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‘La joie de vivre’ di Palazzo Grassi

Inaugurata oggi, 10 novembre, con 3.000 invitati, la seconda stagione del ‘nuovo’ palazzo Grassi a Venezia, con le mostre ‘Picasso la joie de vivre’ e la ‘Collezione François Pinault, una selezione Post Pop’. Datate ieri, invece, la presentazione alla stampa e la cena di gala organizzata per ‘pochi intimi’.

Se nel 1998 la gestione Agnelli proponeva la mostra ‘Picasso 1017-1924’, dedicata al viaggio compiuto dal pittore in Italia e alle sue ripercussioni artistiche, a otto anni di distanza Palazzo Grassi della gestione François Pinault (che ricordiamo essere uno dei maggiori collezionisti d’arte del ventesimo e ventunesimo secolo, nonché protagonista del mondo retail, con il gruppo PPR,  e dei beni di lusso, con brand quali Gucci, Bottega Veneta, Sergio Rossi, Yves Saint Laurent, ecc, oltre che impegnato, attraverso la holding Artemis su altri fronti, tra cui la prestigiosa casa francese di vini Chateau Latour e Christie’s, leader mondiale delle case d’asta) apre la sua seconda stagione con una mostra che del pittore mette in luce la produzione seguita alla seconda guerra mondiale, dal 1945 al 1948.

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(nella foto, François Pinault)

Proprio quest’anno, infatti, ricorrono i sessant’anni da quando Picasso allestì il proprio studio nel Castello Grimaldi, rispondendo all’invito del fondatore e curatore del Museo di Antibes, Romuald Dor de la Souchére.
Non a caso la mostra è stata oggi possibile grazie alla collaborazione di  Jean – Jacques Aillagon, suo curatore e attuale direttore generale del museo, temporaneamente chiuso per interventi di ristrutturazione, così come al contributo di altre opere del periodo provenienti da collezioni pubbliche e private.
Il titolo scelto ‘La joie de vivre’ è in onore dell’omonimo quadro, proprio per raccontare il percorso che ha portato al superamento dell’angoscia della guerra, verso una ritrovata felicità, espressa dal paesaggio mitologico il cui centro è una giovane donna, nella realtà Françoise Gilot, con cui Picasso da poco condivideva la vita.

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Ma Picasso non è l’unica attrattiva di questa kermesse. Al primo piano, infatti, viene contemporaneamente proposta ‘una selezione Post Pop’ della Collezione Pinault, con raccolti alcuni elementi della precedente ‘where are we going’, che il 30 aprile scorso aveva tenuto a battesimo la riapertura di Palazzo Grassi sotto la nuova presidenza Pinault.
In totale sono 18 gli artisti contemporanei esposti, rientranti nella così detta corrente Post-Pop, come definita da Alison Gingeras. Da Maurizio Cattelan a Jake & Dinos Chapman, da Urs Fisscher a Jeff Koons.

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Alla presentazione alla stampa di ieri, durante la quale ha fatto apparizione lo stesso Pinault, è stato anche anticipato il prossimo appuntamento, da maggio a dicembre 2007, con una nuova selezione inedita delle opere della collezione Pinault, nonché ribadita la partecipazione di Palazzo Grassi alla gara d’appalto, indetta dal Comune di Venezia, per fare della Punta della Dogana un centro per l’arte moderna e contemporanea. Gara che, sotto l'ombrello della Regione, ha dato luce anche alla ‘proposta’ delle alleate Fondazione Guggenheim e Munus, la società promotrice di eventi culturali del finanziere trentino Alberto Rigotti.

A chiudere la presentazione alla stampa, una cena di gala voluta da Pinaut all’interno di Palazzo Grassi, con catering a cura di Irina Friguglia, responsabile del Palazzo Grassi Cafè, riservata a soli 100 ospiti, in particolare a coloro che hanno collaborato alla mostra, oltre che ai prestatori delle opere.
L’ufficio stampa della mostra è stato affidato a Bondardo Comunicazione di Milano, e a Claudine Colin Communication di Parigi, oltre che all’ufficio stampa di Palazzo Grassi.