Evento pubblico
Courmayeur, la prima edizione di Chef in Comune si chiude con Massimo Bottura
"È stata un’esperienza incredibile": il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard, racconta così la prima edizione di Chef in Comune, dal 25 febbraio al 4 marzo. “La connessione profonda che si è creata in pochi giorni tra lo chef, gli ospiti e il territorio è l’aspetto che trovo in assoluto più sorprendente: per una settimana abbiamo vissuto in una 'bolla' fatta di autenticità ed emozioni”.
La ricetta: otto cene con lo chef stellato David Jesus e i suoi piatti esclusivi, in una location inedita come la sala del Consiglio comunale di Courmayeur, completamente trasformata e allestita per l’occasione.
112 persone, 14 a sera, hanno condiviso storie e sapori. Courmayeur è stata sorpresa dal trascinante entusiasmo dello chef. David Jesus durante la settimana ha conosciuto personalmente il territorio che lo ha accolto con calore: produttori, allevatori, vignerons, chef e professionisti locali, perfino i bambini delle scuole, a cui ha regalato il dolce. Questo è lo spirito di Chef in Comune: una 'social table' capace di creare veri legami.
Intorno al tavolo si sono ritrovati habitués di Courmayeur e personalità legate ai Brand Ambassador della località, come Maserati e Cantine Ferrari. L’ultima sera tra di loro si è seduto Massimo Bottura, come per suggellare un evento senza precedenti. Alla sua Onlus, Food for Soul, che ha ispirato la formula di 'Chef in Comune', saranno devoluti i proventi delle cene.
David Jesus, chef del Belcanto, due stelle a Lisbona, ha utilizzato, nelle sue ricette, i prodotti portoghesi e gli ingredienti locali firmati Lo Matsòn, Courmayeur Food Market.
“Preparando il menu mi sono chiesto cosa potesse unire i prodotti di due territori così differenti, la mia terra natale e Courmayeur - racconta David Jesus -. Secondo me hanno in comune la semplicità e la forte identità che esprimono, il loro carattere unico. Courmayeur mi ha sorpreso, grazie all’accoglienza che ho trovato mi sono sentito ispirato: spero di avere creato dei piatti capaci di raccontare questo luogo come merita”.


