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Interviste

Musilli (S&S) sul character AI di Visa a Milano-Cortina 2026: "L’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica il talento consentendo di pensare più in grande. Per un creativo non c’è nulla di meglio"

Un nuovo progetto creativo unisce tecnologia e narrazione per esplorare come l’intelligenza artificiale possa valorizzare le capacità ideative umane. Realizzato da Warner Music Italy e Visa in collaborazione con l'agenzia, il videoclip presenta un personaggio digitale in grado di amplificare le performance artistiche, aprendo nuove possibilità nel linguaggio della comunicazione visiva e musicale e segnando un percorso innovativo in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

Un personaggio digitale nato dall’intelligenza artificiale, ma pensato per raccontare e valorizzare ciò che di più umano esiste: il talento. Si chiama V ed è il protagonista del videoclip realizzato da Warner Music Italy e Visa (leggi news) in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, un progetto, a firma Saatchi & Saatchi Italia, che segna un nuovo punto d’incontro tra tecnologia, musica e creatività.

A raccontarne la genesi è Manuel Musilli, Executive Creative Director dell'agenzia (in foto), che ha curato il progetto e che da tempo lavora sull’integrazione dell’AI nei processi creativi. «Con Visa collaboriamo da anni e questo non è il primo progetto realizzato con l’intelligenza artificiale», spiega Musilli, ricordando come il percorso sia iniziato con spot pionieristici che hanno anticipato l’attuale maturità del linguaggio AI nel mondo della comunicazione.

Il brand Visa, con il digital character, realizzerà una vera propria esperienza immersiva: all’interno degli igloo presenti nei live site, il pubblico potrà entrare in una “Cortina virtuale”, vivendo un’esperienza a 360 gradi pensata per coinvolgere, stupire e raccontare il progetto V in modo diretto e accessibile.

L’idea alla base di V nasce infatti da una riflessione che va oltre la sperimentazione tecnologica. «Ragionando su come l’AI potesse diventare qualcosa di davvero rilevante per il posizionamento di Visa, è emersa la volontà di creare un character virtuale che avesse una funzione molto precisa: raccontare il talento umano», sottolinea Musilli. V non sostituisce l’uomo, ma lo amplifica. In questo primo “episodio”, il personaggio diventa un’estensione creativa del lavoro di Merk & Kremont, produttori del brano, e della voce di Shorell. Un punto su cui Musilli insiste: «La musica non è generata dall’AI. È un brano realizzato interamente da esseri umani. L’intelligenza artificiale agisce come amplificatore, non come autore».

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Il progetto segna l’inizio di un percorso che prende simbolicamente il via da Milano Cortina 2026, ma che ambisce a proseguire nel tempo, con nuovi capitoli e nuove declinazioni. Una visione coerente con il DNA di Visa, azienda che fa dell’AI uno strumento strategico non solo creativo ma anche operativo, come dimostra il suo utilizzo nella prevenzione delle frodi a livello globale.

Dal punto di vista dell’agenzia, l’intelligenza artificiale non è percepita come una minaccia, bensì come una rivoluzione positiva. «Abbiamo iniziato a lavorare con l’AI circa quattro anni fa, quando era ancora una tecnologia per pochi. Questo ci ha permesso di formare le persone internamente e di integrare nuovi talenti proprio grazie alle competenze sull’AI», racconta Musilli. Il risultato è un vantaggio che è prima di tutto creativo: «L’AI permette di lavorare più velocemente e di immaginare cose che prima erano impensabili, troppo complesse o troppo costose. Oggi ti consente di pensare più in grande, e per un creativo non c’è nulla di meglio».

Dal punto di vista tecnico, il videoclip di V rappresenta una sfida notevole. Tre minuti di racconto visivo con un personaggio coerente dall’inizio alla fine, ambienti e costumi che mantengono continuità e identità. «Creare contenuti brevi con l’AI è relativamente semplice. Realizzare un videoclip lungo, con questo livello di consistency, richiede invece un workflow complesso», spiega Musilli. Saatchi & Saatchi utilizza una combinazione di modelli, anche open source, orchestrati attraverso un sistema proprietario che consente un controllo totale del risultato finale.

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Un progetto di questo tipo dimostra anche che l’AI non equivale necessariamente a produzione low cost. «Come con una telecamera, puoi fare qualcosa di molto economico o una produzione high budget. Anche con l’intelligenza artificiale esiste una fascia alta, professionale», chiarisce Musilli. Se da un lato assisteremo a una crescente democratizzazione dei contenuti, dall’altro emergerà una distanza sempre più netta tra produzioni semplici e progetti avanzati, capaci di coniugare visione creativa, competenze e investimenti.

In questo scenario, il progetto V si colloca come un manifesto: non una celebrazione dell’AI fine a sé stessa, ma uno strumento al servizio dell’ingegno umano. Un messaggio che risuona con lo spirito dei Giochi di Milano Cortina 2026, dove tecnologia, performance e talento si incontrano per raccontare nuove possibilità.