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Editoriale

Cappuccino&Cornetto. Pubblicità ingannevole? No, ingannata

Nella sua rubrica Marco Ferri riflette sulla condanna, da parte dell'Antitrust, di 9 società di vendita di elettricità e gas per pratiche commerciali scorrette. "Alle agenzie di pubblicità è stato affidato l'incarico di mentire ai consumatori. Un bel danno alle loro reputazioni".

E' una brutta notizia scoprire che la liberalizzazione del mercato dell'energia, avvenuta operativamente nel luglio del 2007, invece che benefici abbia al contrario dato vita ad abusi ai danni dei consumatori, che poi sono la totalità delle famiglie italiane.

La brutta notizia è che l'Antitrust ha condannato nove società di vendita di elettricità e gas per pratiche commerciali scorrette, infliggendo loro multe per un totale di un milione e 275 mila euro. Secondo l'Autorità, le aziende multate hanno attuato pratiche commerciali scorrette nelle modalità di pubblicizzazione dei prezzi praticati nel mercato libero dell'energia e del gas. Le sanzioni decise dall'Antitrust ammontano in particolare a 250 mila euro per Enel Energia, 260 mila per Eni, 135 mila per AceaElectrabel Elettricità, 140 mila per Aem Energia, 110 mila per Asm Energia e Ambiente, 90 mila per Trenta, 95 mila per Enia Energia, 100 mila per Mpe Energia e 95 mila per Italcogim Energie.

E' una bruttissima notizia scoprire, scorrendo l'elenco delle società sanzionate, che due di loro sono, per esempio a partecipazione azionaria pubblica: Eni ed Enel. Altre due sono, sempre per esempio aziende municipalizzate: Acea di Roma e Aem di Milano. Cosa farà il ministero dell'Economia, azionista di Eni ed Enel? Cosa faranno i sindaci di Roma e Milano, azionisti di Acea e Aem? Come minimo, c'è una bella "questione morale" a carico dei manager delle rispettive società, visto che le nomine sono, per prassi, "politiche".

E' una pessima notizia scoprire di aver comprato sul mercato azionario titoli di aziende che ingannano il mercato. Che faranno gli azionisti delle società sanzionate, visto che le ammende comminate pesano sui bilanci e quindi impoveriscono i dividendi?

C'è poi la questione della pubblicità ingannevole. Secondo l'Antitrust, le nove società sanzionate hanno organizzato campagne pubblicitarie, attraverso diversi mezzi di comunicazione, in grado di indurre in errore i consumatori sul prezzo complessivo applicato per l'erogazione del servizio richiesto, con indicazioni non rispondenti al vero, inesatte o incomplete. Le campagne hanno riguardato in particolar modo le offerte "prezzo fisso", "prezzo certo", "prezzo bloccato" e quelle relative alla tariffa bioraria di energia elettrica e gas. Insomma, alle agenzie di pubblicità è stato affidato l'incarico di mentire ai consumatori. Un bel danno alle loro reputazioni. Ma soprattutto una danno grave alla credibilità della pubblicità italiana, che già di suo non vive momenti esaltanti.

Ma ciò che ne esce a pezzi è la fiducia nel libero mercato. In epoca di crisi economica, con la concomitanza proprio della crisi energetica, scoprire che trucchi e inganni sono stati resi possibili proprio dalle liberalizzazioni, che sembravano semplificare e rendere trasparenti le regole è un colpo ferale alla fiducia degli utenti, cioè dei cittadini italiani.

Le aziende dell'energia sono state sanzionate. Ma il danno attuale e pregresso a carico degli utenti chi lo risarcisce? Chi e come si farà carico di rimettere le cose a posto? E in quanto tempo? La correttezza delle tariffe avrà la stessa vistosa pubblicità che hanno avuto le campagne pubblicitarie, sanzionate come ingannevoli dall'Antitrust?

C'è da sperarlo. Ma c'è poco da sperare se non c'è un intervento deciso e definitivo sul tassativo rispetto delle regole del mercato. Beh buona giornata.