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“Magnifica humanitas”, la nuova Enciclica di Papa Leone XIV. Un invito a custodire la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale

Il tema dell'utilizzo dell'IA diventa oggetto di grande attenzione anche nella pubblicazione del Pontefice, che nel testo invita ad "approcciarsi all’IA in modo sobrio e vigile, mantenendo chiarezza sulle responsabilità di tutti i suoi passaggi (accountability) e puntando su politiche e quadri giuridici adeguati, vigilanza indipendente, educazione degli utenti" e sottolinea la necessità di "un codice etico sottoposto a criteri di giustizia sociale condivisa" perché “non serve un’IA più morale se questa morale è decisa da pochi”.

L'IA, al centro di una rivoluzione nel mondo della comunicazione e non solo, è uno dei temi più rilevanti anche all'interno di Magnifica humanitas, l'Enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, pubblicata lunedì 25 maggio e firmata dal Pontefice lo scorso 15 maggio, nel 135° anniversario della promulgazione della Rerum novarum di Leone XIII.

 

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Il tema è trattato soprattutto nel terzo capitolo dell'Enciclica: Tecnica e dominio. La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’IA.

Come si legge su Vatican News,Leone XIV mette in guardia dal “paradigma tecnocratico già denunciato da Francesco e a causa del quale ogni scelta viene dettata esclusivamente da parametri di efficienza e profitto (92). Al contrario, la tecnologia più potente non è necessariamente la migliore: l’IA può imitare e simulare l’uomo, ma non possiede coscienza morale, empatia, capacità affettiva, relazionale e spirituale. Occorre dunque approcciarsi all’IA in modo sobrio e vigile, mantenendo chiarezza sulle responsabilità di tutti i suoi passaggi e puntando su politiche e quadri giuridici adeguati, vigilanza indipendente, educazione degli utenti. Soprattutto c’è bisogno di un codice etico sottoposto a criteri di giustizia sociale condivisa, perché “non serve un’IA più morale se questa morale è decisa da pochi” (107). Senza tralasciare l’impatto ambientale delle nuove tecnologie, le quali richiedono grandi quantità di energia e acqua, incidendo sulle emissioni di anidride carbonica e danneggiando il Creato (101).

Il Pontefice chiama il mercato a un'assunzione di responsabilità: "Perché l’IA rispetti la dignità umana e serva davvero il bene comune, è essenziale che siano chiare le responsabilità in tutti i passaggi: da chi progetta e addestra i sistemi fino a chi li utilizza e a chi decide di affidare ad essi le scelte concrete. In molti casi, tuttavia, i processi interni che conducono a un risultato possono essere poco trasparenti, e ciò rende più difficile attribuire responsabilità e correggere gli errori. (105.) È qui che diventa decisivo ciò che chiamiamo accountability: la possibilità di identificare chi deve “rendere conto” delle decisioni, motivarle, controllarle e, quando necessario, contestarle e rimediare ai danni che ne derivano. [127]

 

 

Disarmare l’IA e sottrarla alla logica competitiva  

Bisogna “disarmare l’IA” scrive Leone XIV per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e cognitiva; per rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare; per sottrarla ai monopoli e impedirle di dominare l’umano. Tale compito è etico, tecnico ed ecologico perché l’IA “è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti” (110). Sempre come riporta Vatican News, ampio spazio è dedicato alla critica del transumanesimo e del postumanesimo, che interpretano il progresso come superamento dei limiti dell’umano. Invece, il limite non è un difetto da eliminare, ma una dimensione costitutiva della persona, perché “l’essere umano non fiorisce malgrado il limite, ma spesso attraverso il limite” (118), riconoscendo nella fragilità e nella finitudine luoghi in cui maturano la relazione, la cura e l’apertura a Dio e all’altro.

 

Come sottolinea Vatica News l'enciclica tratta il tema della destinazione universale dei beni e insiste sulla necessità che le conoscenze e le tecnologie non siano concentrate nelle mani di pochi, alimentando il divario tra inclusi ed esclusi dalla rivoluzione digitale (67). Ne conseguono il terzo e il quarto principio, ovvero la sussidiarietà (68) – che richiede il superamento del paternalismo e dell’assistenzialismo in favore della corresponsabilità - e la solidarietà (73), “principio e virtù” che si contrappone all’indifferenza e tiene conto dei popoli e delle generazioni future.

 

Il progresso della tecnica non faccia regredire il cuore

Come si legge ancora su Vatican News, la posta in gioco è alta: far crescere la tecnica eliminando i limiti dell’umano significa, di fatto, far regredire il cuore. Magnifica e pur ferita, infatti, l’umanità “non deve essere sostituita né superata”. La tecnologia ne può alleviare le sofferenze e aprirle nuove possibilità, ma non deve rinnegarla in ciò che le è proprio: “la capacità di relazione e di amore” (126). Di fronte all’IA la vera alternativa non è tra entusiasmo e paura, ma tra due modi di costruire il progresso: a servizio della persona e dei popoli o delle logiche di potere (129). Una scelta che chiama in causa tutti: “la costruzione di Babele o quella di Gerusalemme”, le due “città” dell’uomo e di Dio indicate anche da Sant’Agostino (130), inizia da ciascuno".