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Cannes 2026 | Piera Gallo (Stellantis): "I brand italiani meritano un posto da protagonisti nella creatività globale. L'anno prossimo sogno una 500 sul palco per i suoi 70 anni"
Da Cannes – I brand italiani hanno tutte le carte in regola per essere protagonisti sulla scena internazionale della creatività. Ne è convinta Piera Gallo, VP Global Marketing Italian Brands di Stellantis, intervistata da Advexpress (leggi news) presso Casa Italia, lo spazio di UNA al Festival della Creatività di Cannes 2026, dove la manager è intervenuta all'interno del panel “L’Italia della Creatività vista da Cannes” nel pomeriggio di ieri.
Per Gallo, il punto di partenza è un modello di lavoro che supera le tradizionali divisioni tra azienda e agenzia. «Più che ridisegnare un rapporto, credo si tratti di lavorare insieme», ha spiegato ad Advexpress. «Noi siamo abituati a lavorare senza confini: team interno, cliente, team esterno, agenzia. Non esistono barriere, siamo un unico team con l’obiettivo di fare il meglio e portare le migliori idee creative sul mercato».
Una visione che si fonda sulla fiducia reciproca e sulla continuità delle relazioni professionali. «Abbiamo un’agenzia di riferimento che ci segue da molti anni su alcuni brand e i risultati si vedono», ha sottolineato. L’obiettivo comune, secondo la manager, è riuscire a interpretare e trasferire al consumatore i valori autentici del marchio, mantenendoli rilevanti e contemporanei senza tradirne il DNA.
La sfida Fiat 500: «Vorrei vederla premiata a Cannes»
Tra i temi emersi durante il confronto, anche il ruolo che i marchi italiani possono giocare all’interno di una competizione globale come Cannes Lions. E qui Gallo lancia una dichiarazione d’intenti: «Ho un sogno che dichiaro oggi: l’anno prossimo vorrei vedere premiata la Fiat 500 con una campagna che ancora dobbiamo realizzare».
Un auspicio che guarda a un anniversario importante. Nel 2027, infatti, Fiat 500 compirà 70 anni. Un traguardo che, secondo Gallo, rappresenta un’opportunità unica per raccontare al mondo uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy.
«La 500 è più di un prodotto: è un’icona. Rappresenta l’Italia nel mondo e circa l’80% delle sue vendite viene realizzato fuori dal mercato italiano. È la dimostrazione di come un prodotto con settant’anni di storia riesca ancora a essere rilevante e desiderabile a livello internazionale».
Premi e business: la creatività deve generare risultati
Se Cannes rappresenta il tempio della creatività, Gallo ricorda però che il vero obiettivo del marketing resta il mercato. «Noi non facciamo campagne per vincere premi. Le campagne devono sostenere i prodotti, le vendite e la marginalità».
Per ottenere risultati, la responsabilità delle aziende è innanzitutto quella di fornire indicazioni chiare. «Dobbiamo dare i migliori brief possibili. Significa essere precisi su ciò che vogliamo raccontare, evitando di sovraccaricare la comunicazione con troppi messaggi che finiscono per diluire la forza creativa».
Nessuna formula unica per il rapporto con le agenzie
Sul tema delle gare e delle relazioni di lungo periodo con i partner creativi, Gallo evita ricette universali. «Non credo esista una formula valida per tutti», ha spiegato. «Ci sono attività che richiedono una collaborazione costante e altre in cui può essere utile aprirsi a nuovi contributi e prospettive».
Da qui l’utilizzo di modelli più aperti, come i creative hub, pensati per raccogliere idee, test e stimoli differenti senza compromettere il rapporto con i partner consolidati. L’obiettivo resta sempre lo stesso: individuare la soluzione creativa più efficace per valorizzare i brand.
Tempo, budget e visibilità: gli ingredienti della buona creatività
Secondo Gallo, una buona idea non nasce soltanto dall’intuizione creativa. Servono condizioni adeguate per svilupparla e valorizzarla. «Per una creatività di qualità servono tempi corretti, il giusto budget per realizzarla e la possibilità di darle visibilità. Oggi è fondamentale riuscire a declinare un’idea su molteplici touchpoint», ha osservato.
Da Cannes, il messaggio della manager di Stellantis è chiaro: la competitività dei brand italiani passa dalla capacità di costruire relazioni solide, sviluppare idee distintive e trasformare la creatività in valore concreto per il business.
DR

