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NC Awards 2026. GP for Good a 'BeHer' di Birra Peroni. Capone: "Un premio alla capacità di impatto sulla società, di cambiamento anche interno all'azienda e alla volontà di prendere posizione e dare un messaggio rilevante. Piattaforma in evoluzione"
BeHer - Il progetto a sostegno della parità di genere di Birra Peroni si è aggiudicato il prestigioso Grand Prix for Good, il nuovo riconoscimento nato all'interno degli NC Awards di ADC Group dedicato alle iniziative di comunicazione integrata che si distinguono per una forte e dichiarata finalità sociale.
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Lanciato il 21 maggio con un evento che ha invitato a un confronto aperto sull’inclusione, si sviluppa come un ecosistema integrato che unisce comunicazione e azioni concrete. PostHers rilegge gli spot storici per affermare che oggi “la bionda è solo la birra”; l’Osservatorio raccoglie dati nazionali; l’Academy offre materiali educativi; la Rubrica mappa servizi utili; il Booster attiva borse STEM. Il tutto supervisionato da un Comitato Scientifico di esperti.
BeHer integra comunicazione, formazione e supporto reale: campagne, dati, strumenti educativi, servizi utili e partnership lavorano insieme per generare impatto. Coinvolge persone, community, stakeholder e popolazione interna in modo continuativo.
Grande soddisfazione per Birra Peroni, come commenta ad ADVexpress la marketing manager Martina Capone, intervistata lo scorso 5 giugno durante la serata di premiazione al Talent Garden Calabiana a Milano.
«È un riconoscimento molto importante per noi», afferma Capone. «Si tratta di un premio con un impatto particolare e la sua stessa introduzione dimostra quanto queste tematiche stiano assumendo un ruolo sempre più centrale. È stato un progetto lungo, durante il quale ci siamo messi in discussione come azienda con l'obiettivo di generare un cambiamento reale nella società. Ricevere questo premio al termine di un percorso così impegnativo è motivo di grande soddisfazione».
Secondo la manager, uno degli elementi che hanno reso vincente il progetto è stato proprio l'approccio adottato dall'azienda, che ha scelto di partire da una riflessione interna prima di rivolgersi all'esterno.
«Abbiamo deciso di iniziare da noi stessi», spiega. «Prima di chiedere un cambiamento alla società, abbiamo voluto mettere in discussione anche ciò che noi stessi avevamo promosso in passato. Credo che sia stata apprezzata la coerenza con l'identità e il DNA del brand, insieme alla volontà di affrontare un tema rilevante e delicato. Anche il coraggio di prendere una posizione chiara ha rappresentato un fattore determinante».
L'obiettivo della campagna era innanzitutto sociale: stimolare una riflessione diffusa sulla parità di genere e favorire il dialogo attorno a un tema di forte attualità. Peroni ha scelto di farlo facendo leva sul proprio ruolo di marchio storico e sulla capacità di raggiungere pubblici diversi.
«Volevamo diffondere un messaggio trasversale alle generazioni e contribuire a portare questi temi al centro della conversazione pubblica», sottolinea Capone. «Per noi il fatto che le persone abbiano iniziato a discutere di questi argomenti è già un risultato importante. L'obiettivo principale era proprio quello di creare consapevolezza e confronto».
Un percorso che prosegue attraverso diversi canali, dai social media alle attività di sponsorizzazione. Tra queste, la partnership con la Nazionale femminile della FIGC rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il brand continua a sostenere e amplificare il messaggio della campagna.
L'iniziativa contribuisce inoltre a rafforzare il posizionamento contemporaneo di Birra Peroni, che nel 2026 celebra i suoi 180 anni di storia senza rinunciare a guardare al futuro.
«Abbiamo appena compiuto 180 anni, ma per noi è solo l'inizio», osserva Capone. «Siamo un brand in continua evoluzione e crediamo che affrontare temi rilevanti per la società sia parte integrante del nostro percorso».
Il progetto, tuttavia, ha suscitato anche reazioni negative, che l'azienda ha scelto di affrontare apertamente e con trasparenza.
«Sappiamo che si tratta di un tema delicato», riconosce la direttrice marketing. «Abbiamo ricevuto anche commenti negativi, che abbiamo condiviso pubblicamente proprio per mantenere un dialogo aperto. Cambiare la percezione delle persone richiede tempo e questo per noi rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo».
Capone evidenzia come i consumatori chiedano sempre più spesso alle marche di assumere un ruolo attivo nella società e di contribuire concretamente al cambiamento. Per questo motivo BeHer non resterà un'iniziativa isolata.
«Ci saranno sicuramente delle evoluzioni già nel corso di quest'anno e anche nel prossimo», anticipa. «La campagna è ancora attiva e il nostro obiettivo sarà rendere sempre più concreti gli interventi, affinché l'impatto generato sia tangibile sotto ogni punto di vista».
Dopo il Grand Prix for Good, dunque, il percorso di BeHer prosegue con l'ambizione di consolidare il ruolo di Birra Peroni come brand capace non solo di comunicare valori, ma anche di contribuire attivamente al cambiamento culturale e sociale.

