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Trail dei Papi: la terza edizione dell'evento firmato Fruscio Sport sposa la svolta UE sul turismo attivo
In Europa il cicloturismo ha conquistato uno status istituzionale: il 18 marzo 2026 il Parlamento Europeo, attraverso la commissione TRAN, lo ha riconosciuto come “settore strategico europeo”, posizione confermata dalla plenaria del 27 aprile. A giugno è attesa la nuova Strategia Europea sul Turismo Sostenibile.
È in questo quadro che il sistema italiano degli eventi outdoor si conferma uno dei motori più dinamici di sviluppo territoriale — e tra i casi di eccellenza che lo dimostrano c’è il Trail dei Papi, la cui terza edizione si svolgerà dal 29 maggio al 3 giugno 2026 lungo le antiche vie consolari romane, la Via Francigena e la Romea Strata, attraverso le tre città papali di Roma, Viterbo e Anagni.
Gli eventi come infrastruttura economica del territorio
I dati raccontano un cambio di passo strutturale. Secondo Unioncamere, in Italia i noleggi bici sono cresciuti del 47% dal 2019. La Fiera del Cicloturismo di Padova 2026 ha registrato 268 espositori e 27.000 visitatori, con un dato particolarmente eloquente: il 25% dei visitatori non aveva mai compiuto una vacanza in bicicletta prima di quell’edizione. Sul fronte più ampio dell’outdoor economy, il Rapporto Mediobanca 2026 colloca lo sportswear come segmento più dinamico dell’intero comparto moda, con una crescita dei ricavi del 43,5% tra 2019 e 2025, superiore al lusso (+36,2%) e al lifestyle (+23,1%).
Dietro queste cifre c’è una platea nuova. La federazione tedesca dei ciclisti (ADFC), attraverso la sua Reiseanalyse Radreisen, ha documentato un’inversione storica: i “nuovi cicloturisti” — chi scopre il viaggio in bicicletta in vacanza — hanno ormai superato numericamente il ciclista tradizionale, equipaggiato e specializzato. Un dato che ribalta l’impostazione della comunicazione del settore e che impone un ripensamento dell’offerta dei territori.
Il caso Trail dei Papi: tre percorsi, sei giorni, una rete istituzionale
In questo scenario, il Trail dei Papi si presenta come un esempio coerente di evento che lavora simultaneamente sui tre assi — aziende, territori, persone — che Fruscio Sport considera fondativi di ogni progetto di turismo attivo.
Sei giorni di percorso, dal 29 maggio al 3 giugno, articolati in tre tracciati che attraversano la Via Cassia, la Via Clodia, la Via Aurelia, la Via Flaminia e la Via Tiberina, insieme ai tratti della Via Francigena e della Romea Strata. Una geografia che intreccia archeologia, paesaggio termale, borghi minori e patrimonio storico-religioso, con tappe a Subiaco, Anagni, Tivoli, Velletri, Castel Gandolfo, Città del Vaticano, Bracciano, Nepi, Civita Castellana, Caprarola, Montefiascone, Bagnoregio, Bolsena, Acquapendente, Proceno. Viterbo, città capofila istituzionale del progetto, è il punto baricentrico dei percorsi.
L’evento si avvale del sostegno di CONI, ENIT, ANCI, ARSIAL, Regione Lazio, delle Province e dei Comuni di passaggio, oltre alla rete di sponsor e partner — un assetto che certifica la maturità istituzionale di una manifestazione arrivata alla terza edizione partendo, come hanno ricordato gli organizzatori, “da zero” tre anni fa. La terza edizione introduce due percorsi più brevi — Nord e Sud — accanto al tracciato classico, ampliando l’accessibilità per chi si avvicina per la prima volta al bikepacking. Una scelta strategica che intercetta esattamente il pubblico dei “nuovi cicloturisti” mappato dalla federazione tedesca.
A completare l’ecosistema comunicativo, il documentario firmato da Pietro Francese, già distribuito su YouTube e in onda su Amazon: un asset narrativo che estende la vita dell’evento ben oltre il weekend di gara, trasformandolo in un contenuto fruibile dodici mesi l’anno.
La visione Fruscio: aziende, territori, persone
Il Trail dei Papi conferma una tesi che Fruscio Sport sostiene da tre anni di attività, 57 eventi e 11.600 partecipanti in 68 comuni italiani: l’evento outdoor non è una manifestazione isolata ma un’infrastruttura leggera di sviluppo, capace di produrre valore simultaneo per tre interlocutori.
Per le aziende, è uno strumento di brand activation qualificato, in grado di intercettare un pubblico ad alto valore con un coinvolgimento emotivo e identitario impossibile da replicare nei format pubblicitari tradizionali.
Per i territori, è un dispositivo di destination marketing che attiva strutture ricettive, ristorazione, artigianato e filiera agroalimentare, distribuendo i flussi in aree solitamente fuori dai grandi circuiti turistici. È il modello del turismo lento: visitatori consapevoli, soggiorni più lunghi, ricaduta economica diffusa.
Per le persone, è un’esperienza di movimento inclusiva, fondata sulla scoperta più che sulla performance, che intercetta un bisogno crescente di rallentamento, relazione e contatto con la natura.
L’European Cyclists’ Federation (ECF), attraverso il manifesto “10 misure per leverage il ciclismo” pubblicato il 22 aprile 2026, ha ricordato un dato che dovrebbe entrare nell’agenda di ogni amministrazione locale: un chilometro percorso in bicicletta consuma 27 volte meno energia di un chilometro in auto, e sostituire 10 km quotidiani in auto con la bici significa risparmiare circa 500 euro all’anno per famiglia. Tra le cinque misure strutturali raccomandate dalla ECF — co-firmate da European Cycling Industries, ETSC, Eurocities, POLIS e Clean Cities — c’è la richiesta di destinare almeno il 10% dei budget trasporti alla mobilità attiva e di costruire reti ciclabili continue a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.
In questo contesto, eventi come il Trail dei Papi non sono soltanto manifestazioni sportive: sono prototipi di un modello di sviluppo che l’Europa sta indicando come direzione strategica.
«Gli eventi che funzionano non sono quelli che attirano un pubblico per un weekend, ma quelli che lasciano un’infrastruttura dietro di sé: relazioni, narrazioni, presidi territoriali, abitudini. Il Trail dei Papi è un caso di scuola di come si costruisce un brand di territorio. Lo è perché parte dal contenuto vero — i cammini, le pietre, la storia — e perché ha trovato un’amministrazione comunale, quella di Viterbo, che ha scelto di credere nel progetto già alla prima edizione, quando ancora non c’era nulla. Questo è il punto: il turismo lento non si decide in un anno elettorale, si costruisce in cinque, dieci, quindici. In Fruscio lavoriamo da tre anni su questa stessa convinzione, su 68 comuni italiani. Il messaggio che vogliamo portare a livello nazionale è semplice: gli eventi outdoor sono uno degli strumenti più efficaci che le aziende, i territori e le persone hanno oggi per incontrarsi.» dichiara Nicolò Muraro, Amministratore Delegato di M&A Sport – Fruscio. E il Comune di Viterbo da sempre ha creduto nella valenza del progetto, sostenendolo anche quando in pochi credevano nella forza che aveva in sé il Trail dei Papi.»

