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Cannes Lions 2026. Y. Bolloré (Havas): «Non sfidiamo i concorrenti sulle dimensioni, ma sulla creatività, sui talenti e sulla “scienza” del desiderio. L’Italia? Un mercato strategico per la crescita»
(Cannes – dai nostri inviati Davide Riva e Tommaso Ridolfi) La tradizionale conferenza stampa di Yannick Bolloré – arrivata al suo quindicesimo anno – si è aperta con il bilancio entusiasmante del 2025, primo anno “completo” da quando il gruppo è quotato alla borsa di Amsterdam. È stata una sfida complessa, ha spiegato il Chairman di Havas, che la holding ha dimostrato di saper governare con autorevolezza grazie a performance finanziarie che la posizionano tra le realtà più solide e dinamiche dell'intera industry della comunicazione globale.
I dati finanziari relativi all'ultimo anno parlano chiaro e confermano lo stato di salute del network: a fronte di una guidance iniziale comunicata al mercato che stimava una crescita organica superiore al 2%, Havas ha chiuso il 2025 con un solido +3,1%. Un risultato economico eccellente, accompagnato da un incremento della redditività pari a 50 punti base. grazie anche un anno record in termini di new business, trainato sia dall'acquisizione di nuovi clienti sia da una forte attività di cross-fertilizzazione sui clienti esistenti.
In un panorama pubblicitario globale attraversato da profonde trasformazioni strutturali – guidate da un lato da imponenti processi di consolidamento e fusioni tra i grandi player del settore, e dall’altro dalla rapidissima accelerazione tecnologica – Bolloré rivendica con orgoglio la propria unicità competitiva. «Oggi siamo estremamente fieri di affermare che siamo, chiaramente e di gran lunga, il più forte challenger del settore. È un ruolo che ci si addice, perché pensiamo che il successo non sia solo una questione di scala. Crediamo che i clienti meritino di avere i partner più motivati, la migliore integrazione, i migliori strumenti e la massima creatività. E nel mondo di oggi tutto questo rappresenta un netto vantaggio competitivo».
Tecnologia e AI: un piano miliardario guidato dall'elemento umano
Il capitolo relativo all'innovazione digitale e all'Intelligenza Artificiale vede la holding procedere a passo spedito. Tre anni fa, Havas ha avviato un piano di investimenti da 400 milioni di euro in quattro anni destinato a dati, tecnologia e AI. L'andamento attuale di questa strategia proietta il gruppo verso un traguardo ancora più ambizioso: oltre un miliardo di euro investiti complessivamente in meno di dieci anni che Bolloré ha tradotto come un «Passaggio dall'intelligenza artificiale come strumento all'intelligenza artificiale come sistema».
I numeri confermano l'impegno del gruppo: oltre il 90% dei 23.000 dipendenti Havas ha già completato percorsi di formazione certificata sull'intelligenza artificiale. Un risultato che Bolloré definisce fondamentale per integrare le nuove tecnologie nei processi aziendali. «Dopo tre anni di investimenti e formazione, l'AI è diventata parte del nostro DNA. Non ne parliamo quasi più come di qualcosa di separato, proprio come oggi non parliamo più di digitale».
Mentre molti competitor si trovano ad affrontare complesse barriere di integrazione sistemica, Havas accelera attraverso il lancio di nuovi prodotti, partnership di alto livello e ulteriori investimenti strategici. Tuttavia, Bolloré ha voluto ribadire con forza un principio cardine e quanto mai attuale: «Parliamo molto di intelligenza artificiale, ma alla fine continuiamo a credere che sia la creatività a guidare la crescita. L'elemento umano resta il principio chiave: in Havas parliamo di un essere umano potenziato dall'AI e dalla tecnologia, non il contrario. Sarà sempre l'uomo a fare la differenza».
M&A e il nuovo posizionamento: "Growth powered by desire"
La spinta all'espansione globale del network è supportata anche da una serrata attività sul fronte delle fusioni e acquisizioni. Nel corso del 2026 sono già state portate a termine sei nuove acquisizioni, che si sommano alle undici dello scorso anno, confermando Havas come il gruppo più attivo del settore per numero di operazioni. A ciò si aggiunge la rilevante joint venture Horizon Global, siglata con l'agenzia media indipendente statunitense Horizon.
A coronamento di questa visione industriale, Bolloré ha presentato ufficialmente i presupposti strategici dietro al nuovo posizionamento globale svelato a inizio anno “Growth powered by desire”. Citando Leonardo da Vinci – «la semplicità è l'ultima sofisticazione» – il Chairman ha spiegato la complessa genesi di un claim che va dritto al cuore delle necessità aziendali. «La crescita è l'obiettivo finale, il motivo profondo per cui i clienti investono miliardi di dollari ogni anno in pubblicità. E la nostra ricerca dimostra come l'unico modo per generare quella crescita sostenibile sia proprio la creazione di desiderio attorno al brand».
Richiamando i risultati della ricerca proprietaria appena presentata “The Science of Desire” (leggi news: https://www.adcgroup.it/adv-express/big-data/scenari/havas-the-science-of-desire-il-nuovo-report-globale-dimostra-che-i-brand-che-costruiscono-desiderio-hanno-2-4-volte-piu-probabilita-di-crescere.html), secondo cui l'84% dei marchi non genera un reale desiderio nei consumatori.
«Non si tratta di brand detestati, ma semplicemente indifferenti – ha sottolineato Bolloré –: questa indifferenza è il vero problema. Il 16% dei brand capaci di creare desiderio cresce in media 2,4 volte più velocemente rispetto ai concorrenti.»
La video intervista e uno sguardo sull’Italia
Rispondendo alla domanda su cosa distingua Havas dagli altri grandi network internazionali, Bolloré individua tre elementi chiave. «Essere challenger – ha ribadito – significa dover lavorare più duramente degli altri per ottenere risultati migliori per i clienti».
Il secondo è la struttura proprietaria familiare, che consente una visione di lungo termine: «Naturalmente mi interessano i risultati del prossimo trimestre, ma il mio vero obiettivo è capire dove saremo tra dieci o quindici anni».
Infine, il terzo elemento riguarda ancora una volta le persone. «Continuiamo a parlare di esseri umani, creatività e desiderio. Non crediamo che la tecnologia debba sostituire le persone. Crediamo che debba renderle più forti».
Uno sguardo finale è stato dedicato all'Italia, dove Havas ha recentemente annunciato la nomina di Matteo Tarolli come nuovo CEO di Havas Italia e Havas Media Network Italia.
Un mercato, quello italiano, che rappresenta una delle aree con il maggiore potenziale di sviluppo per il gruppo: «L'Italia è un Paese straordinario e crediamo di avere un enorme margine di crescita. Abbiamo appena inaugurato la nostra nuova sede flagship a Milano e vogliamo continuare a investire nelle persone, nei sistemi e nelle competenze per sostenere una crescita significativa nei prossimi anni».
Dichiarazione che conferma la volontà di Havas di rafforzare ulteriormente la presenza nel nostro paese, facendo anche in questo caso leva su talenti, innovazione e una visione della comunicazione in cui tecnologia e creatività umana continuano a procedere insieme.

