pubblico tre case history esemplari: “Le location che comunicano sono quelle che hanno una storia, come la reggia di Versailles (foto 2), nella quale abbiamo organizzato ‘The Most Majestic Espresso Experience’ per il lancio del calendario Lavazza. Sono luoghi nei quali realizzare un evento significa rispettare la storia e il territorio, luoghi che spesso presentano vincoli tecnici o burocratici di un certo peso, ma che certamente regalano grandi emozioni. Per location neutre, invece, si intendono i luoghi in cui è possibile realizzare qualsiasi tipo di progetto, che possono essere personalizzate a piacere, che consentono maggiore libertà creativa e tecnologica, come lo stesso Palasport Olimpico, nel quale abbiamo organizzato il lancio del Fiat Ducato”.
Foto Special_workshop location.jpg
Se per Morange la location costituisce il 30% del valore dell’evento, per Merenda tale percentuale può raggiungere il 50%: “La location costituisce il perno intorno al quale ruota la costruzione della creatività. Secondo la nostra filosofia, una location non deve coincidere con uno spazio standard, ma la ricerca de luogo deve spingersi verso spazi inediti, capaci di sorprendere. E’ stato così per il Bacardi B-Live, tenutosi presso il terminal dell’aeroporto di Bologna, così come per la case history di G.H. Mumm by Dsquared (foto 3), official champagne della Formula 1. Per questo evento abbiamo realizzato una serata presso il gommista ‘storico’ di Milano, Tony Gomme, all’interno dell’officina adattata e personalizzata in modo creativo e soprattutto inedito. Il tutto con un budget di soli 100.000 euro”.
Foto Bellino workshop location.jpg
A chiusura del workshop, Bellino ha presentato le location del TOP (foto 4), ente nato con l’obiettivo di promuovere le venue olimpiche di Torino 2006. Dal Palasport Olimpico al Palavela, passando attraverso la pista di bob, il TOP ha ospitato nel 2008 ben 102 eventi, contro gli 81 del 2007, per un totale di 1,5 milioni di spettatori. “Le venue olimpiche – ha concluso Bellino- sono state reinventate con l’obiettivo di ospitare a Torino gli eventi legati al mercato Mice. Un esempio, insomma, di estrema versatilità di spazi che si possono adattare a qualunque tipologia di progetto”.