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Zona: "Dal nuovo codice etico di Farmindustria gravi danni al congressuale"
Federcongressi&eventi assume una dura posizione contro la versione aggiornata del Codice deontologico delle industrie farmaceutiche, laddove vieta di tenere o sponsorizzare eventi in numerose tipologie di strutture ricettive e proibisce il pernottamento per i convegni a carattere provinciale e regionale.

Con una dura dichiarazione del presidente
Paolo Zona,
Federcongressi&eventi stigmatizza la nuova versione del Codice deontologico di
Farmindustria, licenziato in data 23 ottobre e recante, ai punti 3.5 e 3.9, disposizioni fortemente pregiudizievoli dell’attività degli operatori del settore.
punto 3.5 vieta "l’organizzazione o la sponsorizzazione di eventi congressuali che si tengano o che prevedano l’ospitalità dei partecipanti in strutture quali: Resort, Navi, Castelli che si trovino al di fuori del contesto cittadino, Masserie, Agriturismo, Golf Club, Strutture termali o che abbiano come attività prevalente servizi dedicati al benessere o Spa".
punto 3.9, dopo aver definito i concetti di "eventi regionali” e di “riunioni scientifiche a livello locale”, stabilisce che in tali occasioni "non potrà essere offerta alcuna ospitalità a eccezione del coffee break. Per gli eventi che prevedano un numero di ore formative superiori a sei potrà essere offerto un light lunch nell’intervallo tra la sessione della mattina e la sessione del pomeriggio all’interno della struttura nella quale si svolge la manifestazione congressuale". punto 3.10 concede un solo pernottamento nel caso degli eventi interregionali, "caratterizzati da un’equilibrata rappresentanza di medici provenienti da almeno tre regioni". amarezza per questi provvedimenti assurdamente restrittivi, che ci piovono addosso nonostante anni di collaborazione fattiva con Farmindustria e malgrado in questi ultimi tempi si sia cercato di combattere battaglie fianco a fianco su temi di interesse comune. L’amarezza è accentuata dal fatto che su queste nuove norme non siamo stati previamente né informati né consultati. Evidentemente fra noi e loro non c’è alcun rapporto di collaborazione vera, o per lo meno tale non è percepito dalla loro parte. Prendo coscienza che, malgrado il momento così difficile che alcuni settori come proprio il congressuale e il farmaceutico stanno attraversando, anziché coalizzarsi e remare in direzioni convergenti si preferisce mettere i bastoni fra le ruote agli altri". Mario Buscema e una delegazione di Farmindustria incaricata della revisione del Codice. Durante questo incontro si ragionava in modo concreto sulle possibilità di stilare un Codice deontologico comune sulle attività congressuali e formative Ecm. Pertanto suona oggi paradossale che durante quell’incontro, così recente, e a onta dell’argomento in discussione, non siano emerse le novità con cui Farmindustria stava per uscire nel suo Codice aggiornato". prostrata dalla crisi senza che ne siano chiare le finalità. Mi pare che se l’obiettivo doveva essere l’attenzione all’etica e alla trasparenza nei rapporti tra industria farmaceutica e classe medica, ebbene ciò fosse già adeguatamente conseguito col Codice precedente. Non credo che queste nuove restrizioni diano un ulteriore segnale di attenzione né che siano così determinanti come ci si vuole far credere. Al contrario, danno una mazzata economica non indifferente che a nulla potrà condurre se non a un inasprimento della sofferenza dei nostri operatori».