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Condé Nast: +10% nel 2012 e 322mila copie per MySelf

200 mln circa il fatturato previsto per il prossimo anno dalla casa editrice nel nostro Paese, di cui 17 mln derivanti dal digital. Ottimo debutto per il mensile diretto da Valeria Corbetta: secondo numero a 280mila copie e raccolta oltre le aspettative. A livello internazionale, il 2011 si chiude con profitti a +30%.
In un contesto negativo, dove aleggia il pessimismo, vale la pena sottolineare le performance positive, soprattutto se registrate in uno dei settori più colpiti dalla crisi, ovvero l'editoria.

Colpisce dunque il caso Myself, il nuovo mensile femminile di Condé Nast diretto da Valeria Corbetta. Il primo numero, in edicola il 25 ottobre, ha venduto 322mila copie e per il secondo, uscito l'1 dicembre, le proiezioni da rilevamento dopo quindici giorni stimano una vendita di 280mila copie, sempre di sola edicola. A questi numeri si aggiungono le copie in abbonamento, che attualmente ammontano a 6500 ma che si prevede possano arrivare il prossimo anno a 30.000.

Si tratta di risultati che vanno ben oltre le aspettative della casa editrice, che si era data una diffusione-obiettivo di 200mila copie. "Il successo di Myself - ha spiegato Giampaolo Grandi (nella foto), presidente di Condé Nast, in occasione dell'incontro organizzato oggi, 21 dicembre, a Milano - dimostra che la testata ha colmato un vuoto in edicola, andando incontro alle esigenze di un mercato molto ampio, costituito da 4 milioni di potenziali lettrici sprovviste di un giornale di riferimento. La buona tenuta del secondo numero testimonia inoltre che le loro aspettative non sono state deluse e che queste donne adulte, consapevoli e padrone delle loro vite hanno identificato in Myself una testata attuale, con cui 'conversare' delle piccole grandi questioni di attualità".

"Credo che siano soprattutto due i punti forti del giornale - ha sottolineato Carlo Verdelli, vicepresidente editoriale esecutivo della casa editrice -: la sua capacità di offrire risposte ai bisogni delle donne di oggi in modo chiaro e semplice, instaurando con loro un rapporto alla pari, e il suo atteggiamento positivo nei confronti della vita".

"Oggi il mercato dell'informazione tradizionale è cambiato profondamente - ha proseguito Verdelli -, la parola d'ordine è 'conversazione', perchè bisogna parlare al nuovo pubblico in modo diverso, tenendo presente che i lettori/utenti non solo ascoltano, ma sono pronti a giudicare e a esprimere la loro opinione e dunque non è più possibile ignorarli".

D'accordo anche Fedele Usai, senior vice president advertising and branded solutions di Condé Nast. "Ad essere in crisi non è il canale edicola, ma il modo in cui si comunica - ha dichiarato - . Evidentemente Myself è stato apprezzato perchè si è dimostrato credibile e in grado di ascoltare le sue lettrici".

Un apprezzamento importante è stato riscontrato anche da parte delle aziende, tanto che anche la raccolta sui primi due numeri ha superato le attese e anche per il terzo le previsioni sono ottime. Il mensile, che su una foliazione totale di 288 pagine ne conta 140 di pubblicità, si è distinto anche per la distribuzione omogenea degli inserzionisti: forte la moda con il 40%, segue con il 30% il settore beauty e molto bene anche il cosidetto extrasettore con il 30% suddiviso tra arredo, tecnologia, food e altri mercati.

Parte del successo di Myself è stata determinata senz'altro dall'imponente campagna pubblicitaria che ha accompagnato il lancio. Gli investimenti per la promozione sul punto vendita per i primi due numeri sono stati pari a mezzo milione di euro, mentre 2 milioni sono stati investiti nella campagna televisiva. Il supporto promozionale a Myself durerà per tutto il 2012 con una campagna televisiva che prevede investimenti pari a 1,8 mln di euro e attività sul punto vendita per 1 milione di euro. Ricordiamo che la creatività è a cura di Euro RSCG mentre la pianificazione è gestita da Mediacom.

Al momento, il mensile è venduto a un cut price di 1,50 euro, ma non si esclude che il prezzo di copertina possa salire a 2/2,50 euro già a partire dal quarto numero, proprio sulla scia dei buoni risultati raggiunti.

L'exploit di Myself corona un anno positivo per Condé Nast, che si avvia a chiudere il 2011 con una crescita del 20% del margine operativo sul fatturato. Anche la raccolta è in crescita, sia sulle testate cartacee che sul web, dove viaggia a un ritmo doppio rispetto al mercato. La chiusura d'anno si annuncia positiva anche a livello internazionale, con profitti a +30% sul 2008, un altro anno di grandi risultati per la casa editrice.

"Prevediamo di arrivare a fine 2012 con un fatturato Italia pari a 200 milioni di euro - ha spiegato Grandi ad ADVexpress -, in crescita del 10% rispetto a quest'anno. In particolare, ci aspettiamo +3% dalla stampa, grazie anche alle performance di Myself, +7% dalla raccolta e +26% dall'online. Sul fronte digital, dove in dieci anni abbiamo investito complessivamente 30 milioni di euro, contiamo di raggiungere il break-even e 17 milioni di fatturato. L'Italia è il Paese che fattura di più sul digitale tra i mercati in cui è presente Condé Nast e di questo sono molto orgoglioso. D'altra parte, si tratta di un ambito su cui abbiamo continuato a puntare: nel 2008 la nostra azienda contava su 544 dipendenti, nel 2011, nonostante la crisi, sono saliti a 568 grazie proprio al nutrito team (80-90 persone ,ndr.) che si occupa di tutte le attività che hanno a che fare con la rete".

"La nostra ambizione è diventare un'azienda di comunicazione a 360 gradi  - ha continuato Grandi - , in grado di instaurare una relazione interattiva con i lettori e anche con le aziende che scelgono le nostre testate, attraverso tutte le piattaforme disponibili. Uno dei nostri asset fondamentali continuerà a essere la qualità che, soprattutto in periodo di crisi, premia. Inoltre continueremo a investire nelle ricerche, perchè oggi ritengo sia più che mai necessario disporre di dati precisi in merito alla valutazione che i lettori danno delle varie testate, per poter offrire dei prodotti sempre in linea con le loro esigenze. Per quanto riguarda nuoe riviste in arrivo, stiamo lavorando a un nuovo giornale, valuteremo strada facendo se ci saranno le condizioni utili al lancio".

Se per Grandi il 2011 e il 2012 "sono anni sicuramente interessanti per gli editori, in cui c'è davvero la possibilità di 'fare la differenza'", Verdelli è più cauto: "Il 2012 sarà un anno molto difficile - ha affermato -, ma se Myself vincerà la sua scommessa, avrà vinto l'edicola e questo sarà un segnale importante del fatto che in Italia ci sia ancora spazio per iniziative editoriali di successo".

Serena Piazzi