Mice
Ai Musei Mazzucchelli 'Arte, Moda e Gusto nelle icone della pubblicità'
Un percorso per dimostrare che la tecnica dell’affiches si deve considerare a tutti gli effetti come una vera espressione artistica alla stregua di pittura e scultura.
Sabato 22 novembre ai Musei Mazzucchelli - il polo museale a Ciliverghe di Mazzano, in provincia di Brescia – aprirà al pubblico la mostra Eccellenza Italiana – Arte, Moda e Gusto nelle icone della pubblicità (Dudovich ritrae per la Fiat. La nuova Balilla per tutti. Eleganza della Signora una donna che guida). Oltre 100 opere, tra affiches e bozzetti, ideate dai grandi illustratori – quali Metlicovitz, Dudovich, Villa - e da alcuni tra i più significativi artisti italiani del XX secolo – come Depero, Fontana, Cambellotti, De Chirico - per celebrare tre ambiti dell’orgoglio nazionale: l’Arte, la Moda e il Gusto del saper Bere. Tre temi attorno ai quali si articolano i percorsi espositivi permanenti dei Musei, che comprendono il Museo della Moda e del Costume, il Museo del Vino e del Cavatappi, la Casa Museo Giammaria Mazzucchelli e la Pinacoteca Giuseppe Alessandra.
La mostra - che gode dei patrocini della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Comune di Mazzano – presenta materiali selezionati dal Massimo&SoniaCirulli Archive di New York e dalla Collezione Salce, in deposito al Museo Bailo di Treviso, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Giacomini Meo Fiorot - Musei Mazzucchelli e dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso. Dal Massimo&SoniaCirulli Archive sono stati selezionati i manifesti delle prime due sezioni, Eleganza e Moda e Il Gusto del bere (a destra affiches dedicata al ‘Bitter’ e al ‘Cordial Campari’ del maestro Leonetto Cappiello), mentre la III sezione dedicata all’Arte si compone di una selezione di affiches provenienti dalla Collezione Salce, donata allo Stato per volere testamentario del collezionista nel 1962: un patrimonio straordinario di circa 30.000 pezzi - tra manifesti, locandine e materiali diversi - tale da delineare compiutamente la storia della grafica pubblicitaria dalla seconda metà del XIX secolo fino agli anni Cinquanta del XX.
Guidati da una lettura iconografica che ha come punto di partenza l’affermazione della pari dignità tra arti applicate - nello specifico la grafica - e arti maggiori, il taglio della mostra – grazie ai preziosi contributi critici di Anna Maria Spiazzi, Marta Mazza, Ottilia Munaretti Bertazzo, Arturo Carlo Quintavalle e Massimiliano Capella, raccolti nel catalogo edito da Silvana Editoriale - mira a svelarne le sorprendenti peculiarità e le reciproche contaminazioni; non solo, attraverso la celebrazione dei prodotti che hanno creato l’eccellenza italiana nel mondo, si avrà modo di ripercorrere la storia della nostra cultura e della nostra società, in un periodo compreso tra il 1897 e il 1957 (qui a sinistra un manifesto di Dudovich del 1911-12 per i Magazzini Mele). 
