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Csr

Mediaset risponde a Corona: "La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone"

In una nota stampa il Gruppo di Cologno interviene contro l'imprenditore e i contenuti del suo format Youtube 'Falsissimo' nel quale Corona attacca Alfonso Signorini e la sua vita privata, chiamando in causa anche la stessa Mediaset.

Dopo la messa online su youtube dell'ultima puntata di 'Falsissimo', il format web di  Fabrizio Corona,  intitolata 'Il prezzo del successo' nella quale l'imprenditore attacca ancora una volta Alfonso Signorini,  ex conduttore del Grande Fratello, di cui racconta episodi della vita privata, la famiglia Berlusconi e  anche Mediaset, il Gruppo di Cologno interviene contro l'imprenditore.

“Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero”, si legge nella nota del Gruppo.

"La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone. Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero" dichiara Mediaset nel comunicato.

"Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie".

"Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto".

Mediaset " respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola".

Intanto, si legge sull'ANSA, il giudice civile di Milano Roberto Pertile ha deciso, accogliendo l'istanza degli avvocati di Signorini, di impedire che ulteriori contenuti "di carattere diffamatorio" vengano pubblicati su 'Falsissimo', bloccando  la terza puntata del format che riguarda il conduttore Mediaset.  Il giudice ha inoltre imposto di rimuovere tutti i contenuti già messi su web e social  sul giornalista e anche di consegnare tutto il materiale, compresi documenti, chat, immagini e video su cui ha costruito le due puntate precedenti. Duemila euro la somma che dovrà pagare per ogni "singola" violazione.