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Dainese: passerella ad alta quota

Massimo riserbo sul budget stanziato; Silvestrin, tuttavia, rende noto che si è trattato di un evento a cifre contenute, nell'ordine del 30-35% rispetto ai budget solitamente dedicati alle sfilate di moda.


Un evento che non perdona i freddolosi. Quello che Dainese ha organizzato, venerdì 1° dicembre, per la stampa è stata una vera e propria gita ad alta quota in occasione della presentazione della collezione che l'azienda, da sempre legata al motocilcismo,  dedica al mondo dello sci.

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Protagonista, insieme ai capi Dainese, la montagna dolomitica di Cortina d'Ampezzo, uno scenario maestoso che non solo si è rivelato essenziale per la realizzazione dell'evento ma che si è reso  elemento ispiratore di una collezione che si rivolge a chi dello sci e dell'alpinismo fa un'esperienza estrema.

Non a caso, la presentazione dei nuovi capi di abbigliamento ha richiesto una full immersion nel mondo Dainese e niente di più coinvolgente è risultato raggiungere la location insolita che ha fatto da teatro alla sfilata.
Da Cortina, infatti, l'evento vero e proprio inizia salendo sulla seggiovia e raggiungendo il Rifugio Scoiattoli a 2.250 metri di altezza: un  percorso notturno in salita verso una meta suggestiva già per il solo fatto che, anni fa, fu il sito di allenamento degli alpini che per primi scalarono il K2.

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Muniti di coperte termiche Dainese, gli invitati raggiungono quindi il rifugio in un crescendo di effetti spettacolari. Dal buio e dal silenzio del bosco tagliato dall'impianto di risalita, si arriva a un luogo luminoso, animato da arie liriche e incorniciato dallo spettacolo delle Cinque Torri di Cortina, un'imponente ghiera di montagne rocciose su cui, a più 500 metri di distanza, viene proiettato con un laser verde non solo il logo identificativo del marchio ma anche un'intera sequenza di immagini che richiamano il movimento, l'agilità e la sicurezza supportata dai capi Dainese.
Prima dell'inizio della sfilata, che si svolgerà all'esterno su una passerella montata sulla terrazza del rifugio, un momento di ristoro con cioccolata calda, punch e vin brulé.
Se all'interno del rifugio tutto è caldo e morbido, gli spazi allestiti con i criteri dell'accoglienza, l'esterno è improntato all'asprezza del paesaggio e alla funzionalità del mondo Dainese.

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Sulla passerella sfilano modelle e modelli “protetti” dai capi Dainese, corpi fasciati da corazze elastiche capaci di seguirne i movimenti e garantirne la sicurezza.
“Collection on snow”, questo il nome della collezione, non per niente è  un progetto che nasce dalla stretta collaborazione tra Renato Montagner, art director Dainese, e Luigi Ronco, l'ingegnere del D-tec, Dainese Technology Center: un abbigliamento “intelligente” per proporre un nuovo modo di vivere la tecnologia della protezione come parte integrante di uno stile di vita.
“Sono capi  - spiega a e20xpress lo stesso Montagner – arricchiti da tecnologie in grado di riscaldare, proteggere e riparare dalle intemperie. Disegnare, progettare e creare tecnologia intorno all'uomo è, difatti, il costante obiettivo di Dainese che da sempre lavora per l'integrazione totale tra l'essere umano e il suo mezzo”.
Nato in seno all'evoluzione di Dainese come brand di design, il processo CrossOver Dainese si evolve in progetti che portano il marchio dalle piste del moto mondiale alle piste innevate passando per i sentieri di montagna e arrivando a toccare anche il mondo acquatico.

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“Dietro questo progetto – prosegue Montagner – vive e lavora un team di specialisti: designer, ingegneri, medici e tecnici, professionisti impegnati nella ricerca e nello sviluppo di materiali e tecnologie innovative. Un gruppo particolarmente orientato al disegno industriale piuttosto che alla moda. Si pensi soltanto che Dainese ha vinto negli ultimi anni due “Compassi d'oro”, un premio che è rivolto alla progettualità del design e non certo all'attitudine fashion”.

“Anche l'evento di questa sera  - spiega l'art director – ha voluto ricalcare il sentiero tracciato negli anni dal brand: la scelta di voler condurre una sfilata in un luogo estremo, a contatto con l'elemento  neve, è stata maturata proprio con la finalità di proporre l'intero contenuto valoriale del brand. L'utilizzo di una luce laser proiettata sulla guglia qui dinanzi, poi, vuole rievocare la land art, ovvero il concetto di segnare il terreno con l'arte; il laser rappresenta la velocità, il segno dello sci sulla neve”.

“Ideando soluzioni di design industriale declinate per le situazioni più disparate – anticipa Montagner -  Dainese porta il suo  contenuto tecnologico dall’abbigliamento protettivo fino al mondo dell’auto creando una concept car che trasferisce tutti i valori dalla storica società veneta all’interno di una Panda 4x4 completamente “ridisegnata” da Changedesign, il mio gruppo creativo, in collaborazione con Ferrino.
L’auto diventa così un mezzo per muoversi e raggiungere i diversi playgrounds in cui l’uomo Dainese esprime la propria essenza: dalla moto, alla mountain bike, allo sci e snowboard, fino ai water sports”.

La Panda Fiat, completamente riprogettata negli interni, richiama, nelle linee e nel design, tutti i valori racchiusi nel “diavoletto rosso” della casa veneta, e sarà presentata al Motorshow di Bologna che aprirà domani.

Dainese quindi si conferma un'azienda propulsiva in grado di elevare la contaminazione non solo a caratteristica fondante dei propri prodotti e del proprio marketing, ma di renderla anche una carta vincente per l'esperienza della sfilata che ha riunito il mondo della moda, con i suoi giornalisti di stampa e tv, l'azienda al completo e i protagonisti del panorama sportivo come Christian Ghedina e Isolde Kostner.

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“Un evento – spiega entusiasta a e20express Giuseppe Silvestrin di Silvestrin Associati, l'agenzia milanese organizzatrice – che non ci ha risparmiato di certo fatiche e disagi. L'aspetto davvero difficoltoso è stato dato dal  trasferimento di tutta l'elettronica, di cui solitamente si compone un evento moda, ad alta quota: il materiale di telecamere e luci è stato testato più volte nel corso della settimana durante le prove generali. In ogni caso siamo stati favoriti da un tempo clemente, soprattutto dalla mancanza di vento, che ha permesso i circa sessanta viaggi di elicottero per i trasporto delle attrezzature”.

A capo di una struttura composta da un team di dodici persone e maturata nell'ambito dei grandi eventi, prima, e delle sfilate, poi, Silvestrin spiega di  aver realizzato la serata montana in quindici giorni anche grazie a partner tecnologici ormai consolidati, come Laser Entertainment, unico fornitore in Italia di servizi di luce al laser, al rapporto decennale con l'artista-dj Matteo Ceccarini che ha selezionato per l'happening sotto le stelle un buon mix di musiche liriche e tecno e alla collaborazione con l'agenzia catering  El Toulà di Treviso.

Massimo riserbo sul budget stanziato; Silvestrin, tuttavia, rende noto che si è trattato di un evento a cifre contenute, nell'ordine del 30-35% rispetto ai budget solitamente dedicati alle sfilate di moda.

Margherita Baroni