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Il buono dello sport nel Forum Csi
Una 'riunione di redazione straordinaria': così potrebbe essere definito il Forum 'Un giornale solo di buone notizie', organizzato dal Centro Sportivo Italiano in collaborazione con l'Ussi e Studio Ghiretti, che si è tenuto il 26 gennaio a Milano.
L’incontro si è svolto in due sessioni. Nella prima si sono confrontati i direttori delle maggiori testate sportive nazionali, mentre il secondo momento è stato strutturato come una tavola rotonda tra redattori e opinion makers.

Dopo il saluto iniziale di Gabriele Tacchini, che ha ricordato la sua storica amicizia con Candido Cannavò, Jacopo Volpi ha introdotto le voci migliori del giornalismo sportivo italiano. Nel suo discorso d'apertura Massimo Achini, presidente Csi, ha spiegato lo scopo di questo Forum, ovvero riflettere su due fattori: lo sport come portatore sano di buone notizie e di storie di umanità, e, allo steso tempo, un'informazione che si scontra con esigenze di vendite e ascolti.
“Il Csi lancia oggi un concorso giornalistico per premiare la notizia 'più bella dell’anno' e una pubblicazione che raccolga i 20 articoli migliori dedicati a storie positive dal titolo emblematico 'Un giornale di solo buone notizie' - ha dichiarato Achini -. Credo che sia nel confronto con gli opinion makers degli organi di informazione che si può trovare la via più idonea e duratura per rendere meno utopico il sogno di Cannavò. Questo è il senso dell’incontro che abbiamo voluto realizzare oggi”.
Carlo Verdelli, direttore Gazzetta dello Sport, ha ricordato il sogno di Cannavò: un giornale di speranza e di speranze, senza lordure. Al di là della fattibilità di questo progetto, quello che è importante sottolineare è la fiducia nella bontà di fondo dell'uomo, e la convinzione che questo possa avvenire a partire dallo sport, che Cannavò considerava come un microcosmo, nel quale si mantengono la trama e l'ordito della società.
In questa direzione si è espresso anche Paolo De Paola, direttore Tuttosport, che ha invitato i colleghi a uscire dalla polemica per raccontare soprattutto le emozioni che lo sport è in gradi di regalare.
Nicola Calathopoulos ha definito il 'Giornale di solo buone notizie' come una meravigliosa utopia, che porta con sé un messaggio di grande significato. L'occasione, ha suggerito il vice direttore di Mediaset Sport, potrebbe essere la candidatura dell'Italia agli Europei 2016: una sostanziale modifica degli stadi di calcio, con l'abbattimento delle barriere e la loro smilitarizzazione, sarebbe un'opportunità per iniziare un percorso di educazione sportiva.
Riccardo Cucchi, che ha recentemente festeggiato i 50 anni di 'Tutto il calcio minuto per minuto', ha sottolineato la necessità di mettere a fuoco le buone notizie, non nascondendo le cattive, ma imparando a considerare le prime con pari dignità rispetto alle seconde.
Il dibattito tra redattori e opinion makers è stato vivace e produttivo e ha lasciato emergere la necessità di migliorare la collaborazione tra addetti ai lavori, mettendo da parte il narcisismo e puntando sulla concretezza.
Il minimo comune denominatore delle riflessioni è stato il tentativo di trovare una via per avvicinare lo sport ai giovani, facendo leva sulla sua capacità di aggregazione. Nella comunicazione sportiva l'unico mezzo per aprire la via al 'Giornale di solo buone notizie' è imparare a scegliere, sacrificando le storie che attraggono i lettori per privilegiare quelle che danno un segnale positivo, che dimostrano come superare le problematiche, ad esempio legate alla disabilità. Una scelta che può essere realizzata anche attraverso il linguaggio, enfatizzando la positività e abolendo tutti quei termini che offendono le minoranze, o che possono istigare alla violenza.

