UPDATE:
Marketing

Top Time firma il primo naming placement del cinema italiano

L’operazione studiata da Paolo Tenna, amministratore delegato di Top Time, e Federica Femia, project manager dell’agenzia, ha coinvolto il marketing del Gruppo Campari in un’attività già nota al cinema di Hollywood ma nuova per l'Italia.

È arrivato anche in Italia. Ed è arrivato dopo 4 anni dalla Legge Urbani del 2004 che ha legalizzato il product placement cinematografico. Cos’è?
Il Naming Placement, ovvero l’inserimento di un marchio nel titolo di un film. Strategia di marketing già usata negli Stati Uniti per pellicole come Herbie il maggiolino tutto matto, Colazione da Tiffany e Il diavolo veste Prada, il naming placement approda finalmente in Italia con L’ultimo Crodino.

In uscita a marzo nelle sale interprato da Enzo Iachetti, Ricky Tognazzi e Serena Autieri, 'L’ultimo Crodino' di Umberto Spinazzolla si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel 2001: il maldestro tentativo di rapimento post mortem di Enrico Cuccia (ex direttore di Mediobanca) ad opera di due pasticcioni, Pes (Enzo Iacchetti) e Crodino (Ricky Tognazzi), a corto di denaro. Oltre all’analcolico biondo, Crodino è il soprannome di uno dei due protagonisti della vicenda che, amante dell’aperitivo, ne prende il nome.
set.JPG
Questo lo spunto per organizzare la prima operazione di naming placement del cinema italiano. Top Time, l’agenzia torinese che ha firmato questa operazione, si occupa da anni di product placement e ha all’attivo diverse produzioni: Tutte le donne della mia vita, L’allenatore nel pallone 2, Il seme della discordia e La Matassa di Ficarra&Picone.
L’esperienza de L’ultimo Crodino è differente perché con questa pellicola, per la prima volta in Italia, il cinema spalanca le porte anche al naming placement.

L’operazione studiata da Paolo Tenna, amministratore delegato di Top Time, e Federica Femia, project manager dell’agenzia, ha coinvolto il marketing del Gruppo Campari in un’attività già nota al cinema di Hollywood ma nuova per il mondo della pubblicità made in italy.

Top Time e Campari hanno studiato un posizionamento strategico del brand Crodino molto forte, che attraverso il film si propone al pubblico in una modalità differente dalle solite attività di brand position e mira a valorizzare Crodino soprattutto in termini qualitativi. Una vera e propria operazione di marketing, dunque.
“Abbiamo un profondo rispetto del cinema italiano – dichiara Paolo Tenna – inteso come opera culturale e patrimonio di tutti, che non può e non deve limitarsi ad essere business. Proprio per questo creatività e qualità restano asset imprescindibili del film di Umberto Spinazzola. Comunicazione aziendale e spettacolo si fondono in questo meccanismo che non stravolge il cuore del racconto narrativo ma anzi lo arricchisce.