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Sport senza frontiere: di corsa tra Palestina e Israele in nome della pace

La runner disabile Giusy Versace ed calciatori Tommasi, Peruzzi, Di Biagio e Pecchia testimonial della seconda edizione dei JPII Games.

Dieci chilometri di emozione, entusiasmo e passione tra Betlemme e Gerusalemme, intramezzati da un quadrangolare di calcio a 5 di fronte al muro del Check Point: questo, e non solo, è stata la seconda edizione dei JPII Games 2011, i giochi sportivi promossi in Terra Santa, dedicati alla memoria di Giovanni Paolo II e organizzati dall’Opera Romana Pellegrinaggi e dal Centro Sportivo Italiano.

L’evento ha preso il via con una corsa, l’ormai tradizionale “Corsa della Pace”, aperta dall’accensione della fiaccola per mano della madrina Giusy Versace, runner disabile che sogna le paralimpiadi di Londra2012.
Dalla piazza della Natività di Betlemme gli oltre 400 partecipanti, tra cui palestinesi, israeliani, italiani, americani e haitiani, hanno proseguito fino al Check Point che segna la divisioni tra il territorio palestinese e quello israeliano. Nella spianata antistante la porta di transito, un gruppo di ex calciatori azzurri ha disputato un emozionante quadrangolare di calcio a 5 contro un team coordinato dalla Lega Pro e altre due squadre di Israeliani e Palestinesi.
Il risultato finale, seppur nettamente a favore di Angelo Peruzzi, Damiano Tommasi, Gigi Di Biagio, Fabio Pecchia ed il presidente della Serie B-Win Andrea Abodi, ha perso totalmente di significato di fronte alle strette di mano e alle pacche sulle spalle scambiate tra i vari giocatori in campo, costantemente in conflitto invece nella vita quotidiana.
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La Corsa è poi ripresa per altri 7 chilometri, caratterizzati dal passaggio della fiaccola tra la delegazione di haitiani coordinata dal medico in prima linea padre Richard Frechette, direttore da 23 anni di NPH Haiti: oltre 120 tra haitiani e volontari della Fondazione Francesca Rava - NPH Italia Onlus, in corsa nel nome della pace, per far sentire la propria voce e la propria richiesta di solidarietà anche da Gerusalemme.

“Con questa iniziativa – ha affermato padre Cesare Atuire, amministratore delegato di Opera Romana Pellegrinaggi - ognuno di noi ha contribuito concretamente a costruire un ponte di pace fra i popoli e, attraverso lo sport, a promuovere quei valori che sono necessari alla costruzione del Bene Comune. La pace, come diceva il Beato Giovanni Paolo II a cui è intitolato l’evento odierno, nasce davvero da un cuore nuovo ”.

“Lo sport costituisce uno dei più grandi strumenti del mondo contemporaneo per promuovere la pace e per azzerare ogni distanza tra i popoli e le persone – gli ha fatto eco Massimo Achini, Presidente del Centro Sportivo Italiano - Pensare ad una corsa che passa attraverso il check-point ed un torneo di calcetto con le porte poggiate al muro potrebbe sembrare follia: il bello è invece che da 8 anni questo sogno è realtà”.