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Scenari

APA 2024: l'audiovisivo in Italia vale 2 miliardi. TV, Cinema e Video on demand i tre canali primari

Crescono rispetto al 2022 i volumi della produzione per i tre canali primari di destinazione: la televisione, che si conferma il più importante, la sala cinematografica (+21%), le piattaforme Video on Demand del 16% e per la Tv dell’8%. In aumento gli addetti del settore, che impiega complessivamente 120mila persone, con un incremento del 3,5% nell’ultimo anno.

Con oltre 2 miliardi il valore della produzione audiovisiva è quasi raddoppiato rispetto al 2017. E' una crescita di 240 milioni rispetto al dato del 2022, con un tasso annuo del +11,6% dal 2017 (+ 15,3% considerando l'ultimo triennio).  È quanto emerge dal sesto Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale dell’Associazione Produttori Audiovisivi, presentato al Cinema Barberini nel corso del MIA dalla presidente dell’Apa, Chiara Sbarigia (nella foto), anche presidente di Cinecittà.

Crescono rispetto al 2022 i volumi della produzione per i tre canali primari di destinazione: la televisione rimane il più importante, anche grazie ai titoli di intrattenimento e altri generi unscripted, le produzioni destinate alla sala cinematografica sono aumentate del 21%; quelle per le piattaforme Video on Demand del 16% e per la Tv dell’8%.  In aumento gli addetti del settore, che impiega complessivamente 120mila persone, con un incremento del 3,5% nell’ultimo anno.

Incremento anche per i ricavi dei mezzi di distribuzione. 11,6 miliardi nel 2023, di cui 8,2 miliardi solo per il settore televisivo e 2,8 miliardi per i servizi VoD  valgono il 24% del mercato).  Il cinema conta 500 milioni di ricavi e punta a tornare ai livelli pre-pandemia già dall’anno in corso.

Per i generi, cresce l’intrattenimento sulle reti (in particolare Rai), mentre cala leggermente sulle piattaforme (ad eccezione di Netflix e Paramount+). In aumento lo scripted tra TV e VoD, sia per numero di titoli trasmessi (+7%) che per ore di programmazione (+8%). Si affermano i contenuti kids (in particolare le serie scripted), mentre calano i documentari.

“Nel 2024 il mercato audiovisivo italiano è entrato in una nuova fase di sviluppo – afferma Chiara Sbarigia – La crescita della domanda di contenuti e il tax credit sono stati gli elementi trainanti del rafforzamento del comparto registrato negli ultimi anni, che oggi sta vivendo una nuova fase di grande cambiamento. Una maggiore attenzione alla qualità dei prodotti e alla produzione di contenuti fruibili oltre i confini nazionali sono le prerogative necessarie per valorizzare la grande storia del mercato audiovisivo italiano e per incrementare la competitività della nostra industria”. 

Tra i generi maggiormente prodotti in Italia, la serialità è ancora oggi il formato dominante, seguita da Teen e Crime. Tra i nuovi generi che si stanno affermando il Period, il Biopic e il Romance. Netflix e Paramount+ sono le piattaforme OTT maggiormente in crescita per titoli e ore di contenuto prodotto.

Alla presentazione del Rapporto sono intervenuti Maria Pia Ammirati (direttore Rai Fiction, Rai), Eleonora Andreatta (vice presidente per i contenuti italiani, Netflix), Alessandro Araimo (Executive Vice President – Managing Director Italy&Iberia, Warner Bros. Discovery) e Daniele Cesarano (direttore Fiction, RTI – Mediaset).