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Nei paesi dell'Ocse avanza la banda larga

Si è aperta ieri a Roma la conferenza internazionale OCSE "The Future Digital economy" , organizzata con il Ministero per l'Innovazione Tecnologica. La larga banda è la tecnologia a crescita e diffusione più rapida con 144 milioni di abbonati nei soli Paesi OCSE nel settembre 2005 e uno stimato di 155 milioni agli inizi del 2006.

La larga banda è la tecnologia a crescita e diffusione più rapida con 144 milioni di abbonati nei soli Paesi OCSE nel settembre 2005 e uno stimato di 155 milioni agli inizi del 2006, equivalenti a un abbonato a larga banda ogni 7.5 abitanti. Oggi i principali paesi OCSE contano un abbonato ogni 4 abitanti. Anche la larga banda a fibre ottiche di prossima generazione è in rapida crescita, assicurando velocità di collegamenti ancora più elevate.

Dedicata al "Futuro della economia digitale", si è aperta ieri a Roma la conferenza internazionale OCSE , organizzata con il Ministero per l'Innovazione Tecnologica. Accademici, economisti, esponenti delle industria e policymaker hanno delineato il nuovo scenario della banda larga, secondo la prospettiva di diversi angoli del mondo. Così a partire dal Far East il Ministro Chion Dae Li ha configurato la Korea come paese che fa da guida nella digitalizzazione, grazie a una infrastruttura tecnologica seconda solo a quella degli Usa e un primato indiscusso nella penetrazione della banda larga. Il risultato è stato ottenuto con una politica di tariffe flat, a basso costo e training intensivi di massa. Create le condizioni di base, dal 2006 la Korea punta su una velocità maggiore per incrementare i servizi premium. Oggi Cyworld, un servizio di media personalizzabile, con 15 milioni di sottoscrittori, è la principale utilizzazione della banda larga nelle famiglie, abilitando sia la comunicazione attraverso immagini (che sostituisce quella testuale, come servizio a libero accesso) sia i giochi (a libero accesso e a pagamento). Il Ministro sottolinea come il mercato dei contenuti digitali, valendo 153 milioni di dollari (con tassi di crescita anno su anno del 12%) è una parte del prodotto nazionale importante, con 3000 aziende che producono games, principalmente per il bacino dell'Asia (da dove proviene quasi metà fatturato per i games), poi per gli Usa.

In questa industria la Korea compete con fattori distintivi come l'innovazione continua nella grafica e nello stesso business model (i consumatori spendono ad esempio per oggetti cybernetici utili al gioco). La sfida che spiega questo sviluppo è Ecosistema: i consumatori sono la chiave dello sviluppo, amano comprare le novità, il governo è facilitatore con investimenti privati che vengono indirizzati secondo le strategie del paese (infrastruttura, servizi, prodotti), le imprese hanno così le condizioni per lavorare e competere su scala mondiale.

Appare poi lontana, non solo geograficamente, la prospettiva tracciata da Michael Copps sul mercato negli USA. Qui si ritiene che il processo di convergenza sia guidato dalla competizione, con l'unico ruolo del governo di eliminare le barriere alla competizione, e uno sforzo di regolamentazione secondo trasparenza. C'è quindi un'attenzione particolare nel proteggere le imprese che fanno innovazione, perché ci siano opportunità di sviluppo per tutti gli attori coinvolti. Di pari passo viene incoraggiato il mondo dell'istruzione a operare con i privati per rispondere alle sfide della economia digitale, in logica di patnership per la costruzione e la capitalizzazione della proprietà intellettuale, come nel caso delle biblioteche che incontrano i player nei servizi internet per la gestione del sapere dalla carta ai bit. La vista europea viene quindi portata da Marco Tronchetti Provera , che inserisce l'Italia in un processo di diffusione della banda larga dei suoi impieghi mondiale. Nel 2005 si è avuto una rapida accelerazione, con importanti ricadute sulle industrie dei contenuti, a partire da quella della musica che a livello mondiale ha fatturato sul canale digitale 1,1 miliardi di euro. "Per poter raggiungere appieno le opportunità offerte dalla banda larga non servono lacci normativi - ha sottolineato il presidente di Telecom Italia e vicepresidente di Confindustria -. Non bisogna rallentare lo sviluppo delle nuove tecnologie con politiche che guardano al passato e non al futuro".

Il presidente di Telecom Italia sottolinea come tra detentori di diritti e operatori di infrastruttura esistano ancora nodi da sciogliere per cogliere le opportunità di nuovi ricavi. In particolare indica come cruciale la disponibilità del contenuto su tutte le piattaforme. I benefici per il sistema sono indicati nell'efficienza marginale della distribuzione digitale, che non deve sopportare la gestione degli stocks: un e-tailer può offrire 20 volte i titoli di uno store fisico e questo gli permette di servire anche le code di domanda. Tutti gli operatori stanno inoltre indirizzando forti investimenti verso la tv su Ip ed è critico che il sistema che regola i diritti sul mercato primario non sia replicato per la distribuzione digitale.

Tracciato così lo scenario nelle principali aree dei paesi OCSE, la conferenza procede per due giorni su temi di grande attenzione come: il ruolo della proprietà intellettuale nella protezione della proprietà dei beni e servizi digitali, gli sviluppi futuri in un mondo digitale, il rispetto di tali diritti, la definizione del fair use e i limiti dell'uso legittimo, oltre all'interazione fra la legge sulla concorrenza e il copyright.